30 ottobre 2010

Notizie da un pianeta normale

graham1HRVisto che tutti ormai in Italia si stanno adoperando per conoscere l’identità di un misterioso re africano, io mi dedico alla ricerca scientifica. Con un lavoro uscito su Science, cui si riferisce la foto sopra*. Che risponde a una delle domande più importanti della ricerca, con una risposta brillante anche se forse attesa. La domanda è: perché i sistemi immunitari non particolarmente robusti continuano a esistere nel mondo animale? Perché, dicono i ricercatori di Andrea Graham, avere un sistema immunitario molto forte abbassa il successo riproduttivo delle femmine. Un certo tipo di anticorpi, chiamati Ana (self-reactive, anti-nuclear antibodies) presenti nel corpo di maschi e femmine delle pecore Soay di Santa Kilda, combattono i vermi parassiti sia nei maschi sia nelle femmine; ma in queste ultime inducono anche una fertilità inferiore. Quindi un sistema immunitario “intermedio” sarebbe meglio, in modo da avere un compromesso tra difesa dai parassiti e fertilità (ricordiamo anche che i piccoli in fondo sono parassiti, e la madre deve abbassare la sue difese immunitarie per portare a termine la gravidanza). Come spessissimo accade, un tratto – o un adattamento – non è mai sottoposto a un solo tipo di pressione di selezione ed è la risposta a numerose “esigenze” del corpo.

Altra ricerca, sempre su Science, riguarda la minaccia di estinzione cui sono sottoposti i vertebrati. Secondo un folto gruppo di zoologi e eserti di conservazione

52 species of mammals, birds and amphibians move one category closer to extinction each year.

E questo nonostante molte specie non si siano estinte solo grazie agli sforzi della conservazione; senza di essi, la situazione sarebbe state del 18 % peggiore. Il futuro non sarà molto meglio, dicono altri commentatori, ma non si sa bene cosa potrebbe cambiare, perché basta una minima spinta in una direzione per cambiare in molto meglio o molto peggio la situazione. Qui sotto un’immagine** che riporta l’aumento o la diminuzione del rischio di estinzione per categoria delle Liste Rosse (se cliccate aspettatevi una bella attesa – l’immagine è grossina).

hoffmann3HR

* A female Soay sheep in snow on the Scottish island of Hirta, St. Kilda.
Image courtesy of Gina Prior- Science.

** Global patterns of net change in overall extinction risk across birds, mammals and
amphibians (for the periods plotted in figure 3 from the Hoffmann et al. paper) mapped
as average number of genuine Red List category changes per cell per year. Purple shades
correspond to net deterioration (i.e., net increase in extinction risk) in that cell, green to
net improvement (i.e., decrease in extinction risk), and white to no change. The uniform
pattern of improvement at sea is driven by improvements of migratory marine mammals
with cosmopolitan distributions (e.g., Humpback Whale). Deteriorations (e.g.,
Nightingale Reed-warbler Acrocephalus luscinius in the Northern Mariana Islands) and
improvements (e.g., Rarotonga Monarch Pomarea dimidiata in the Cook Islands) on
islands are hard to discern; islands showing overall net improvements are shown in blue.
Note that the intensity of improvements never matches the intensity of deteriorations.
Please see figure 4 of the Hoffmann et al. paper for more information.
Image courtesy of Science/AAAS

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24 ottobre 2010

It's the end of the world as we know it

L'Artico è, per usare un facile gioco di parole, una zona calda del global warming. Quando la banchisa si scioglie, ecco gli "allarmisti" gridare alla catastrofe; se cade un po' più di neve, i negazionisti rialzano la testa con "vedete che non è vero niente". L'unica soluzione sarebbe leggere i dati con attenzione. Ma sono masse di numeri e proiezioni enormi, e se c'è qualcuno che fa il nostro lavoro tanto meglio. A chiarire il tutto ci ha pensato la Noaa (National oceanic and atmospheric administration) degli Usa. Con questo rapporto che non potrebbe essere più chiaro. Le conclusioni sono semplici; scordiamoci l'Artico come l'abbiamo conosciuto, perché non esiste più. L'uomo col riscaldamento globale ha modificato così tanto le condizioni della regione da trasformarla in qualcosa di completamente diverso. Il rapporto, diviso in capitoli che trattano di ambiti diversi (atmosfera, ghiaccio, oceano, terra, Groenlandia e biologia) è sufficientemente terrificante anche solo leggendo i sommari. Per esempio il ghiaccio è in trend di diminuzione dalla fine degli anni '80 se rapportato al valore medio 1979-2000; il livello del mare è in aumento costante (in seguito allo scioglimento dei ghiacci), anche se la temperatura è in diminuzione rispetto al suo massimo del 2007; sulla terraferma le variazioni sempre più brusche hanno effetti non troppo predicibili sugli ecosistemi come la tundra o soprattutto il permafrost. Altre osservazioni sulla Groenlandia e la biologia sono dello stesso tenore. Tutti i dati sono riassunti in questo breve ma affascinante filmato, presente anche su Youtube:



Che dire? Le parole che riassumono lo stato delle cose sono nel filmato: “L'artico sta muovendosi verso un nuovo e differente stato climatico".
E, proprio come predetto da innumerevoli esperti, e negato da innumerevoli inesperti, come per esempio i teapartyists in Usa (vedi anche questo articolo del NYTimes su come si chiudono gli occhi ai fatti), lo stato di un ambiente potrebbe cambiare in un periodo brevissimo – anche se non certo da un minuto all'altro come nei film catastrofici. Il "salto", definito tipping point, potrebbe cogliere tutti di sorpresa; al di fuori di quelli che lo avevano predetto. Il rapporto, abbastanza divulgativo da poter essere capito anche da Battaglia, non fa che ribadire lo stesso concetto; che il cambiamento climatico è qui, e non possiamo farci niente.
Non pensate però che le conseguenze del cambiamento siano relegate agli orsi bianchi e alla Groenlandia; nel capitolo sull'atmosfera, infatti, questa frase, che spiega molti inverni rigidi alle nostre latitudini e certi strani comportamenti del clima:

There is evidence that the effect of higher air temperatures in the lower Arctic atmosphere in fall is contributing to changes in the atmospheric circulation in both the Arctic and northern mid-latitudes. Winter 2009-2010 showed a new connectivity between mid-latitude extreme cold and snowy weather events and changes in the wind patterns of the Arctic; the so-called Warm Arctic-Cold Continents pattern.


In conclusione, non sono fenomeni amplificati o diminuiti, sono fenomeni nuovi. Qualcosa che non era mai successo (a memoria d'uomo, ovviamente) e che cambierà anche profondamente le nostre latitudini. Chi si aggrappa alla negazione dell'esistente non è diverso, fatte le debite proporzioni, a chi non è capace di vedere in un fossile come Tiktaalik o altri (vedi per esempio la sequenza verso gli odierni Cetacei) le prove più evidenti del fatto dell'evoluzione.
Hoktar come Sarah Palin? Perché no?

La didascalia dell'immagine sopra è la seguente: Sea ice extent in March 2010 (left) and September 2010 (right), illustrating the respective monthly winter maximum and summer minimum extents. The magenta line indicates the median maximum and minimum extent of the ice cover in the given month for the period 1979–2000. (Figures from the National Snow and Ice Data Center Sea Ice Index: nsidc.org/data/seaice_index.)

22 ottobre 2010

Molto rumore per nulla – Mamma li turchi redux

2010-10-21_21-46-08_256Poche cose da dire sulla discesa in campo del più famoso creazionista turco. A) Il dispiegamento di forze (non confermato né smentito dalle forze dell'ordine presenti in loco) è stato del tutto inutile per respingere la folla di partecipanti al dibattito: la folla non c'è stata. Il pubblico che si è presentato alle porte della sala volta al Palazzo delle Stelline era composto da curiosi e interessati, e da una folta rappresentanza della comunità darwiniana milanese, addirittura con un professore universitario a capeggiare il gruppo. B) Questi turchi saranno anche ricchi, ma in fatto di comunicazione sono veramente all'età della pietra. La prima "prolusione" di Oktar Babuna (medico chirurgo che ha frequentato parecchie università in Occidente) è durata qualcosa come 1 ora e 20 (!). Contenuto? Tutti i mali del mondo, dall’invenzione della clava a Minzolini, sono causati da Darwin.  Socialismo, comunismo, fascismo, nazismo, persino il giornalismo, sono colpa di un pacato naturalista inglese (en passant, chissà come si sono sentiti gli organizzatori della serata quando il dottore ha parlato male di Hitler). È cominciata poi quella che in gergo tecnico è definita la “cavalcata di Gish” cioè investire il pubblica con una marea di informazioni tra l’irrilevante e lo sbagliato per impressionarli. Il tutto condito da citazioni di chiunque, da Darwin (come quella che si vede sopra). ad Allah, da Hoyle – definito darwinista – a  Dawkins a persone mai sentite. Gli appunti che ho preso potrebbero essere intitolati “enciclopedia dell’antidarwinismo ovvio” (stamattina ho scoperto che il file che ho scritto è illeggibile. Non perdo niente, ma ho fatto una gran fatica).
Chi distrugge la teoria darwiniana? Nell’ordine:

  1. La mancanza di fossili di transizione (noto che non li hanno chiamati anelli mancanti – si sono evoluti). Con la lingua fuori
  2. L’eccessiva complessità di tutto, dalle proteine alle cellule al solito occhio – che anche Darwin diceva fosse un ostacolo insormontabile per la sua teoria.
  3. Le mutazioni, che non possono essere positive, sono solo negative o neutre e in ogni caso non introducono nuove informazioni genetiche.

Grandi novità, eh?
Update: dell’insalata indigesta ricordo solo che lo squalo balena è stato definito un “mammifero marino” che non può essere derivato da quelli terrestri e che un pesce fuori dall’acqua muore. Se recupero il file magari posto altre perle.
Dopo un po’, dopo aver preso appunti per un’ora e filmato per decine di minuti, mi sono fermato per l’esasperazione e la noia. Anche perché ogni capitolo si concludeva con un’invocazione ad Allah, creatore di tutte le cose. Ritornello che si è ripetuto anche più insistente quando si è passati (dopo un comicissimo collegamento con il capo della banda, in patria in attesa di giudizio per vari reati, che ha parlato esattamente come parlerebbe Berlusconi in Libia o in Russia, insomma dai suoi amici dittatori) al segreto della materia spiegato da un altro dottore ancora più impacciato. Il segreto è molto semplice: la materia non esiste, esiste solo la percezione.

Serata creazionista turca
Un lungo filmato (in italiano, sopra, il clou) ha raccontato quello che il vescovo Berkeley sapeva da qualche secolo. Che un albero che cade in una foresta senza nessuno vicino non fa rumore. Ecco la conclusione sconvolgente  della serata più noiosa della mia vita.
Vi saluto con una poesiola proprio sull’idealismo in salsa turca.

Si stupiva un dì un allocco:
“Certo Dio trova assai sciocco
che quel pino ancora esista
se non c’è nessuno in vista”
alle quali un anonimo rispondeva:
Molto sciocco, mio signore,
è soltanto il tuo stupore.
Tu non hai pensato che
Se quel pino sempre c’è
È perché lo guardo io.
Ti saluto: sono Dio.

 

P. S. Valentina Murelli su Oggiscienza (compagna di sventura) è arrivata prima di me, e molto meglio. Pubblica qualcosa anche Pikaia, a cura di Chiara Ceci, ma credo che tutto si sia risolto in una bolla di sapone.
P.P. S. Altri aggiornamenti. Hanno scritto anche Query e Oca sapiens. Tutti si sono annoiati mortalmente.

20 ottobre 2010

Mamma li turchi 2

Come annunciato da cartelloni enormi per tutta Milano, domani, giovedì 21 ottobre al palazzo delle Stelline (di proprietà della Fondazione Stelline, cui partecipano il Comune di Milano e la Regione Lombardia) ci sarà una conferenza sulle "origine della vita". Interessante, dite voi? Beh, basta vedere l'organizzazione per cambiare idea. I manifesti rimandano a siti di rabbiosi creazionisti turchi, comandati dal mitico Harun Yahya, che tutti danno nelle turche galere per reati non specificati. Quindi, come ho detto anche qui, potrebbe essere più una conferenza folckloristica che altro. Però mi sono detto che ci dev'essere qualcosa dietro; e sono andato a vedere chi ha organizzato la "conferenza". Una telefonata alle Stelline mi ha svelato che la sala è del comune (nel complesso esistono anche sale di altre società), che però ha affittato la sala stessa a una "società" che ha a sua volta organizzato la conferenza. La società si chiama Hora24 e, a parte il nome curioso (non ho avuto voglia di andare a vedere l'origine) ha alle spalle poche persone. Questi si chiamano Andrea Calvi, Barbara Galimberti e Andrea Leghesa. Il primo nome è abbastanza diffuso, e quindi non è facile capire se per esempio questo Andrea Calvi sia quello di Hora24. Più fortuna con i due successivi; questa notiziola del Corriere di qualche annetto fa racconta di litigi tra "missini" di allora, in particolare Barbara Galimberti e Andrea Leghesa. Per essere chiari: scazzi tra fascisti molto fascisti, che poi si sono riciclati come "organizzatori di una piattaforma per la gestione dei servizi di promozione elettorale" (sono già pronti per il 2011); Hora24 appunto. Il fatto che poi abbiano anche organizzato una conferenza con un fascista islamico contro l'evoluzione non fa altro che rientrare tra le loro specificità.
Nel sito non ci sono i clienti della società, e neppure un cross research mi ha portato a niente (mi ci sono impegnato per non più di mezz'ora, però). Se ci siano collegamenti con il comune o la regione (niente è escluso) non farebbe che confermare quello che tutti dicono, che cioè i turchi creazionisti siano stati invitati dalla destra italiana (uno degli organizzatori Fratus, è stato o è segretario della sottosegretario Santanché). Se qualcuno ne sa qualcosa, me lo faccia sapere.

18 ottobre 2010

Due post in un giorno. Ma questo è triste

Era una delle persone meno note ma più geniali, per quel che si può giudicare dai risultati, della biologia moderna. Leigh Van Valen è morto sabato inseguito a complicazioni derivate da una rara forma di leucemia. È poco noto anche perché, nonostante contribuisse a parecchi newsgroup di paleontologia, non era un evoluzionista "vocale" (lo so, è un false friend, ma non mi viene in mente altro se non vocifero, che è pessimo).
Cos'ha fatto Van Valen? ha proposto l'ipotesi della Regina rossa, quella per cui le specie devono evolversi il più rapidamente possibile solo per restare al loro posto, cioè non estinguersi. Spiega in questo modo anche la "corsa agli armamenti" fra le specie per esempio di preda e predatore, e probabilmente anche quella tra parassiti e parassitati (una conseguenza della quale è anche la spiegazione dell'origine del sesso). L'ipotesi prende il nome da un personaggio di Alice attraverso lo specchio (cui si riferisce l'immagine sopra, di John Tenniel). La regina trascina Alice il più velocemente possibile sulla scacchiera, ma Alice si accorge che non si muovono. Ecco l'intero episodio:
Now! Now!" cried the Queen. "Faster! Faster!" And they went so fast that at last they seemed to skim through the air, hardly touching the ground with their feet, till suddenly, just as Alice was getting quite exhausted, they stopped, and she found herself sitting on the ground, breathless and giddy. The Queen propped her against a tree, and said kindly, "You may rest a little now." Alice looked round her in great surprise. "Why, I do believe we've been under this tree all the time! Everything's just as it was!"
"Of course it is," said the Queen: "what would you have it?"
"Well, in our country," said Alice, still panting a little, "you'd generally get to somewhere else -- if you ran very fast for a long time, as we've been doing."
"A slow sort of country!" said the Queen. "Now, here, you see, it takes all the running you can do, to keep in the same place. If you want to get somewhere else, you must run at least twice as fast as that!"

La corsa evolutiva consente alle specie di non estinguersi, ma esse devono sempre rimanere allo stesso posto, se non vogliono perdere il treno. Van Valen ha anche proposto il concetto di specie ecologica, definita come:

A set of organisms adapted to a particular set of resources, called a niche, in the environment.

Ecco come finisce l'articolo di Wikipedia:

He had deep understanding of many fields outside of biology, including measure theory, probability theory, logic, thermodynamics, epistemology, and the philosophy of science. It is widely thought that the unusual breadth and depth of his knowledge contributed to his great originality in the field of biology and elsewhere.

Insomma ci ha lasciato un genio.

Ancora sulla kultura

Lo so, la mia è una battaglia persa, specie in Italia, specie adesso. Ma per farmi del male ho letto un pezzo uscito venerdì scorso sul Corriere. È La Cultura ha bisogno Idee (trasgressive), di tale A. Piperno, di cui ignoravo l'esistenza, e continuerò a farlo. Dopo un pippone a base di nomi (a me) totalmente sconosciuti, l'articolo si conclude con questa frase:

Ed ecco perché alla togatissimma parola «cultura», preferisco il termine assai meno generico (ma in un certo senso più onesto e genuino) di «arte». In fondo non c' è epoca in cui l' arte (il genio, l' esprit) non abbia trovato il modo di manifestarsi sorprendentemente.

Devo spiegare la bile che è arrivata fino a bruciare i pochi neuroni?
Preferisco quasi andare al convegno antievoluzionista indetto da "mamma li turchi" a Milano il 21 che leggere un altro scritto di questo "intellettuale".

Altra telefonata

"Buongiorno, sono un giornalista, dovrei parlare con la professoressa X"
"Non c'è".
"Non sa quando la posso trovare?"
"Non lo so, io sono qua da maggio, e non l'ho ancora vista"
"......Grazie"
"Prego"

15 ottobre 2010

Mi ributto nella…

Digital + graphite drawing of Velociraptor mon...

Image via Wikipedia

…divulgazione. Nel senso che per non perdere l’abitudine ogni tanto posto qualche notiziola o notiziona scientifica senza troppi commenti, solo perché mi piace. Per esempio il fatto che secondo ricercatori americani e cinesi i T. rex, oltre che distruggere i musei (o quel che era) e salvare uomini dai Velociraptor si mangiavano tra di loro. Hanno infatti trovato alcune ossa – di T. rex - con i segni dei denti di altri tirannosauri. L’articolo è su PlosOne, quindi da dopo l’embargo si può leggere senza pagarlo.

Su PlosBiology leggo un articolo che comincia con questa frase:

By reconstructing an ancient protein and tracing how it subtly changed over vast periods of time to produce scores of modern-day descendants, scientists have shown how evolution tinkers with early forms and leaves the impression that complexity evolved many times.

E penso che come spesso gli è accaduto in questi ultimi 150, Darwin aveva ragione

Alcuni ricercatori del NASA Goddard Institute for Space Studies in New York, NY hanno poi fatto i conti su quanto vale la CO2 in atmosfera. Su quale cioè sia il ruolo del gas nel riscaldamento globale. Risultato? La CO2 è la manopolina che governa il clima, anche più di altri gas come metano e vapore acqueo, che dipendono dall’anidride carbonica per generare a loro volta effetto serra. L’articolo è di Science (quindi $). La conclusione è che This makes the reduction and control of atmospheric CO2 a serious and pressing issue, worthy of real-time attention

Sempre su Science, una serie di autori hanno fatto notare che i risultati della Convention on Biological Diversity comparati a quello che avrebbe dovuto essere sono un disastro. E fanno notare che la CBD dovrebbe tenere più in considerazione i cosiddetti servizi degli ecosistemi, quello che la natura fa per noi (tipo produrre ossigeno in modo che respiriamo…). Secondo me è un messaggio anche ai politici, ma come spesso accade ho grossi dubbi che lo ascoltino. O che, in Italia, capiscano di cosa si parla.

A questo proposito mi viene in mente che, se i politici di una volta schifavano la scienza come approccio culturale (diciamo così) almeno avevano una buona o discreta preparazione umanistica. Che non serviva a niente, ma faceva figo… Quelli di queste ultime legislature non hanno neanche quella e si vantano della totale e completa ignoranza di ogni e qualsiasi argomento. Diciamo che legiferano con lo stomaco, per non andare più in basso. Il cervello è un organo inutile. Esempi? Fateli voi.

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09 ottobre 2010

Ecco il sole. E l’effetto serra

This image was generated by NASA via http://su...

Image via Wikipedia

Non ho letto la Stampa lo scorso mercoledì, e non so se hanno approfittato di questa notizia per rilanciare il clima negazionista. Insomma, un articolo su Nature ha cercato di stabilire come varia l’emissione solare (e quindi quello che arriva sulla Terra) in funzione delle lunghezze d’onda. Cioè, si misurano come variano gli Uv, gli infrarossi e tutto quello che c’è di mezzo per capire come sono diverse secondo i momenti del ciclo solare. Questo perché si pensava che quando il Sole a un suo minimo le radiazioni fossero tutte al minimo (con alcune variazioni, ovviamente). Sembrava logico, ma non è così; ecco cosa accade, nelle parole di quelli di Realclimate:

To be clear, while the TSI has decreased since 2003 (as part of the descent into the current solar minimum), SIM seems to indicate that the UV decreases are much larger than expected, while irradiance in visible bands has actually increased!

Tsi è la total solar irradiance. Secondo l’autrice del pezzo, allora, per varie ragioni (come il fatto che gli Uv si fermano alla stratosfera, e la luce visibile arriva fino a terra), quando il Sole è al minimo ci dovrebbe essere un pianeta più caldo. E adesso il Sole è al minimo: traetene le conseguenze. Secondo l’autrice, però, in questa intervista al Telegraph: “il periodo studiato è molto breve, e ci potrebbero essere molti problemi. È necessario aspettare qualche anno per capire se i risultati influenzano la nostra concezione del ruolo del Sole nell’effetto serra”. In ogni caso, l’attività solare può rendere conto solo del 10% di aumento della temperatura in questo secolo. Anzi, quando l’attività solare era molto alta, forse aveva combattuto il riscaldamento globale, tenendo sotto controllo l’effetto serra.

Una lezione da imparare? Un paio, direi. Quando le controversie sono complicate da spiegare, molti scettici e negazionisti – in Italia almeno – non ci si buttano, perché il messaggio dev’essere semplice (tipo, l’effetto serra non c’è, oppure Al Gore è un grassone). Gli scettici inoltre non sono espertissimi nella comunicazione corretta, e poiché non vogliono sbagliare si astengono dal commentare (pronto a ritirare tutto se c’è qualcosa sulla stampa in argomento). Ultima nota: anche in questo caso, gli esperti dicono che è necessario aspettare che qualche altro anno dica se la storia è vera o meno. Ma che è anche necessario agire, perché quello che sappiamo non è tranquillizzante.

 

Update 23:40: una dichiarazione dell’autrice dell’articolo è illuminante:

Over the three-year study period, the observed variations in the solar spectrum have caused roughly as much warming of Earth's surface as have increases in carbon dioxide emissions, says Haigh. But because solar activity is cyclic it should have no long-term impact on climate, regardless of whether similar spectral changes have occurred during previous solar cycles.

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07 ottobre 2010

Telefonata vera!

«Buongiorno, vorrei proporvi un articolo, testo e foto, da pubblicare sulla rivista».
«Mi dica, forse posso aiutarla. Sono il caposervizio scienze».
«Veramente è un servizio che tratta di cultura, non di scienza».
«Ah; allora aspetti che le passo la collega».
«Grazie».
«Prego».

06 ottobre 2010

Ancora sui rapporti tra chiesa e realtà

Ora, può darsi (anzi, è vero che) io non sia troppo intelligente. Che non frequentando ambienti di elevata cultura - o di cultura tout court - non sia uso a linguaggi estremamente articolati. Che il mio spirito scientista mi abbia riprogrammato alcune zone del cervello per impedirmi di capire cosa dicono gli umanisti e soprattutto i teologi. Ma insomma, l'argomento lo seguo da qualche annetto, e pensavo di poter almeno afferrare il senso del discorso. Questa roba qua accanto invece mi sembra tolta di peso dal Popol Vuh in lingua originale. A partire il titolo, che dà peraltro per scontato che la ricerca sia una (e su questo si può discutere, ma molti la vedono così) ma che sia una anche l'etica (cosa su cui sono d'accordo solo coloro che sono all'interno di una certa etica). Per passare poi a una misteriosa biogenetica: esistono genetiche non biologiche? Se ci sono, fatemelo sapere. Proseguiamo: cos'è la "questione antropologica"? E chi "non tende solo a interpretare l'uomo, ma anche a trasformarlo", la questione o l'antropologia? La frase che va da "Le difficoltà che gli esperti della materia" fino a "l'approccio scientifico e quello umanistico" poi non ha senso. A meno che per approccio umanistico non intenda quello teologico, riducendo tutte le "scienze umane" (un ossimoro se mai ce n'è uno) allo studio del trascendente - o immaginario, come dicono nel pezzo accanto i Cavalli Sforza. Più sotto ancora c'è la spassosa espressione "l'ecosistema umano e cosmico". L'unico ecosistema che esiste veramente, quello naturale, qui non esiste.
Ma proseguiamo. Dove veramente mi sono sentito stupido è nella frase che va da "L'apertura di un orizzonte sapienziale diverso" fino a "prospettive inclusive di dimensione e senso". Che accidenti vuol dire? Qualche filosofo che passa di qui me lo spiega, con parole che io possa capire?
Ovviamente quello che dice più oltre svela almeno in parte la volontà dello scrivente. Come cioè la morale e l'etica derivino dal "dischiuderne il senso integrale e trascendente", e quindi anche le coordinate del suo ethos, in conclusione i vincoli morali cui debbono rispondere la sperimentazione scientifica e l'ingegneria genetica (che c'entra qua?).
La citazione finale, del Concilio vaticano II, in cui "l'uomo scopre una legge che non è lui a darsi", chiude un pezzo in cui quello che si capisce è banale o infondato, quello che non si capisce... non si capisce.

05 ottobre 2010

Questa storia del Nobel...

...ha scatenato la chiesa, perché a loro non piace, se capisco bene, che l'uomo combatta la natura con mezzi della medicina, specie per quanto riguarda il sesso e la procreazione. Ho letto solo i pezzi su Repubblica e altri giornali ma credo di non essere lontano dalla verità quando dico che questa storia del naturale sta diventando un'ossessione, per i preti. Anche perché spesso si attorcigliano con quello che è naturale (e quindi, secondo la loro definizione, è bene) e quello che non lo è. Quindi è naturale il nucleare - da un libretto distribuito nelle chiese sembrerebbe di sì - e sono naturali gli Ogm - la posizione della chiesa è ambigua, ma in generale mi sembra che non vadano male. Ma tutte le azioni che soddisfano il desiderio di maternità insoddisfatta dalla biologia non sono naturali, e quelle che impediscono la maternità men che meno. Come al solito, quindi, quello che non dev'essere toccato è il corpo umano: logico, direte voi (per la chiesa), ma perché il "tocco" dev'essere solo diretto? Ammettendo che il nucleare non sia del tutto innocuo, va bene lo stesso anche se e persone vicine alle centrali si ammalano? Il rispetto per il corpo umano vale solo quando rispetto la persona e non l'ambiente dove vive? Mi sembra di trovare un punto in comune a tutte le critiche nel fatto che stanno applicando anche all'uomo "un procedimento veterinario già largamente usato su conigli e mucche" (da un articolo del giornale). Se capisco bene quello che dà profondamente fastidio a questi defensores fidei è il fatto che uomo e animale siano assimilati e che (ma guarda un po'!!) le tecniche che hai usato per il coniglio valgono anche per l'uomo. Ma non ci avevano insegnato che tra "uomo e animale" c'è una iato impossibile da colmare? Com'è possibile che se fecondo una coniglia con dello sperma di coniglio nascano i coniglietti, e se fecondo una donna nascano i bambini? Mettere sullo stesso piano uomo e animale è il più alto livello di offesa che la chiesa può sopportare. E allora strilla come un'aquila se danno il Nobel a un signore che ha fatto felici milioni di donne; e non dicono niente dello scempio del territorio italiano e mondiale. Non c'è un po' di contraddizione?

Ottobre di fuoco

Dice il titolo di un post del Comitato antievoluzionista.E perché? Perché ci sono tre (3) convegni che spiegano come la teoria di Darwin è solo un’ipotesi blah, blah. Ecco i convegni e i partecipanti. Al primo partecipa l’augusto* vicepresidente del Cnr, De Mattei, Ferdinando Catalano, un fisico e ricercatore nel campo dell'ottica oftalmica per i creazionisti, e Verolini e Aldo Piombino per gli evoluzionisti. Sui primi due non mi pronuncio, ma i secondi meritano un attimo di attenzione. Aldo è un grandioso divulgatore della geologia, e anche il creatore delle dieci (erano dieci?)domande proprio a De Mattei sull'a sua ignoranza. Verolini l’ho incontrato credo sui newsgroup di biologia, in cui cercava di spiegare a tutti una sua teoria che metterebbe d’accordo teisti e atei anche alla luce dell’evoluzione – qui una descrizione del suo libro Il Dio laico. Anche se Aldo ci si avvicina molto, nessuno dei due è veramente un evoluzionista e, se mi posso permettere, presentarsi a questo dibattito potrebbe dare spunto ai creazionisti per urlare delle giustificazione della loro posizione da parte del mondo degli evoluzionisti. Non ho mai partecipato – direttamente – a un dibattito, ma la voce che gira da tempo è quella di lasciarli bollire nel loro brodo (i creazionisti, intendo). Un altro convegno, sempre il 22 e sempre a Roma, si intitola “EVOLUZIONE DELLA SPECIE; FINE DI UNA IPOTESI”. Vi partecipano Stefano Bertolini, un ingegnere che ha affermato: “Credo pienamente nella vita recente sulla terra di poche migliaia di anni con Dio come Creatore” e Andrea Lucarelli, un giovane fisico che (drumroll):

dopo aver accennato ai suoi studi di spettroscopia ottica e laser, sistemi critici quantistici, nuove fasi della materia e lo studio di sistemi ad alta correlazione elettronica, ha concluso affermando che quell’agente intelligente di cui molti parlano, “io lo identifico con il Dio della Bibbia che ha creato “ex-nihilo” tutto ciò con cui possiamo interagire nell’Universo ed ha creato la biosfera del pianeta Terra in 7 giorni di 24 ore letterali”.

Traggo la descrizione da un precedente convegno creazionista.
La triade terribile si conclude con un convegno a Milano a cui partecipano “ gli scienziati del Science Research Foundation con la presenza del dott. Oktar Babunia”. SCredo siano i turchi di Adnan Oktar, il famoso autore dell’Atlante della creazione, il miglior fermaporte dopo il monte Everest. Le opinioni a confronto, a quanto capisco, sono solo le loro. Anche nel presunto luogo in cui avverrà il convegno, il palazzo delle Stelline a Milano, nessuno sa niente. Cercherò di tenermi informato.

* in questo senso

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