30 novembre 2010

L’amico di De Mattei*

5e0b93d3bb849cf071d0f0daa653ab5bTour se tien, direbbero i cuginetti. Frugando tra la spazzatura, quello che di solito pubblicano i giornali del portavoce di Putin, ho trovato una chicca che meriterebbe un’inchiesta. Come sapete, i 500.000 studenti dei centri sociali E fuori corso stanno cercando di far capire al resto di questo paese grandefratellato che la riforma gelmini è un disastro (per molti versi. Fonti giornalistiche mi dicono che le precedenti erano peggio). E chi si oppone agli studenti stessi? Ma andiamo, i rettori. E in particolare chi? Questo tipo, tale Frati, laureato in medicina. Non mi interessa la sua opinione sulla riforma stessa (lo farà perché ci crede, per diventare rettore dell’universo, non lo so) ma cosa pensa del nostro amico Darwin. Per lui è così importante che una parte dell’intervista si svolge su Darwin. Ecco, preso direttamente dalla differenziata, il suo parere:

All’epoca [quando Ratzinger volle entrare a parlare all’università, ma fu spaventato dalla protesta], Papa Benedetto fu principalmente contestato per le parole usate su Galileo Galilei in una vecchia lezione tenuta alla Sapienza nel 1990: Frati ammette che sarebbe un sogno se un giorno Ratzinger decidesse di riproporre quel tema in una nuova lectio magistralis ma non nasconde che ci sarebbe anche un altro argomento di cui forse oggi varrebbe la pena di ridiscutere in un’aula universitaria. Un argomento che, secondo il rettore, un buon ministro dell’Istruzione non può più continuare a sorvolare.
“Ho letto con attenzione il libro di Massimo Piattelli-Palmarini e Jerry Fodor sugli errori di Darwin ed è interessante il fatto che siano stati proprio due scienziati a rimettere in discussione l’idolatria delle teorie darwiniste. Ogni teoria è infatti correggibile da successive ricerche. E’ vero che il contributo di Darwin è stato importante nella storia degli studi sull’evoluzione delle specie ma il darwinismo, come ogni teoria scientifica, non è una verità infallibile. Serve l’obiettività, compresa quella che implica la riscrittura dei nostri testi scolastici”.

Capito il medico-rettore? Lui, che sa così tante cose che alcune le ha passate a moglie e figli (lavorano alla Sapienza, la SUA università) afferma che le idee di Darwin sono idolatrate, tanto che se due “scienziati” le contestano bisogna ridiscuterle. Anch’io, nel mio piccolo, sono uno scienziato, e metto in discussione la teoria dei germi, la relatività e la gravitazione universale (e anche la teoria del legame, và, che poi dicono che siamo tirati). Che dite, che non mi sono mai occupato degli argomenti, non ho mai pubblicato niente, non ho credenziali su gravità, germi e relatività? Che c’entra, sono sempre uno scienziato. proprio come F e PP. E allora, visto che  lo dice il dinamico due e il rettore magnifico, riscriviamo i testi scolastici. Buttiamo a mare almeno 150 anni di conoscenza, ricerche e lavori scientifici perché LUI ha detto che Darwin è idolatrato. Farebbe il piacere, oltre a sostenere la riforma gelmini, spiegarci dove ha sbagliato Darwin? O, da buon medico, è talmente ignorante in materia che non ha mai letto neppure Darwin a fumetti?

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28 novembre 2010

Puntare il dito

Ornate Flying Snake, Chrysopelea ornata

Image via Wikipedia

Dopo quanto è successo a Paola Caruso, di cui ho allo stesso tempo segnalato la poca preparazione e difeso lo “sciopero” della fame per l’assunzione (le due cose non sono in contraddizione), vado molto cauto quando si tratta di accusare qualche collega di conoscenze a dir poco shaky. Questa volta segnalo però un articolo decisamente modesto, e vediamo quel che accade. Su questa pagina del sito di Repubblica Cristina Nadotti parla dei serpenti volanti: sono alcune specie del genere Chrysopelea (che andrebbe in corsivo, ma la battaglia per me è ormai persa) studiati da Jake Socha. Questo ricercatore ha voluto vedere qual sia la dinamica del volo di questi serpenti, e ha filmato (e pubblicato) alcuni esempi di questo volo. L’articolo parla di questa “scoperta” come se fosse avvenuta in questi giorni e di come anche il Petangono (sic!) sia interessato alla faccenda. Questo è il primo errore. Ricordo di aver segnalato le prime ricerche di Socha su un sito di una rivista per cui lavorava almeno 6-7 anni fa. Nella notizia c’era anche il video, non molto diverso da quello che vedete qui sotto. Capisco che andare a ricercare archivi di anni fa non è proprio il massimo, tanto che nel sito stesso non lo trovo neppure io, ma almeno andare a controllare le pubblicazioni del laboratorio del dottor Socha non era una gran fatica. La prima, su Nature, non il Journal of dubious flying reptiles, è del 2002. Oltre a ciò, la chiusa dell’articolo è curiosissima. Ed è così:

E sarebbe [il fatto che volano partendo dagli alberi ndb] anche un'altra delle prove delle teorie evoluzionistiche: i serpenti volanti, lunghi tra i 50 centimetri e il metro, passano la maggior parte del loro tempo sui rami, proprio come gli uccelli, discendenti, secondo le ultime teorie, dai serpenti.

Che gli uccelli discendano dai serpenti non è la prima volta che lo sento dire, come dai coccodrilli (e questa ha qualche base in più) o dalle lucertole. Ma chiudere un articolo con un’affermazione così apodittica, e così palesemente contro le conoscenze stabilite – per quel che so è una vaccata, diciamo così – che cioè gli uccelli discendano dai dinosauri (SIANO dinosauri), necessita almeno di una fonte certa, un articolo, una dichiarazione, un nome, qualcosa insomma, che solletichi la mia curiosità. Invece niente. Capisco, in fondo sono solo animali, e le notizie sugli animali le leggono i bambini e i fissati. I primi non sanno cosa siano le fonti, i secondi ne hanno a sufficienza da loro. Ma perché trattare la natura con meno accuratezza di quella usata per il peggior gossip? È giornalismo? Non è meglio farlo fare a chi lo sa fare?

Serpente volante ripreso nel laboratorio di Jake Socha
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26 novembre 2010

Per solleticare l'appetito

Prima di postare il mio contributo al carnevale della biodiversità, mi sembra giusto pubblicare due piccoli contributi sull'argomento, questo volta con un approccio ambientale. Il primo è un trattatello, circa 56 pagine, sul valore della biodiversità per la popolazioni più povere. È una pubblicazione dello Ieed (International Institute for Environment and Development) che si definisce, ed è, un global leader in in sustainable development, un istituto di ricerca indipendente. Il libro, che si chiama Banking on biodiversity, è liberamente scaricabile (il pdf) dal sito, e contiene numerose case history di situazioni in cui la biodiversità può essere dastimolo per la crescita, non solo e non necessariamente economica, delle popolazioni del Terzo mondo. Potrebbe sembrare il solito peana alle coltivazioni locali, alle situazioni sfigate che diventano un po' meno sfigate coltivando il cereale dei nonni, ma è la somma che fa il totale, e questi casi sono troppi per essere ignorati.
Il secondo contributo proviene dalla Vancouver film school. I ragazzi hanno creato un filmato brevissimo (2'41") che spiega molto in breve, con un linguaggio secco ed essenziale, cos'è la biodiversità, da cosa è costituita, come influenza il mondo in cui viviamo e soprattutto cosa perdiamo perdendola. Il filmato si vede qua sotto:

Biodiversity - Vancouver Film School from Vancouver Film School on Vimeo.

Ci sentiamo tra una quindicina di giorni con il post per il carnevale.

25 novembre 2010

Grandi mammiferi

La questione è controversa, proprio perché sembrava ovvia. La storia va così: Dopo l'estinzione dei dinosauri, circa 65-64 milioni di anni fa, il loro posto fu preso dai mammiferi che "occuparono" molte delle nicchie ecologiche lasciate libere. Poiché i dinosauri erano grandi e grossi, anche i mammiferi che li sostituirono erano grandi o grossi. Chiaro no? Non del tutto, perché, al di là del problema delle nicchie occupate (le nicchie si creano, non si occupano quando si svuotano, in generale) un'intuizione ha sempre bisogno di qualche conferma. Come accade molto raramente nelle scienze naturali (le intuizioni e le conoscenze stratificate sugli animali sono molto spesso sbagliate) Jessica Theodor e una ventina di suoi colleghi, dell'università di Calgary hanno dimostrato che è vero, dopo che i dinosauri furono tolti di mezzo i mammiferi iniziarono a ingrandirsi, e divennero fino a mille volte più grandi di quanto non fossero stati prima. Anche mille volte più grandi, con Indricotherium e Deinotherium*, i più grossi mammiferi terrestri. E questo perché? Perché quando hai a disposizione tutta quell'erba, è più efficiente essere di grandi o grandissime dimensioni.
Inoltre la "ricostruzione" degli ecosistemi e probabilmente delle reti alimentari fu relativamente rapida (circa 25 milioni di anni). Altro chiarimento, cosa limita le dimensioni dei mammiferi terrestri: la quantità di spazio disponibile e il clima in cui crescono. Più è freddo, più sono grossi.

* Sono le due sagome dietro l'elefante africano nell'immagine sopra, che è di proprietà
: Alison Boyer/Yale University

22 novembre 2010

Carnevale della biodiversità

Il Carnevale della Biodiversità

Il 15 Dicembre c.a., a conclusione del 2010, anno internazionale della biodiversità, partirà un'iniziativa tra i più prestigiosi blog italiani di storia naturale per continuare a sottolineare l'importanza del tema in oggetto, sia all'interno della comunità scientifica sia tra il pubblico.

La prima edizione del Carnevale della Biodiversità avrà come tema:

“INFINITE FORME BELLISSIME”,

tema che i vari Autori svilupperanno con varie sfaccettature in base ai loro personali stili ed interessi. Il blog “L'orologiaio miope” accoglierà questa prima edizione, passando in rassegna gli articoli scritti dagli altri blogger e segnalandone i link.

I blog partecipanti al progetto saranno I seguenti:

Biosproject: Earth
Bottiglie di Leida
Continuo proceso de cambio
Erba volant
Gravità zero
Leucophaea
L’orologiaio miope
Mahengechromis Divagazioni di un ciclidofilo
Oryctes Frammenti di natura
Paperfish fish biology in progress
Scientificando
Theropoda


Il Carnevale della Biodiversità avrà scadenza bimestrale, continuando per tutto il 2011, e sarà ospitato a turno da alcuni dei blog partecipanti. I blogger segnaleranno chiaramente che l'articolo viene scritto nell'ambito di questa iniziativa e linkeranno il blog ospite del bimestre.

Il gruppo coordinatore augura buon lavoro a tutti i blog che hanno aderito al progetto e buona lettura a tutti coloro che vorranno partecipare con noi a questo Carnevale.

Livio Leoni, Lisa Signorile, Marco Ferrari

20 novembre 2010

Notate le somiglianze?

Questa cosa è proprio straordinaria.
La prima foto è la fantasia di Kipling, la seconda la realtà. Manca solo il bicolorato serpente pitone, che vedete in basso nella prima immagine, sostituito dal piccolo di elefante.

16 novembre 2010

Carnevale della biodiversità

Ribadisco e rilancio questo invito per il "carnevale della biodiversità" dal sito l'Orologiaio miope.


Ecco il bando direttamente dall'Orologiaio

Chi aderisce al carnevale deve semplicemente scrivere con scadenza bimestrale un post su un argomento prestabilito, e poi il blog ospitante provvederà a scrivere un post riassuntivo dove linka i post di tutti i blog partecipanti, in modo che chi legge con dei semplici clic si sposta tra i vari blog e legge come i vari Autori hanno trattato il tema. Il blog ospitante cicla tra i vari blog partecipanti, purché insomma abbia più della mamma di chi lo scrive come lettori fissi.

Considerando che il 2010 e’ stato l’anno della biodiversità, un carnevale a tema mi sembra un modo interessante per chiuderlo in bellezza, e proseguirlo l’anno prossimo.

E adesso veniamo alla questione spinosa:

AAA – BLOG SCIENTIFICI DI ARGOMENTO BIOLOGICO CERCASI DISPERATAMENTE

Il panorama non è ricchissimo, al punto che questo blog (questo è l'orologiaio ndb) e’ stato candidato volontario per ospitare la prima edizione del carnevale. Stiamo cercando di tirar giù una lista di blog, ma non vorremmo escludere nessuno. Se hai un blog che tratta di botanica, zoologia, evoluzione, paleontologia etc etc e ti va di associarti a questa iniziativa candidati!!! Non essere timido, partecipare richiede solo un post ogni due mesi, in fondo, ma contribuisce alla circolazione delle idee e della cultura scientifica. Sfortunatamente occorrerà fare una minima selezione, del tipo che un blog che parla delle toelettature alla francese dei Bichon a poil frisé o delle ricette per cucinare i buoi muschiati temo non sarebbe pertinente all’argomento.

Aspettiamo trepidanti notizie e partecipanti

14 novembre 2010

giornali e giornalisti

Non conosco Paola Caruso, non ricordo di avere mai letto un suo pezzo sul Corriere. Ma quello che le stanno facendo supera ogni immaginazione, e ogni logica " industriale". Non riesco a linkare il suo blog, e dovete cercarlo voi, ma non è difficile. A questo ci ha condotto la "liberalizzazione" nelle mani degli industriali. A questo la legge Biagi-Maroni. Allo sciopero della fame per far valere i propri diritti; sì, diritti, perché su una lavora sette anni ha DIRITTO a essere assunta.

09 novembre 2010

Limoni e discariche

Aggiornato alle 13:50 (vedi in fondo)

La blogosfera (quanto tempo è che non leggete questa parola?) è piena di commenti al famoso limone di Terzigno, inquinato dalla discarica costruita lì vicino, secondo i primi commenti. Non sto lì a citare tutte le occorrenze, ma credo che questo post di Query sia sufficiente; lì c'è anche la foto del frutto. Il fatto che l'alienità del limone sia stata smentita (anche se la foto appare in molti siti "ecologisti") mi ha fatto pensare che anche in questo caso l'intersezione tra la comunicazione e la psicologia umana siano importanti, e diano spesso prodotti strani. Se sapete che vivete vicino a una discarica, e avete i sospetti che il sito sia inquinato, cosa andate a cercare per prima cosa? Le prove dell'inquinamento, della non salubrità dell'ambiente, della pericolosità dei liquami o chi per essi. E se trovate un frutto deforme, un fiore abnorme, un albero storto, ecco che avete le prove.
Per molte ragioni: prima di tutto avete in mano una prova tangibile, da portare in tribunale per così dire. Una prova diretta, non mediata come potrebbero essere i dati scritti su un foglio di carta derivate a loro volta da analisi di cui non capite il razionale.
Se poi, secondo particolare, il frutto, il fiore o l'albero sono più grossi del normale, è ancora meglio. Se fossero più piccoli nessuno li accetterebbe come prove di "terribili mutazioni", che devono trasformare la natura in qualcosa di mostruoso, più grande e quindi spaventoso del normale.
Limoni, alberi e fiori sono infine in contraddizione con la vera ricerca scientifica, che non si basa su elementi singoli (il plurale di aneddoti non è dati) ma su lunghe e noiose sequenze di dati, che insieme fanno una statistica.
A sua volta, questa parola nasconde sempre numeri che, anche se spaventosi, non fanno mai paura quanto un limone mutante. E che sono respinti, a priori, dai nostri più preclari comunicatori; grazie alla loro preparazione, non sanno fare due più due, figuriamoci calcolare il chi quadrato.

Tutte ragioni ragionevoli, che in questo disgraziato Paese impediscono di arrivare a una conclusione fondata e soprattutto solida sulla questione della discarica. La scienza sarà fredda, ma almeno alla fine funziona.

Aggiornamento. Di segno completamente opposto al limone mostruoso c'è questa news release dei ricercatori del Usgs, cui si riferisce la foto sopra (una cincia).
Dice che: The highest rate of beak abnormalities ever recorded in wild bird populations is being seen in a number of species in the Northwest and Alaska, and scientists to this point have not been able to isolate the cause.
Ci sono tanti casi di anormalità nel becco, in frequenze statisticamente significative more than ten times what is normally expected in a wild bird population) e non si sa cosa possa averle causate.
Ecco la conclusione: The increasing occurrence of deformities in multiple bird species with broad geographic distribution suggests that avian keratin disorder is spreading and may be an indication of underlying environmental health problems.

Esattamente l'opposto di quanto accade a Terzigno. Chi fa la scienza migliore?

06 novembre 2010

Dal Festival della Scienza, un dubbio

236px-Aristotle_by_RaphaelOra, sarà senz'altro dovuto al fatto che durante alcune lezioni di catechismo sono stato invitato ad allontanarmi, o che al liceo le lezioni di filosofia mi sembravano noiose oltre ogni dire, ma mi sfugge la necessità di invitare al Festival della scienza un teologo neoplatonico, Marcelo Sanchez Sorondo. In una rapida e lucida presentazione infatti, con un delizioso accento spagnolo, ha "dimostrato" che l'uomo è fatto di una parte materiale e di una spirituale, che ci permette di osservarci dal di dentro (l'osservazione "dal di fuori" è compito della scienza). Citando riflessioni di nuovi filosofi come Aristotele, Kant e Hegel, ho elucubrato a lungo sulla natura di questi piani diversi, affermando - ma mi sono perso il perché - che la scienza non può arrivare a spiegare tutto ciò che accade nel cervello, come piacere, volontà, amore e libertà e quindi questi atti sono appannaggio del mondo spirituale; ma chi ha creato questo mondo? Indovinato, l’ente supremo. Il tutto condito da non sequitur, citazioni e sviamenti, riferimenti a scienziati e ricercatori che mi sembravano non particolarmente pertinenti, risposte villane alle domande della sala (specie una a un ragazzo che gli ho chiesto conto di Galileo – secondo Sorondo, non gli hanno fatto niente, il problema era che la sua tesi della Terra attorno al Sole era dimostrata solo dal movimento delle maree, che è una spiegazione sbagliata e Bellarmino gli chiedeva solo di inserire una postille, del tipo “questa è solo un’ipotesi”).
Un paio di affermazioni mi hanno lasciato perplesso, diciamo: il fatto che gli animali non possano osservarsi dall'interno (cioè, credo, che non abbiano una teoria della mente – ma questo legge la letteratura scientifica) e, come risposta alla semplice e ingenua domanda "Dove sta questo vostro mondo spirituale?" l'affermazione "su un altro piano, non percepibile dalla scienza". Ovviamente il tutto condito da "non si può pensare che tutto sia riducibile alla ricerca" o "ciò che ci distingue dal mondo della natura è la dimensione spirituale". Ripeto, forse è stato per l'amicizia con gli organizzatori, ma la presenza del teologo mi è sembrata proprio ectopica.

P. S. Ho anche moderato un paio di conferenze, che sono andate bene.

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03 novembre 2010

Di chi la colpa delle alluvioni in Veneto?

Ecco di chi è la colpa. Dopo aver cominciato bene, denunciando l'eccessiva cementificazione, che però è il prezzo della modernizzazione, Roberto Zuccato se la prende con i roditori. Che sono protetti...

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