31 gennaio 2010

Prosodia ed empatia

Sempre più misterioso nei titoli, lo so. Ma la connessione tra la musica e il cervello mi ha sempre intrigato. Ora pare che tra le due “cose” del titolo ci sia un collegamento. Cioè chi è più in grado di cambiare intonazione nel parlare e di capire l’intonazione differente secondo le frasi (e questa è la prosodia) abbia anche una quantità maggiore di empatia. E questo implica anche un maggior funzionamento dei neuroni specchio; che forse (lo so che non ci crederete, ma ne parlavamo oggi a pranzo, in famiglia – visto che un figlio è musicista e l’altro divulgatore) sono un sistema diverso da quelli usati nella brocamusica: infatti sembra siano nell’area di Broca (si vede qua accanto dov’è). Bello, solo che l’articolo, che si trova qui, conclude che:

It is not clear whether empathy brings about prosodic activity or whether frequent use of prosody can somehow help to develop empathy – or whether there is no cause and effect relationship either way.
Insomma, magari è un caso

 

Uno fra tanti

Sinceramente mi sembra sempre più complicato riuscire a capire cosa e come funzionano i meccanismi mentali dei creazionisti alla De Mattei (altri hanno contorsioni mentali più intricate, ma non meno interessanti). Respingere tutta la scienza moderna, dalla fisica alla chimica alla biologia, per accomodare una propria visione del mondo governata da uno o più documenti di pastori di oltre 4000 anni fa mi sembra difficile anche per persone particolarmente disturbate. Anche perché praticamente ogni scoperta e ogni articolo di una qualunque rivista scientifica andrebbe contro questa visione del mondo. E capita a proposito un articolo di “prospettiva” che è uscito su Science un paio di giorni fa. In esso Terry Harrison fa pacatamente notare che la descrizione di Ardipithecus ramidus non risolve i problemi degli antenati dell’uomo, specie da un punto di vista per così dire filosofico. Continuare a dire che questa o quella specie sono antenati dell’uomo, o vicini agli antenati dell’uomo, non fa che perpetuare il mito della linea evolutiva che andrebbe “dal harrisonmicrobo all’uomo” (una delle tante frasi fatte dei creazionisti). Non esiste UNA linea evolutiva, esiste un albero intersecatissimo, e all’inizio della vita anche parecchio ricco di anastomosi, che porta dalle specie più antiche a quelle odierne. Una delle quali è Homo sapiens. Ma UNA delle… Il pezzo su Science dice proprio che Ardipithecus è sì interessante, ma deve essere studiato anche nel contesto di tutte le altre specie esistenti al momento. Che costituiscono una vera e propria folla, facendo sì che si possa ritenere che anche un fossile "famoso" come possa essere una delle specie che costituiscono il cespuglio degli antenati dell'uomo (come si vede nell’immagine). Distruggendo in tal modo anche ogni e qualsiasi pretesa di una linea evolutiva precisa e sicura che va dalla specie che si è divisa (per dare da una parte l'uomo dall'altra gli scimpanzé). Un altro piccolo tassello contro l'inevitabilità dell'evoluzione, a favore di contingenze e casualità che hanno portato a noi. Esattamente l'opposto di quello che pensano i De Mattei di turno e i creazionisti tutti.

L'immagine sopra viene da Science

30 gennaio 2010

Oh, oh... vapore d'acqua e una lezione di scienza (attenzione, post lungo)


L'articolo proviene da Science, e chi non ha l'abbonamento non può vederlo. Ma mi piacerebbe che la rivista scientifica lo mettesse a disposizione di tutti, per una serie di ragioni (ci tornerò sotto). L'articolo dice che la dinamica del vapore acqueo nella stratosfera, poco conosciuta, potrebbe essere tra le cause dell'appiattimento della temperatura globale a partire dal 2000 (sono parole sue, non di un negazionista). In particolare il vapore d'acqua è diminuito a partire dal 2000 e, poiché ha un grosso impatto nel "trattenere" i raggi solari, secondo gli autori è stato fondamentale nel NON alzare la temperatura dal 2000 in poi. In più,
the authors show that the amount of water vapor in the stratosphere probably increased between 1980 and 2000, a period of more rapid global warming.
Cioè l'oscillazione del vapore acqueo, le cui cause sono sconosciute, ha provocato una corrispondente altalena nei vapori della temperatura sulla Terra. Ma attenzione, non ha diminuito il riscaldamento, ha solo
slow the rate of increase in global surface temperature over 2000-2009 by about 25% compared to that which would have occurred due only to carbon dioxide and other greenhouse gases.
Cioè il riscaldamento è continuato, anche se meno violento di dieci anni prima (ecco perché i negazionisti che si affretteranno a citare lo studio hanno torto).

Perché è importante questo pezzo. Prima di tutto perché l'autrice è Susan Solomon. Che è co-leader del science review del rapporto 2007 dell'Ipcc. cioè una delle maggiori responsabili del fatto che si dica che la colpa dell'uomo nel riscaldamento globale è "molto probabile". E proprio dall'interno viene quella che agli occhi di tutti potrebbe sembrare una sconfessione di decenni di lavoro, e una delle conferme che le assurdità (perché queste sono, lo vedremo) dei negazionisti potrebbe avere un fondo di verità. Allo sconcerto del pubblico ("ma come, fino a ieri dicevano una cosa e ora ne dicono un'altra?") fa riscontro la pacatezza delle analisi dei ricercatori. Perché? Perché la scienza è così. Perché chi trova una prova che tutti gli altri si sono sbagliati (non è questo il caso, ma sto esagerando) non dice "I miei colleghi mi sbranano, e quindi io non dico niente" ma pubblica, perché deve far sapere a tutti come stanno veramente le cose. Abituati a commissioni o gruppi di studio con l'analisi finale preconfezionata, è difficile accettare queste conclusioni. Questo è solo uno degli aspetti della natura innaturale della scienza, di cui si parla in questo libro. Se fatta bene, e in questo caso lo è, la scienza non ha rispetto per nessuno, ma solo per i dati. Non tiene in conto la fama delle persone che hanno detto qualcosa, ma solo quello che "dice" la natura. E se quello che dice la natura è contrario a quello che io mio collega e amico della stanza accanto - che magari ha preso il Nobel - affermava fino all'altro ieri, io lo dico lo stesso. E se questo collega è un vero scienziato, mi ringrazia per averlo corretto. E' proprio questo andare contro al senso comune, alla difesa del gruppo insita nella nostra specie, che sconcerta e a volte spaventa chi vede ragionare uno scienziato. "Non c'è rispetto per i ruoli - l'età - la fama - i premi" potrebbe essere la prima reazione. No, non CI DEVE essere rispetto, altrimenti Einstein non avrebbe detto che in parte Newton aveva torto, o Darwin non avrebbe smentito tutti coloro che prima di lui avevano parlato di "trasformazione" o di immutabilità.
Proviamo a immaginare che il capo della Commissione sulla resurrezione dicesse a "Ci siamo sbagliati, Gesù non è veramente risorto, ma è stato trasportato in cielo morto e solo lì fatto rivivere". Non può, perché non ci sono dati su cui basare questa conclusione, e perché i dottori della Chiesa/i papi/i teologi prima di lui hanno detto il contrario. E le persone non si possono smentire; dappertutto, meno che nella scienza, vale il principio di autorità. Pensate anche, più terra terra, che un giornalista del TG4 scopra che Berlusconi ha frodato il fisco, o che Mills è veramente un corrotto. Uscirà mai questa notizia? No, perché, anche se la logica del giornalismo dovrebbe essere diversa, il senso del gruppo non ne permette la diffusione. Nella scienza ben fatta, il gruppo incoraggia il dissenso basato sui risultati.

Altra lezione
è che, come dicono da sempre i climatologi, la scienza del riscaldamento globale NON è definitiva, ma le prove che questo riscaldamento sia in atto sono troppo forti per smentire il quadro generale. Una doppia affermazione che sconcerta molti. Com'è possibile che gli scienziati siano allo stesso tempo certi (ci sono troppe prove a favore) e incerti (ma non sono MAI sufficienti). Eppure è così; l'elefante è troppo grosso da ignorare, quando ce l'hai nel salotto, ma non sei mai certo che sia un elefante indiano o africano. In molte discipline, la scienza viaggia per affinamenti successivi e asintotici, che si avvicinano alla "certezza". E non basta un dato per smentire anni e anni di studi che vanno in un determinato senso (anche Hume avrebbe da dire).
Altra cosa che i negazionisti e gli anti-evoluzionisti non capiscono o non vogliono capire: nessuno "smentisce" nessun altro. Al massimo si smentiscono le scoperte; le persone non sono mai oggetto di critica, i dati sì. E se si scopre che Tiktaalik l'antenato dei tetrapodi, non vuol dire che i tetrapodi non abbiano un antenato. Se si scopre che tu sei stato adottato ciò significa che quello che chiamavi papà non lo è. Ma non vuol dire che non esista un esemplare di sesso maschile di Homo sapiens che ha fornito un cromosoma Y, tra gli altri, a tua madre per far nascere te.
Infine, e corollario a questo, la struttura di una disciplina scientifica solida non può essere sconvolta da un solo dato contrario o un'idea sbagliata del fondatore. Qui però, sia nel caso di negazionisti climatici che di anti-evoluzionisti, è in atto la malafede. Perché non posso pensare che ci siano studiosi seri che pensano "Poiché Darwin si era sbagliato sulla genetica, anche la teoria dell'evoluzione è sbagliata, in toto". Sarebbe troppo stupido, persino per loro.

L'immagine sopra è copyright Science, con questa didascalia:
Water vapor distribution and radiative and transport processes that influence the abundance of water vapor and the temperature of the earth/atmosphere system.
[Image courtesy of K. Rosenlof]

28 gennaio 2010

Abbiamo raddoppiato le domande del berlusca

Forse perché in un caso (B) si parlava di donnine e nell'altro di scienza, le domande che Aldo Piombino a postato sul suo blog, e che sono state riprese da altri, a Roberto "sti turchi non sono poi male" de Mattei sono molte di più di quelle di B. 10 contro 22, anche se ne meritava parecchie altre. Posto qua sotto un riassunto del tutto (con alcune minime integrazioni), in modo che anche il lettore distratto possa capire almeno il tono. Per l'approfondimento, vedere il post originale.

1. ETÀ DELL'UNIVERSO: la luce viaggia nel vuoto a circa 300.000 km al secondo, e quella del sole ci arriva più di 8 minuti dopo che è stata prodotta. Alcune stelle sono a una distanza tale che la luce ci ha messo oltre 10 miliardi di anniper arrivare a noi. Come sarebbe possibile tutto questo se l'Universo avesse circa 10000 anni?

2. CLASSIFICAZIONE DEGLI ESSERI VIVENTI: come Lei ben sa (o forse no?) gli esseri viventi si possono raggruppare in insiemi gerarchici sempre più generali (le capre sono parte dei cetartiodattila - come balene e cervi - i quali sono mammiferi - come leoni e dermotteri - che a loro volta sono cordati - come squali e ascidie - compresi negli animali - come spugne, nematodi e scarabei - che sono eucarioti, dentro nel grande dominio degli esseri viventi). Come può spiegarmi la ramificazione con un meccanismo diverso da quello evolutivo?

3. IL CONCETTO DI SPECIE: i biologi hanno notato come non sempre i confini fra due specie siano rigidi e si confondono, come accade per molte anatre o gabbiani. Come si può conciliare questo fatto con l'immutabilità delle specie (i baramin)?

4. LA GENETICA: Come mai tutti gli esseri viventi condividono un solo codice genetico, le cellule parlano cioè la stessa lingua? E usano tutte, o quasi, gli stessi aminoacidi, le stesse sostanze per immagazzinare le informazioni. Come mai, a livello di genetica, siamo praticamente tutti identici. Noi, scimpanzé, piante e batteri?

5. ENTROPIA E MUTAZIONI: qui si parla di ordine. E non è vero che tutte le mutazioni sono negative, ne esistono anche di positive. La duplicazione di un pezzo di cromosoma, poi, aumenta l'informazione - e quindi diminuisce l'entropia - perché il pezzo duplicato è in grado di variare e diventare qualcos'altro. Ci sono decine di dimostrazioni, anche nel suo corpicino.

6. DNA FOSSILE: Non tutti i geni umani funzionano: ne abbiamo alcuni che in altri esseri viventi funzionano, in noi no. I biologi li chiamano “geni fossili”. Come spiega in un quadro creazionistico la presenza di questi geni nel suo corpo e in quello di tutti gli uomini, dato che qualsiasi cosa pensi il suo amico Hugh Owen non è provato che questi geni abbiano altre funzioni?

7. BALENE E IPPOPOTAMI: le balene sono discendenti da animali simili agli ippopotami (NON dagli ippopotami di oggi). Ci sono dati paleontologici, genetici e anatomici. Non ci sono più dubbi. Qualsiasi affermazione contraria dimostra solo ignoranza.

8. ORNITORINCO: ha caratteristiche intermedie tra mammiferi e rettili, e assomiglia a una serie di fossili che indicano forme di vita intermedie fra rettili e mammiferi. Cos'è, il suo creatore ha voluto divertirsi con un mosaico?

9. TIKTAALIK: l'ornitorinco lo è fra i rettili e i mammiferi, il Tiktaalik rosae è una forme di transizione fra i pesci crossopterigi e i tetrapodi (rettili, uccelli, anfibi e mammiferi). Le forme fossili che spiegano la transizione sono molte altre, e se ne scoprono sempre. L'ultima in Polonia (erano solo tracce, ma evidentissime)

10. BRANCHIE E ORECCHIE: come mai nei tetrapodi si trovano le ghiandole paratiroidi, le ossa delle orecchie e le stesse aperture delle orecchie hanno la medesima origine embrionale delle branchie dei pesci?

11. SEDIMENTAZIONE E TETTONICA: le serie sedimentarie attive nel passato e nel presente hanno tassi di sedimentazione attuali inferiori al centimetro per secolo, senza trasporti improvvisi di ingenti quantità di materiali. Non, come dicono i suoi amici, di pochi anni (di solito in seguito al Diluvio)

12. VULCANI ED EROSIONE: sulla Terra esistono centinaia di vulcani attivi e spenti. Come è possibile che quelli non più attivi siano spesso erosi a tal punto da non essere più riconoscibili come vulcani: possibile che questo sia successo in così poco tempo?

14. FOSSILI E OMINIDI: Come mai non sono mai stati rinvenuti fossili umani assieme a fossili di dinosauro?

15. I GHIACCIAI DEL GONDWANA: conoscerà sicuramente le tilliti del Gondwana: la geologia spiega il tutto mettendo questi continenti tutti uniti l'uno all'altro all'incirca 300 milioni di anni fa e vicini al polo sud. Non 6000 anni fa, 300 milioni.

16. IL QUADRO COERENTE DELLA SCIENZA: le osservazioni di uno sterminato numero di geologi, geofisici, biologi, paleontologi, astronomi, chimici, fisici, astrofisici, prendendo i dati dalle più disparate discipline forniscono un quadro coerente sulla storia della Terra, del Sistema Solare e dell'Universo. Se va contro la biologia, va contro tutte le altre scienze. Ci sui, ma guarda un po', si occupa il Cnr (glie l'hanno detto?)

17. PAPA WOJTILA, L'ALLORA CARDINALE RATZINGER E L'EVOLUZIONISMO. Le riporto testualmente il punto 63 del documento “Comunione e Servizio": «Secondo la tesi scientifica più accreditata, 15 miliardi di anni fa l’universo ha conosciuto un’esplosione che va sotto il nome di Big Bang, e da allora continua a espandersi e a raffreddarsi". Dove sono i suoi diecimila anni? O il papa non è affidabile?

18. DIO E LA STORIA: come mai i creazionisti vogliono per forza mettere la mano di Dio nella Storia Naturale e scriverlo sui libri scientifici mentre non cercano di imporre questa visione anche nei libri di Storia Umana?

19. MARXISMO, NAZISMO E DARWINISMO: ai tempi di Stalin il darwinismo e la genetica mendeliana furono messi al bando come “scienza borghese”. I genetisti furono fucilati o condannati ai campi di lavoro in cui morirono. Per quanto riguarda i nazisti, ci sono più riferimenti alla Bibbia che a Darwin nelle opere ispiratrici del nazismo.

20. TURCHIA E PAESI ISLAMICI: notoriamente Lei è un avversario della integrazione nella UE della Turchia. Ma la Sua visione della Natura è più vicina a quella di delinquenti come Harun Yaya e ai regimi integralisti islamici

21. UN NUOVO PROCESSO DOPO QUELLO A GALILEO? Non le sembra di correre il rischio di ripetere un errore simile a quello di 500 anni fa? La Religione quando si è arroccata su posizioni non scientifiche difendendo credenze che non avevano basi, è già stata sconfitta.

22. IL FUTURO DEL CNR: Come è possibile che la crescita del nostro Paese avvenga, come pensa Lei, solo attraverso le Scienze Umane? Quale progresso ci potranno portare? Forse solo quella umanistica è Cultura (con la “c” maiuscola) mentre quella tecnica e scientifica è una cultura di serie B e quindi con la C minuscola? Rinuncerebbe agli antibotici e all'elettricità. Orsù, sia coerente.

Contro la caccia e Berlusconi

CACCIA, “BERLUSCONI, FERMA LA STRAGE”.

Appello di 100 associazioni da tutta Italia al Presidente del Consiglio
Cancellare l’articolo 38 dalla Legge Comunitaria. E’ un inganno all’Europa e ai cittadini italiani e il via libera ad nuovo assalto agli animali”. “Ci rivolgiamo a lei, Signor Presidente, perché intervenga immediatamente e impedisca l’approvazione dell’articolo 38 della Legge Comunitaria, oggi in aula al Senato. Un articolo ingannevole, che traveste da risposta alle richieste europee un’inaccettabile concessione a caccia selvaggia”. E’ l’appello urgentissimo che oltre 100 associazioni ambientaliste, animaliste, civiche, culturali, sociali, di cittadini, consumatori fotografi, escursionisti eccetera rivolgono stamattina al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a poche ore dal voto in aula del senato della Legge Comunitaria. Una valanga di adesioni che non si ferma.
“L’articolo 38, tra le altre cose, prevede la cancellazione degli attuali limiti massimi della stagione venatoria e dunque permetterà, se approvato, l’estensione della caccia anche oltre i già lunghi 5 mesi attuali, con l’ennesima strage di animali selvatici, di uccelli migratori, di cuccioli ancora alle dipendenze dei genitori, ma anche la presa in giro dei cittadini italiani che dovranno tollerare la presenza e i fucili dei cacciatori nei propri terreni per un periodo ancor più lungo di quanto non lo sia già oggi. Il paradosso, Signor Presidente, è che tutto ciò avviene in risposta ad una durissima procedura di infrazione europea che contesta all’Italia di concedere troppe deroghe e di non prevedere il divieto assoluto di caccia nei periodi di dipendenza e migrazione degli uccelli. In sostanza, ci contesta di cacciare troppo e male. Bene: qual è invece la risposta che darà oggi il Governo? Quella di aumentare la caccia. Quella di concedere più deroghe e una più lunga stagione venatoria. E tutto questo si consumerà nel 2010, in apertura dell’anno internazionale della natura e della biodiversità, con il primo provvedimento del Governo e dello Stato italiano che sarà una riduzione delle tutele per la biodiversità e il via libera ad un nuovo assalto alla natura. Le chiediamo dunque, Signor Presidente, di intervenire in prima persona sul suo Governo e in particolare sul Ministro Ronchi, chiedendo la cancellazione dell’articolo 38, ed evitando questo vero e proprio inganno per quel 90% di italiani che sono fortemente contrari ad ogni ulteriore concessione alla caccia e anzi chiedono più tutele e più rispetto per gli animali, la natura, la tranquillità dei cittadini”.

27 gennaio 2010

Parlando di scimpanzé

Potete trovare a questo indirizzo una serie di filmati dell'intervista che Carl Zimmer ha fatto a Frans de Waal, il primatologo "pacifista". Seguo de Waal da parecchi anni, e ho letto molto di quello che ha scritto; l'intervista è molto buona, e rappresenta una specie di summa delle sue impostazioni di ricerca.

26 gennaio 2010

Una lunga linea nera

L'opposizione a Darwin, non solo il creazionismo o l'ispirazione religiosa, è una specie di "ispirazione intellettuale" che percorre il pensiero di tutto l'Occidente, ora più forte ora più debole. Nella maggior parte dei casi più che opposizione può essere definita contrarietà; nel primo caso spesso c'è un'alternativa teorica o meno, nel secondo un rifiuto alla teoria scientifica senza alcuna proposta di sostituzione. Uno dei casi, almeno a quanto riportano le cronache (il libro non è a disposizione on line, anche perché c'è una nuova edizione - cui ritornerò) è quello di Niccolò Tommaseo. Nel 1869, infatti, il letterato scrisse un libro "L'uomo e la scimmia" per polemizzare "contro le tesi sostenute dallo scienziato russo Alessandro Herzen nella conferenza “Sulla parentela fra l’uomo e la scimmia”" che si può leggere qui. Il libro, quello di Tommaseo, pare una lunga invettiva piena di insulti (secondo Telmo Pievani "Herzen verrà definito «Mosè delle scimmie» e i praticanti della «scienza fetente» dell'evoluzionismo saranno bollati come «bestie»") e "ben poco scientificamente provveduto anche se letterariamente vivace", secondo la Storia letteraria d'Italia di N. Balduino. E fin qui, non è che da un letterato Ottocentesco italiano si possa aspettare una critica approfondita come quella di St. George Jackson Mivart (qui si può leggere tutto il testo di On the genesis of species). La cosa grave è che questo stesso libro è stato ripubblicato anche cent'anni dopo nel 1969, con una prefazione di Mario Puppo. Che, ancora, è un critico letterario, e considera il libro “un’appassionata difesa dello spirito e della libertà” - sempre senza libro originale davanti, riporto da qua. E ancora, il libro è ripubblicato proprio pochi giorni fa, come dice la notizia di qui sopra. Con introduzione di Sergio Valzania, direttore dei servizi radiofonici della Rai, e una nota biobibliografica di Enrico Nistri (un intellettuale di destra - mah). Compagni il gioco si fa peso e tetro, direbbe il vate. Valzania è il tizio che ha elegantemente litigato con Odifreddi durante un pellegrinaggio a Santiago di Compostela, e ha dimostrato un attaccamento alla religione degno di miglior causa (parere mio - Odifreddi diceva «Valzania è un muro di gomma. Qualunque cosa tu gli dica è sempre la dimostrazione dell'esistenza di Dio»).
Conclusione? Flirtare con imbarazzanti opere letterarie - e in generale con idee o visioni del mondo - che si scontrano con la scienza, e contro l'evoluzionismo in particolare, è una specie di vizio di molti "intellettuali" italiani (ricordo una serie radiofonica agghiacciante, un'invettiva contro Darwin di Lucetta Scarafia, o lo schierarsi a favore del creazionismo - anche se poco convinto - dell'intellettuale ebreo Moni Ovadia in una puntata di Sumo).
Sarò paranoico, ma mi pare che ultimamente ci siano dei palesi outing contro l'evoluzionismo da parte dell'intellettuale italiano medio. Che di solito ha la preparazione scientifica di una cozza. Ipse dixit.

24 gennaio 2010

La galera è troppo poco

Io, il gioielliere che ha creato questo orrore (di cui accanto vedete la foto) lo metterei in una buca per terra profonda almeno dieci metri, scavata con le sue manine delicate, con una minima fonte di acqua da bere (se non ne beve abbastanza affoga) e da mangiare... fate voi.
Un po' più confortevole la cella del(la) giornalista del corriere che ha definito l'insetto uno scarafaggio.
BEETLE SIGNIFICA SCARABEO,
non scarafaggio. Sono due bestie differenti come te e un bradipo.

22 gennaio 2010

Avete voluto il capitalismo?

Dopo questa notizia mi aspettavo altre conferme dell'arroganza delle corporation. Fui facile profeta. Per esempio, negli Stati Uniti, la Corte Suprema (creatura di estrema destra, generata dalle scelte di bush, in larga parte) ha deciso che le grandi industrie possono spendere quello che vogliono per influenzare il voto - come dire, prego, corrompete. E nel nostro piccolo, il ministro dell'educazione (?) ha deciso che un anno di scuola e uno di lavoro sono la stessa cosa. Ennesima dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, che capitalismo e democrazia non vanno, non possono andare, d'accordo. Non che possano andarci democrazia e comunismo (inteso in senso economico)...

Lettere e ghiacciai. E comunicazione

Appena calmata la bufera sulle lettere rubate dal computer della Climatic Research Unit dell'Università di East Anglia che si scatena quella sui dati palesemente sbagliati che riguardano lo scioglimento dei ghiacciai himalayani. In entrambi i casi (più nel secondo che nel primo, penso io) la credibilità degli studiosi di clima è stata scossa, profondamente. Ma se, nel caso delle lettere, sono state trovate solo alcune espressioni equivoche (tricks o altro per giustificare la correzione dei dati) o offensive ("quello non lo faccio lavorare più") nel secondo l'errore è ben più grave, anche se meno appariscente. Le lettere, per chi le sa leggere (non metto link perché è materiale rubato, ricordiamo) raccontano della normale vita dei ricercatori che si sentono continuamente messi sotto accusa per un lavoro che li sbatte qui e là per il mondo, mentre i critici sparano accuse non circostanziate dal caldo delle loro stanzette in parlamento o al congresso (i climatologi negazionisti sono veramente pochi). Nel secondo caso invece l'IPCC ha pubblicato un dato che, oltre che provenire da un rapporto del Wwf (quindi non un lavoro scientifico in senso stretto) non ha controllato per niente il dato e l'ha pubblicato così com'era, cioè che la scomparsa dei ghiacciai dell'Himalaya era "molto probabile" entro il 2035. La gravità del fatto non deriva dalla mancanza di peer-review (l'IPCC non è obbligato a usare SOLO materiale peer-reviewed) ma proprio dalla mancanza di controllo. Le scuse che in fondo non è un "central claim" valgono il tempo che trovano. Se uno mi dice che i ghiacciai più importanti del mondo, da un punto di vista "sociale", saranno scomparsi in un quarto di secolo, può anche essere nascosto nelle note a piè di pagina, ma i giornalisti riusciranno a scovarlo in ogni caso: qui, come spesso accade, quel che conta è la mancanza di sensibilità nella comunicazione scientifica di altissimo livello. È un dato troppo ghiotto per farselo sfuggire. È come se i ricercatori sapessero benissimo come si comunica, ma solo tra di loro; quando "escono" si trovano in un mondo che non vive di dati precisi, ma di metafore e metametafore che si attorcigliano l'una con l'altra fino a divenire indistinguibili da un mondo inesistente ma perfettamente a suo agio con quello che il cervello delle persone si è costruito. Insomma, il trionfo dell'idealismo più bieco contro unrealismo molto relativo. E la dimostrazione che hanno un gran bisogno di un minicorso di comunicazione della scienza.

La dida sopra proviene da qui, e ha questa dida:
A very deep layer of ice covered the Imja glacier in the 1950s (top photo). Over the next 50 years, small meltwater ponds continued to grow and merge, and by the mid 1970s had formed the Imja lake. By 2007, the lake had grown to around 1 km long.
Photograph: Erwin Schneider/Alton Byers/The Mountain Institute

21 gennaio 2010

Falso? Certo

La foto che vedete qua è stata squalificata e NON ha vinto il Wildlife Photographer of the Year 2009. Nell'ambiente i dubbi c'erano (io avevo detto che il concorso è famosissimo e che spessissimo ci becca (non sempre)) ma sono stati sostanziati solo dalla squalifica ufficiale. Bel colpo; chissà come fa Rodriguez a restituire i soldi del premio e, se gli fanno, quelli del danno di immagine.

17 gennaio 2010

Brevissimo, sul clima

Per una volta non mi sbrodolo, ma segnalo un ottimo post di James Hansen su Realclimate. il titolo (If It’s That Warm, How Come It’s So Damned Cold?) dice tutto.
Eccolo



La didascalia del grafico sopra recita:
Figure 1. (a) GISS analysis of global surface temperature change. Green vertical bar is estimated 95 percent confidence range (two standard deviations) for annual temperature change. (b) Hemispheric temperature change in GISS analysis. (Base period is 1951-1980. This base period is fixed consistently in GISS temperature analysis papers – see References. Base period 1961-1990 is used for comparison with published HadCRUT analyses in Figures 3 and 4.)

16 gennaio 2010

Ancora sulla moralità

Mi fa un po' ridere il fatto che intervenga su argomenti di cui so molto poco, solo affidandomi alle miserrime conoscenze di biologia evolutiva e storia naturale. Però l'argomento mi diverte e i blog mi permette di scrivere praticamente ciò che voglio. Su istigazione di Weissbach ho letto questo lungo post nel blog di Pigliucci. E' sulla "ghigliottina di Hume", la classica e un po' abusata differenza tra "quello che è" (diciamo la natura) e "quello che noi dovremmo essere" (il comportamento, specie la morale). Non è un'obiezione particolarmente nuova, e il post mi sembra ben articolato, per difendere la posizione di Hume e andare contro quella di Pigliucci, che è :

Roughly speaking, Massimo starts with biological and neuroscientific facts such as "Human welfare requires things like health, freedom, etc." and "Humans are wired to care about each other's welfare," and from these he derives the conclusion, "Therefore, it is moral to act in a way that increases those things which are necessary for human welfare".

L'intervento, sollecitato da Pigliucci stesso, dice che anche dati gli assiomi dell'ospite (nel senso di host), ne deriva che se per caso l'evoluzione biologica ci avesse fatti diversi, allora essere aggressivi fino all'uccisione sarebbe una condizione morale. Che sembra a

15 gennaio 2010

Eccone un altro

A volte mi chiedono, o mi chiedo, quale sia la parte terrorizzante della teoria dell'evoluzione. Le risposte sono molte, dalla derivazione di forme di vita "inferiori" alla mancanza di morale se non si aderisce a una qualsivoglia forma di religione (qui l'ultimo esempio, che mi pare quanto meno ridicolo; il papa parla della legge morale e intende la SUA legge morale). L'aspetto più terrificante mi pare però la mancanza di una causa, sia efficiente che finale. Per quanto riguarda la causa efficiente, le spiegazione del perché ne abbiamo bisogno sono molte, e ovviamente quella evolutiva è quella che mi soddisfa di più (senza presupporre una causa efficiente preferibilmente organica e vivente dietro ogni cespuglio che stormiva non saremmo scappati ai leoni). Per la causa finale, la questione è più complicata; qui si parla di direzione e senso dell'intera storia dell'universo, e quindi anche dell'evoluzione delle specie viventi. Più di uno, ingenuamente o meno, si è trovato a dire che in fondo tutta la storia della vita ha un senso (nel doppio significato del termine). Fino a che sono i preti o i loro agiografi (vedi giornalisti del giornale o di libero) la cosa è poco preoccupante; sono convinti o li pagano, quindi non ci si può ragionare. Il problema sorge quando questo ragionamento lo fa un paleontologo e non uno qualunque, ma Dale Russell, che propose qualche annetto fa la causa extraterrestre per l'estinzione dei dinosauri (asteroide o supernova). In un libro intitolato Islands in the cosmos, riprende con molta più dovizia di particolari la tesi di Simon Conway Morris (che scrive anche l'introduzione al libro) di un universo fatto apposta per noi, sia dal punto di vista fisico che da quello biologico. E in questo caso, oltre al solito principio antropico, il "fatto apposta" sembra che implichi anche la precisa direzione evolutiva che ha portato alla nostra specie. In uno dei passi conclusivi, Russell dice:
The scope of the visible universe staggers our imagination. The general trend in fitness, which provides a conceptual means for probing the future of life in the universe, implies the existence of nonmaterial realities as yet unachieved, and points toward a maximal level of fitness obtainable through the operation of "laws impressed on matter." The trend, by pointing to perfection in fitness, also appears to point beyond space and time toward a nonmaterial, perfect, and creative Reason. Many philosophers and theologians have held that assent to the Reason hypothesis confers increased fitness by enabling humans to live abundantly.
La posizione è abbondantemente creazionista da ID, o almeno teista alla Francis Collins. Nessuno, che io sappia, dei nostrani creazionisti si è ancora accorto della presenza di questo libro, che fra l'altro sembra piuttosto ricco di termini tecnici e quindi difficile da seguire. Se lo facessero, avrebbero al loro arco un'altra freccia, oltre a Collins e Conway Morris; un biologo evoluzionista teista.
Qui c'è anche una recensione su Plos biology, un po' troppo accomodazionista per i miei gusti.

11 gennaio 2010

Thank you for smoking

Il lettore men che casuale si chiederà perplesso se mi sia fumato parte del cervello con il titolo di cui sopra. Ma, come per quanto è accaduto nell'era bush, anche quanto sopra ha a che fare con la scienza - e l'accenno al fumato non era casuale. Prima una premessa (pleonastico, lo so): tutte le politiche dell'Unione Europea devono essere sottoposte a un impact assessment, cioè una revisione degli impatti potenziali delle politiche stesse; che potrebbero (gli impatti) essere economici, sociali, ambientali. E ognuno di essi ha conseguenze diverse. Se un impatto punta più sulle conseguenze economiche, tende a favorire le aziende, per esempio. Si può ben capire quali possano essere le pressioni per una direzione piuttosto che per l'altra. Secondo una ricerca di ricercatori dell'università di Bath, provate a immaginare quali siano stati gli attori che hanno cercato di modificare dall'esterno le politiche europee proprio in questo senso, specie nel caso del tabacco? Avete indovinato; è la British American Tobacco (BAT). Che, secondo il lavoro pubblicato su Plos medicine, ha:
created a policy network comprised of representatives from a number of large corporations involved in marketing products that are damaging to public health and the environment, to promote a lobbying campaign to alter EU policymaking rules.
Col risultato che il trattato della Eu è stato modificato in modo da richiedere la riduzione del "peso" di regole (lacci e lacciuoli, qualcuno ricorda?) sull'industria (poverina). Cioè la rete di conoscenze e lobbismo ha fatto sì che esista un background che tende a enfatizzare l'interesse delle aziende contro la salute dell'ambiente e dei cittadini.
Sento qualcuno che parla ancora di "cultura industriale". Fate stare zitta quella rossa isterica.

Asferico

Sono andato nel fine settimana a fare il giudice di un concorso fotografico (questo qua) e sono stato trattato da re dai due responsabili dell'Afni locale (Armando e Daniele). Il concorso è molto considerato, nonostante io partecipi da tre anni come giudice... Abbiamo guardato 2500 foto circa e giudicato quella che secondo noi è la migliore (che non posso dire qual è). Mi sono divertito molto, anche perché i compagni di giuria sono state ottime persone.
Ecco i loro siti
José Benito Ruiz
Marcello Libra
Sandra Bartocha
Peter Lilja

Volevo ringraziare tutti per il bel fine settimana

Qui sotto due foto dello scorso anno. Prima quella che mi piaceva di più, poi la vincitrice assoluta.


08 gennaio 2010

Rivoluzione nel passaggio acqua-terra

In un commento a un messaggio di Mauro Mandrioli su FB, ho fatto notare che la scoperta di orme in una cava in Polonia non mi sembrava un gran che, perché non era altro che uno spostamento all'indietro di circa 20 milioni di anni delle prima tracce di tetrapodi sulla Terra. Questo filmato (qui dalle pagine di Guardian, in cui c'è anche il filmato lungo originale di Nature - qui invece ci sono tutti i filmati) mi ha fatto cambiare idea. prima di tutto le orme non sono tracce di pinne trascinate a terra ma, come fanno notare gli scopritori, vere e proprie impronte di un animale che camminava abbastanza bene, come una salamandra, non un perioftalmo un po' cresciuto (vedi la differenza a sinistra - la bestia nuova è all'estrema sinistra). Poi l'ambiente in cui sono state trovate è marino, non salmastro o addirittura una palude ipossica. E questo fa pensare che la spinta evolutiva a saltare fuori dall'acqua non fosse tra quelle che si ritengono, come uscire per respirare un po' d'aria, come fanno i dipnoi, o per sfuggire ai predatori. Secondo Ahlberg questi esseri sono usciti dall'acqua per mangiare i resti lasciati dall'andare e venire delle maree. Con quelle impronte, poi, l'animale non poteva essere il primo a uscire, ce ne dovevano essere stati altri con strutture delle zampe meno simili a quelle di un tetrapode palesemente terrestre, che risalgono almeno ad alcuni milioni di anni prima; e il fatto sposta ancora la "salita" sulla terraferma. Insomma, aspettiamo prima di tutto il fossile della bestia, poi che le critiche si calmino un po'. Con tante scuse a Mauro Mandrioli; ecco perché lui è professore e io giornalista...

P. S. Ne parla ovviamente anche Pikaia, con linguaggio più appropriato...

04 gennaio 2010

E io che credevo...

...di vivere in un Paese incivile. Nella civilissima Svezia si sono mossi in 10.000 (diecimila) "cacciatori" per ridurre il numero dei lupi a non più di 210. Diecimila decerebrati totali che dicono di difendere le greggi di renne e di altri animali domestici, e di ridurre il numero perché i lupi si sgranocchiano i loro cani da caccia. Va bè che l'uomo è cacciatore, ma questi sono un esercito di "neuronally challenged".

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