![]()
Il mondo della ricerca è pieno di scienziati che ritengono di poter dire tutto e il contrario di tutto perché sono bravi o molto bravi in un campo. L’ultimo esempio è senz’altro il Nobel francese Montagnier che ha totalmente sbroccato parlando non solo di memori dell’acqua, ma anche del fatto che secondo lui il Dna può trasmettere la sua struttura ad altre molecole attraverso le onde radio (qui una buona, anzi ottima introduzione introduzione – notare come riporta la notizia Il Sole 24 ore. Che si vanta di essere un giornale serio e preciso, solo quando parla di soldi, aggiungo io). Oggi però non stiamo parlando di notizie vecchie e di vecchi tromboni suonati; oddio il vecchio trombone potrebbe anche esserci. La notizia però è abbastanza nuova, e riguarda la chiralità e i dinosauri. Che come ho detto altre volte c’entrano forse come gli asparagi e l’immortalità dell’anima. Eppure il professor Ronald Breslow, che giovane non è, è riuscito a metterli insieme in una “ricerca scientifica” che definire ricca di salti mortali è essere eufemistici. Breslow, che di mestiere fa il chimico, ha descritto un comportamento piuttosto curioso, ma non ignoto, fra le molecole della vita. Cioè il fatto che gli aminoacidi hanno quasi tutti una configurazione L (andate a vedere qui cosa vuol dire) mentre gli zuccheri sono quasi tutti D. le spiegazioni di questo fenomeno sono moltissime, e spesso ci si orienta su un fatto casuale. Le prime “cellule” erano fatte così, e quindi si sono trascinate dietro la configurazione per tutta la storia della vita (anche se esistono complesse ipotesi che invece invocano ragioni termodinamiche o fisiche per questa scelta della vita). Il buon Breslow però non era interessato a questo, quanto alle conseguenze di questo fatto; e dice che secondo lui a differenza di quanto è accaduto sulla Terra, in un’altra parte dell’universo la vita potrebbe essere basata invece su aminoacidi D e zuccheri L. Nell’articolo spiega a lungo in che modo questo potrebbe essere successo; un asteroide carico di aminoacidi L e zuccheri D avrebbe potuto colpire la Terra e dare inizio a una catena di eventi che hanno portato alla vita come la conosciamo. Le conseguenze di questa situazione sono ovviamente inconoscibili, ma questo non ferma il buon Breslow dall’esprimere un suo parere un po’ fantasioso ma interessante con una frase in fondo all’articolo. Saltando circa 3 miliardi e 600 milioni di evoluzione del vivente, il professore ci spiega quello che è accaduto circa un paio di centinaia di milioni di anni fa, con la nascita dei dinosauri. E dice che è probabile che con gli aminoacidi e gli zuccheri diversi i dinosauri avrebbe potuto essere molto più intelligenti di quelli della Terra e (se non fossero stati spazzati via da un meteorite) magari sarebbero stati molto più aggressivi e cattivi: “Gente da evitare insomma”, conclude Breslow. Un po’ buttata lì, ma provocatoria al punto giusto.
Le considerazioni che si possono fare su questo articolo (che non ho letto in toto, premetto) sono molte, positive e negative. Positivo è il fatto che il vecchietto sia ancora abbastanza arzillo per immaginarsi cosa potrebbe succedere in un pianeta alternativo, in cui le basi della vita sono totalmente diverse dalle nostre; oppure il fatto che lo stesso professore conosca bene i meccanismi della comunicazione. Il suo articolo infatti trattava di tutt’altro che dinosauri ma, appunto, dell’origine della chiralità sulla Terra. La frasetta sui dinosauri è stata aggiunta in fondo forse proprio per attirare l’attenzione.
Di poco positivo c’è come al solito la visione sbagliata che molti (moltissimi, quasi tutti) i non evoluzionisti hanno dell’evoluzione. Sulla Terra ci sono stati i dinosauri? Beh, ci saranno anche su altri pianeti. Sulla Terra dopo i dinosauri sono venuti i mammiferi e quindi l’uomo? Beh, accadrà lo stesso fenomeno anche altrove. Confondendo contingenza evolutiva con necessità, reintroducendo la scala naturae, la necessità di una “ascesa” della storia della vita verso organismi sempre più “evoluti”. E facendo capire che le forme di vita sono qui per una specie di destino ineluttabile. Esattamente il contrario di quanto accade ed è accaduto nella realtà. Come dice qui anche Brian Switek, un paleontologo titolare di un blog alla rivista della Smithsonian Institution, che spiega al professore che la dominazione dei dinosauri e quello che ne seguì sia stata tutt’altro che un ascesa verso la perfezione.
Forse il professore voleva solo attirare l’attenzione. E con i dinosauri feroci lo scopo si ottiene senz’altro. Ma quello che fa pensare è che gli esempi che fanno coloro che parlano della vita sulla Terra senza conoscerla sono sempre nel solco dell’evoluzione come progresso, e della necessità di un “miglioramento” delle specie, e della ultime specie come migliori delle precedenti. E infine dell’ultima specie arrivata (indovinate quale…) come la migliorissima.
Il tutto è divertente forse, ma rivelatore di quanto sia veramente difficile capire alcuni principi della scienza. Che perché sembrano semplici non vuol dire che lo siano…
Grazie ad Andrea Bonisoli Alquati, che mi ha segnalato l’articolo
Breslow, R. (2012). Evidence for the Likely Origin of Homochirality in Amino Acids, Sugars, and Nucleosides on Prebiotic Earth Journal of the American Chemical Society DOI: 10.1021/ja3012897

