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Science, e chi non ha l'abbonamento non può vederlo. Ma mi piacerebbe che la rivista scientifica lo mettesse a disposizione di tutti, per una serie di ragioni (ci tornerò sotto). L'articolo dice che la dinamica del vapore acqueo nella stratosfera, poco conosciuta, potrebbe essere tra
le cause dell'appiattimento della temperatura globale a partire dal 2000 (sono parole sue, non di un negazionista). In particolare il vapore d'acqua è diminuito a partire dal 2000 e, poiché ha un grosso impatto nel "trattenere" i raggi solari, secondo gli autori è stato fondamentale nel NON alzare la temperatura dal 2000 in poi. In più,
the authors show that the amount of water vapor in the stratosphere probably increased between 1980 and 2000, a period of more rapid global warming.
Cioè l'oscillazione del vapore acqueo, le cui cause sono sconosciute, ha provocato una corrispondente altalena nei vapori della temperatura sulla Terra. Ma attenzione, non ha diminuito il riscaldamento, ha solo
slow the rate of increase in global surface temperature over 2000-2009 by about 25% compared to that which would have occurred due only to carbon dioxide and other greenhouse gases.
Cioè il riscaldamento è continuato, anche se meno violento di dieci anni prima (ecco perché i negazionisti che si affretteranno a citare lo studio hanno torto).
Perché è importante questo pezzo. Prima di tutto perché l'autrice è
Susan Solomon. Che è co-leader del
science review del rapporto 2007 dell'Ipcc. cioè una delle maggiori responsabili del fatto che si dica che la colpa dell'uomo nel riscaldamento globale è "molto probabile". E proprio dall'interno viene quella che agli occhi di tutti potrebbe sembrare una sconfessione di decenni di lavoro, e una delle conferme che le assurdità (perché queste sono, lo vedremo) dei negazionisti potrebbe avere un fondo di verità. Allo sconcerto del pubblico ("ma come, fino a ieri dicevano una cosa e ora ne dicono un'altra?") fa riscontro la pacatezza delle analisi dei ricercatori. Perché? Perché la scienza è così. Perché chi trova una prova che tutti gli altri si sono sbagliati (non è questo il caso, ma sto esagerando) non dice "I miei colleghi mi sbranano, e quindi io non dico niente" ma pubblica, perché deve far sapere a tutti come stanno veramente le cose. Abituati a commissioni o gruppi di studio con l'analisi finale preconfezionata, è difficile accettare queste conclusioni. Questo è solo uno degli aspetti della natura innaturale della scienza, di cui si parla in
questo libro. Se fatta bene, e in questo caso lo è, la scienza non ha rispetto per nessuno, ma solo per i dati. Non tiene in conto la fama delle persone che hanno detto qualcosa, ma solo quello che "dice" la natura. E se quello che dice la natura è contrario a quello che io mio collega e amico della stanza accanto - che magari ha preso il Nobel - affermava fino all'altro ieri, io lo dico lo stesso. E se questo collega è un vero scienziato, mi ringrazia per averlo corretto. E' proprio questo andare contro al senso comune, alla difesa del gruppo insita nella nostra specie, che sconcerta e a volte spaventa chi vede ragionare uno scienziato. "Non c'è rispetto per i ruoli - l'età - la fama - i premi" potrebbe essere la prima reazione. No, non CI DEVE essere rispetto, altrimenti Einstein non avrebbe detto che in parte Newton aveva torto, o Darwin non avrebbe smentito tutti coloro che prima di lui avevano parlato di "trasformazione" o di immutabilità.
Proviamo a immaginare che il capo della Commissione sulla resurrezione dicesse a "Ci siamo sbagliati, Gesù non è veramente risorto, ma è stato trasportato in cielo morto e solo lì fatto rivivere". Non può, perché non ci sono dati su cui basare questa conclusione, e perché i dottori della Chiesa/i papi/i teologi prima di lui hanno detto il contrario. E
le persone non si possono smentire; dappertutto, meno che nella scienza, vale il principio di autorità. Pensate anche, più terra terra, che un giornalista del TG4 scopra che Berlusconi ha frodato il fisco, o che Mills è veramente un corrotto. Uscirà mai questa notizia? No, perché, anche se la logica del giornalismo dovrebbe essere diversa, il senso del gruppo non ne permette la diffusione. Nella scienza ben fatta, il gruppo
incoraggia il dissenso basato sui risultati.
Altra lezione è che, come dicono da sempre i climatologi, la scienza del riscaldamento globale NON è definitiva, ma le prove che questo riscaldamento sia in atto sono troppo forti per smentire il quadro generale. Una doppia affermazione che sconcerta molti. Com'è possibile che gli scienziati siano allo stesso tempo certi (ci sono troppe prove a favore) e incerti (ma non sono MAI sufficienti). Eppure è così; l'elefante è troppo grosso da ignorare, quando ce l'hai nel salotto, ma non sei mai certo che sia un elefante indiano o africano. In molte discipline, la scienza viaggia per
affinamenti successivi e asintotici, che si avvicinano alla "certezza". E non basta un dato per smentire anni e anni di studi che vanno in un determinato senso (
anche Hume avrebbe da dire).
Altra cosa che i negazionisti e gli anti-evoluzionisti non capiscono o non vogliono capire: nessuno "smentisce" nessun altro. Al massimo si smentiscono le scoperte; le persone non sono mai oggetto di critica, i dati sì. E se si scopre che
Tiktaalik l'antenato dei tetrapodi, non vuol dire che i tetrapodi non abbiano un antenato. Se si scopre che tu sei stato adottato ciò significa che quello che chiamavi papà non lo è. Ma non vuol dire che non esista un esemplare di sesso maschile di
Homo sapiens che ha fornito un cromosoma Y, tra gli altri, a tua madre per far nascere te.
Infine, e corollario a questo, la struttura di una disciplina scientifica solida non può essere sconvolta da
un solo dato contrario o un'idea sbagliata del fondatore. Qui però, sia nel caso di negazionisti climatici che di anti-evoluzionisti, è in atto la malafede. Perché non posso pensare che ci siano studiosi seri che pensano "Poiché Darwin si era sbagliato sulla genetica, anche la teoria dell'evoluzione è sbagliata, in toto". Sarebbe troppo stupido, persino per loro.
L'immagine sopra è copyright
Science, con questa didascalia:
Water vapor distribution and radiative and transport processes that influence the abundance of water vapor and the temperature of the earth/atmosphere system.[Image courtesy of K. Rosenlof]