Chi avesse voglia di farsi un'idea di come avrebbe potuto essere il mondo quando a dominarlo erano specie di ben maggior interesse di quelle odierne, guardi qui. C'è un filmato semplicemente affascinante su alcuni attimi di vita nei mari del Cambriano e dintorni. Si riconoscono parecchie specie presenti negli argilloscisti di Burgess, come Marrella, Pikaia (altra Pikaia), Anomalocaris eccetera. Anche se sono pochi secondi, il filmato è molto bello. Sopra un'immagine del tutto.
Blog di scritti, pensieri, ruminazioni su scienza, ambiente, giornalismo e variazioni sul tema.
30 settembre 2009
Il mondo nel Cambriano
Chi avesse voglia di farsi un'idea di come avrebbe potuto essere il mondo quando a dominarlo erano specie di ben maggior interesse di quelle odierne, guardi qui. C'è un filmato semplicemente affascinante su alcuni attimi di vita nei mari del Cambriano e dintorni. Si riconoscono parecchie specie presenti negli argilloscisti di Burgess, come Marrella, Pikaia (altra Pikaia), Anomalocaris eccetera. Anche se sono pochi secondi, il filmato è molto bello. Sopra un'immagine del tutto.
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27 settembre 2009
Italia-Resto del Mondo
No, non è una partita di calcio, anche se potrebbe sempre essere interessante. Sto solo parlando di come in Italia, nei mezzi di comunicazione di massa di proprietà del Pcus (così mi hanno detto che accusa il nostro premier), si tratta del problema del riscaldamento globale. Gli esempi sono una zibaldone senza pretesa di obiettività, ma solo per annusare l'aria. Da una parte c'è per esempio il nuovo giornale di Padellaro e Travaglio, il fatto, nel primo numero, che si occupa di clima solo in un trafiletto minuscolo dentro nel giornale. Ma vabbé, non è il suo argomento. Poi ci sono altri organi di stampa, tipo Il Tempo (quotidiano del gruppo Il Sole 24 ore) che intervistano Franco Prodi (fratello di...) che afferma senza troppo remore che i modelli di circolazione globale non potranno darci nessuna certezza sul futuro del pianeta se non prima di 50 anni. Alcune affermazioni sono molto particolari; per esempio dice che "il discorso è passato dalle mani dei ricercatori agli esperti di scenari". Che per conseguenza NON sono ricercatori. Poi "Tutto questo è una falsa partenza: si dà l'impressione di aver già acquisito tutti gli strumenti necessari per generare una soluzione ma non è così. E la ricerca invece di essere sotto i riflettori viene messa da parte". Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i ricercatori italiani che fanno parte dell'Ipcc; essere tacciati da non scienziati da parte di una figura come Prodi non dev'essere simpatico. Insomma, la sua posizione a quanto ho capito è: aspettiamo. Ovviamente anche il giornalista dev'essere un espertone, per fare domande come questa: In ogni caso, il nostro Pianeta non affronta la fase di mutamento climatico per la prima volta.
Tutti sanno che questa domanda è fatto solo da chi considera la cosa in malafede. E' ovvio che il pianeta è andato incontro ad altri episodi di riscaldamento globale, ma QUESTO è estremamente più veloce e molto più impattante, proprio perché la causa è l'uomo e l'aumento è stato provocato dall'innalzamento della CO2 prodotta dalla nostra specie. Altra domanda in perfetta malafede:
Quindi chi parla di global warming non può puntare il dito sull'Uomo?
Con la risposta implicita "Vero professore, eh, eh, vero che è cosi?".
Altra occasione di parlare di clima, questo pezzullo sul Messaggero, in cui si cita ancora Prodi che afferma le stesse cose di cui sopra, ma anche Antonio Navarra, che nel pezzo dice due frasi.
1) Il problema che abbiamo davanti – spiega Navarra – è piuttosto serio. Sappiamo che esiste, ma non possiamo dire quali tipi di effetti avrà con un buon margine di certezza. Solo ora si stanno affinando i mezzi e gli strumenti scientifici e analitici che possano aiutarci a capire quali potranno essere le declinazioni di questo fenomeno su scala globale e anche su scala locale.
2) «In realtà – spiega Navarra – non siamo in una situazione diversa da quella in cui ci trovavamo un anno fa. Sappiamo che esiste un problema e che questo problema è destinato ad ingrandirsi con l’aumento delle emissioni di gas serra. Ora quello che serve è un accordo globale per ridurre le emissioni senza impedire ai paesi in via di sviluppo di continuare a crescere».
La seconda è quasi banale, la prima dice le stesse cose di Prodi. Ed è strano, perché ho intervistato Navarra anche recentemente, e la sua posizione mi sembrava più in linea con quella dell'Ipcc (e di altri all'interno del Cnr, a dire la verità, che conosco e ho intervistato negli anni). Non mi stupirei se, seguendo la fulgida tradizione italiana di citazioni ad hoc, Navarra avesse detto ben altro, che non era nella linea del giornale.
Altra occasione di parlare di clima all'italiana viene da Battaglia, in quest'articolo - jpg, da Climalteranti - sul quotidiano di proprietà (questa sì, veramente) del presidente del consiglio. Ma l'articolo è una tale marea di spazzatura che lo lascio commentare proprio da Climalteranti.
E il Resto del mondo? Mentre noi litighiamo sulle parole (è una catastrofe? No, non lo è, ma forse sì) il Resto del mondo produce analisi scientifiche. Come quella intitolata A safe operating space for humanity, pubblicata su un giornale bolscevico come Nature, in cui si analizzano nove "ambiti" nei quali l'attività umana sta rischiando di scombinare le cose in modo irreversibile (vedi la figura sopra). Di questi nove, tre sono superati o raggiunti e sopra sono in rosso; sono la perdita della biodiversità, il ciclo dell'azoto e, guarda caso, il cambiamento climatico. Ad altri ci stiamo avvicinando.
I problemi sono più che altro che: Although Earth's complex systems sometimes respond smoothly to changing pressures, it seems that this will prove to be the exception rather than the rule. Many subsystems of Earth react in a nonlinear, often abrupt, way, and are particularly sensitive around threshold levels of certain key variables. If these thresholds are crossed, then important subsystems, such as a monsoon system, could shift into a new state, often with deleterious or potentially even disastrous consequences for
humans.
E, riguardo al cambiamento climatico, dicono: Anthropogenic climate change is now beyond dispute, and in the run-up to the climate negotiations in Copenhagen this December, the international discussions on targets for climate mitigation have intensified. There is a growing convergence towards a '2 °C guardrail' approach, that is, containing the rise in global mean temperature to no more than 2 °C above the pre-industrial level.
Secondo i ricercatori (un paio di decine) stiamo passando alcuni limiti del pianeta, e se ne superassimo troppi, le conseguenze potrebbero essere terribili. La parola catastrofe non c'è, ma non ce la vedete?
Insomma, da una parte abbiamo un ricercatore che dice "Aspettiamo 50 anni, perché per adesso non sappiamo ancora quali sono le conseguenze dei nostri atti", e dall'altra un gruppo di scienziati che pubblicano su una rivista di altissimo valore che dicono: "Abbiamo superato alcuni limiti, stiamo attenti a non avvicinarsi neppure agli altri o le conseguenze saranno catastrofiche". Qui in Italia ascoltiamo, per una combinazione di malafede, censura e ignoranza, solo la voce che vogliono farci ascoltare. Nel Resto del Mondo, stanno andando da un'altra parte.
A chi credere, all'Italia o al Resto del Mondo?
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26 settembre 2009
Roversi e Grasso
E' cominciata su Sky Uno Evoluti per caso, la riproposizione del viaggio di Darwin fatto da Patrizio Roversi e Syusy Blady in Sud America. Già il coinvolgimento di parecchie università italiane e di ricercatori spesso con i fiocchi ha portato (quand'è uscito la prima volta) una novità nel clima italiano di vallette e valletti. I ricercatori, per dire, fanno vedere quanto può essere divertente nfare scienza, quanto può essere faticoso sporcarsi le mani e immergersi fino al collo nel fango della natura. Presumo che le puntate saranno un po' più lunghe e conterranno molte cose che nella seria andata in onda sulla Rai non c'erano; spero non troppe esternazioni di Syusy, perché spesso la sua preparazione approssimativa ed entusiasta le faceva dire cose che sarebbe meglio non affermare, tipo che l'uomo è arrivato in Sud America circa 60.000 anni fa. Insomma, io lo sto registrando. E non capisco l'odio viscerale per queste trasmissioni da parte di Aldo Grasso, che reitera - nel senso che ha detto le stesse cose qualche anno fa, con la prima uscita - sul Corriere le sue critiche, per me senza senso, accusando addirittura la trasmissione di essere "moralista". Se non riesce a cogliere che l'idea è quanto di più distante dalla Rai ci sia mai stato (e infatti quando è andata in onda la prima volta i funzionari romani hanno cercato di stravolgerla "mandandola in caciara"), allor è meglio che si dedichi a valletti, chiambrette e vespette. La scienza non fa per lui, diciamo.
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25 settembre 2009
Una meraviglia di dinosauro
Mi chiedevo come mai nessuno avesse ancora citato un articolo, da Nature, che presenta un fossile assolutamente stupendo, un dinosauro con quattro ali e le piume. Poi ho scoperto che ovviamente Theropoda ne ha già parlato, e chi sono io per non citarlo? Ovviamente è cinese (il dinosauro, non Theropoda).Eccolo qua.
Per la ricostruzione
credit: Zhao Chuang/Xing Lida
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Ricordi
21 settembre 2009
Impagabile
Questo è per tutti i filosofi in ascolto. E che non si sentano toccati, per piacere...P. S. Viene da qua.
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20 settembre 2009
Aggredito?
Cioè, gli andiamo a rompere i coglioni fino in bagno (certo, anch'io, se c'è qualcuno che fa lo spiritoso), e poi se si ribellano gli spariamo?
Qui il video
Qui il video
18 settembre 2009
Perplesso
Non che io non sia un fan delle sorti progressive dell'umanità, ma questi prodotti della Bbc mi hanno lasciato perplesso. Sono tre lunghi filmati in cui il fisico (teorico?) Michio Kaku riassume tutto quello che sappiamo della storia e della struttura della natura per cercare di spiegare come secondo lui l'enorme aumento della "potenza" e velocità dei computer ci porterà dall'età della scoperta all'età della "dominanza" (l'inglese è mastery, non so come altro tradurlo). Le immagini sono le solite della grande potenza umana, dalle città ai computer, dalle ricostruzioni del cervello alle macchine che ci permetteranno di modificare il corpo e a quanto ho capito l'intero pianeta. Insomma, "a period in which we will move from being passive observers of nature to its active choreographers". Quello che mi ha lasciato perplesso sono innanzitutto i toni trionfalistici dell'intera serie (ci sono altri due filmati che parlano delle possibili modifiche che passano attraverso la genetica e la biotecnologia e la "rivoluzione quantistica"); tutto potrebbe
essere possibile solo se conoscessimo meglio la struttura della realtà, della vita e di tutto quanto, tutto è a nostra disposizione se solo ne avessimo voglia, sembra dire il buon giapponesino. Ancora una volta mi viene in mente la storia del portaombrelli, per cui idee brillanti vengono portate avanti senza assolutamente tenere in conto le conseguenze. Due altri pensieri a questo riguardo: può darsi che ognuna di queste idee sia interessante in sé, ma dire che finora abbiamo studiato, ora è il momento di agire, mi fa venire il mente qualcun altro (K. M.) qualche decennio fa, che diceva: «I filosofi hanno solo interpretato il mondo in vari modi; ma il punto ora è di cambiarlo». Poi che siamo già, da quel dì, active coregrapher del mondo. E non mi pare che il risultato sia particolarmente lusinghiero (come dimostra il grafico accanto, tratto da "I limiti dello sviluppo" con qualche revisione da parte di Charles Hall. Qui si trova - è un pdf - anche l'articolo originale di Hall, pubblicato semplificato anche sull'ultimo numero di Le Scienze). Io direi invece che la prospettiva è esattamente opposta, ed è venuto il momento di fermarsi e iniziare a studiarlo veramente, per capire come funziona, prima di iniziare a modificarlo ancora di più. Stiamo cercando di aggiustare una macchina a martellate, e questo dice solo di mirare bene col martello.
P. S. Ho visto la notizia sul prezioso AB Techno blog, che però non è d'accordo con me.
P. S. Ho visto la notizia sul prezioso AB Techno blog, che però non è d'accordo con me.
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16 settembre 2009
Ci risiamo?
Da questa notizia ricavo una bella dose di paranoia per me. Mi spiego; cercare di capire il mondo attraverso la lente dell'evoluzione è uno degli scopi della scienza biologica; spesso non si capisce bene cosa sia il mondo stesso, ma almeno limitiamoci al mondo biologico. Non può fare che piacere quando la teoria dell'evoluzione è utilizzata però per spiegare anche altre caratteristiche, come per esempio l'evoluzione della tecnologia o degli universi (with mixed results, direbbero gli inglesi). La notizia di cui sopra invece dimostra come ancora molta strada sia da fare per farla capire agli intellettuali italiani. In essa si dice che partendo dal gioco Spore, di cui ho già parlato, si sono tenute le olimpiadi dell'evoluzionismo creativo, in cui gruppi di ragazzi si sono scontrati creando "progetti ispirati al gioco e alla teoria dell’evoluzione della specie di Darwin". A parte il classico della specie, il gioco ha fatto scalpore quand'è uscito e ha attirato l'attenzione degli intellettuali. Che si sono prestati anche a giudicare i progetti delle squadre. I giudici? Eccoli: studiosi ed esperti del mondo dell’arte, della cultura, della creatività e del giornalismo. Per giudicare progetti basati su un gioco a sua volta ispirato alla teoria dell'evoluzione sono stati chiamati tutti (oves et boves et universa pecora, diceva mio papà) ma NON uno scienziato, men che meno un evoluzionista, neppure un giornalista scientifico. Come al solito (l'ho già detto) io sono paranoico e spesso vedo cose che non ci sono. Ma in questo caso non ditemi che voi non vedete un habitus mentale che non ricomprende gli scienziati nella categoria degli intellettuali. Anche nel caso in cui alla base di tutto ci sia una delle più importanti teorie scientifiche della storia. Avevano paura che qualcuno dicesse, nel caso: "State dicendo delle gran cagate?"** Beh, io l'avrei fatto.
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Corto circuito
La frase "del maialino", che è stata riportata da altri siti (con quel che segue), non era tanto rilevante da farci un post. Solita hubris da cardinale cattolico, mi sono detto. Ho quindi preferito riuscire a collegare l'intero discorso a qualcosa di concreto, un po' per dare una visione alternativa, un po' per dimostrare due modi diversi di ragionare (diciamo così). Allora, la prima parte "Non si può ridurre la vita solo ad una questione semplicemente biologica" potrebbe anche essere condivisibile, se non che l'alternativa al biologico è probabilmente il metafisico, su cui la chiesa ha l'egemonia. E questo non è giusto. Poi si entra nel vivo: "L’embrione non è un po’ di muffa, un insieme di cellule amorfe, ma diventerà un feto e poi un bambino." La muffa, qualunque essa sia, è costituita da cellula niente affatto amorfe, ma adulte e estremamente complesse; cosa cambia il fatto che diventi un feto e poi un bambino? Cambia che se è sottoposto ad aborto non può dominare il mondo, come dimostra la prossima citazione: "[il papa] esige anche che ci sia la difesa della vita umana in tutta la sua pienezza. Vanno bene le leggi per salvaguardare i lupi o gli scimpanzè, ma prima di tutto occorrono leggi per salvaguardare l’uomo, dalla sua nascita naturale alla sua fine naturale". Eccoci, questo è il clou: prima l'uomo, poi, casomai, il resto del mondo. Se c'è un'alternativa, e l'alternativa c'è sempre, prima si danno i fondi per "salvare" bambini e città, monumenti e anziani, poi forse parchi nazionali e animali in via d'estinzione. E' ovvio che di questo passo per "lupi e scimpanzé" non avanza niente.C'è chi ragiona in un altro modo: nell'ultimo numero di Science due commenti parlano proprio di questo, del collegamento cioè della diversità biologica con la povertà dell'uomo.
Ecco cosa dicono: "First, Matt Walpole and colleagues discuss the Convention on Biological Diversity, or CBD, a pledge to preserve biodiversity and reduce human poverty that over 190 countries agreed to accomplish by 2010. The authors concede that the CBD will not likely meet its deadline, and they highlight a lack of global indicators as a key problem in tracking data along the way. They call for the scientific community to develop such indicators so that, in the future, researchers can better monitor international progress on such pledges and meet established deadlines. In a Second Policy Forum, Jeffrey Sachs and colleagues discuss a new set of Millennium Development Goals that are meant to supplant the CBD, extending its goal of increasing biodiversity while simultaneously decreasing poverty to the year 2015. These authors highlight some of the complex issues – such as food scarcity – that link disappearing species with diminishing human welfare, and they also propose six actions that the international community should take in order to ensure the new 2015 deadline is actually met".
La biodiversità (i lupi e gli scimpanzé) è direttamente legata al benessere di una specie .- non solo di quella peraltro - tanto che persino un economista come Sachs parla di issue che legano la scomparsa delle specie al benessere umano. Capisco, in un discorso pubblico non si può andare tanto per il sottile. Ma è proprio questo che mi stupisce; un'organizzazione millenaria, che è sopravvissuta e ha preso il potere a forza di sottili distinguo e di somma capziosità, quando si tratta di salvaguardia dell'ambiente e di confrontare (in qualsiasi modo) uomini e natura, ne fa una dicotomia precisa e decisa, sbraca senza possibilità di compromessi tra le posizioni. Noi di qui e voi di là, insomma. E il resto della natura ridiventa ancella dell'unica specie che val la pena considerare (altro che "uomo custode del creato"). Letto così, il discorso di Fisichella è brutale e grossolano, roba da bar sport il lunedì mattina, senza alcun senso dal punto di vista politico e scientifico. E oltretutto molto "ignorante". Ho letto troppo in qualche semplice affermazione? Può darsi, ma quando una parola di questi pretonzoli è considerata legge persino da chi dovrebbe aver un minimo di autonomia mentale (vedi il discorso del preservativo in Africa) ho paura delle conseguenze. E se il ministro dell'ambiente si mettesse a dire "Basta soldi ai parchi nazionali, diamoli anche quelli alle scuole cattoliche", che ci sarebbe di male? o di contraddittorio rispetto a quello che ha detto Fisichella?
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11 settembre 2009
Sfondo
Questo qui accanto lo si può tranquillamente usare come sfondo del computer, così se un collega vi chiede cos'è o chi è, gli spiegate del grande vecchio.Lo si trova qui. In vari formati.
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07 settembre 2009
Ritorno bollente
Tornate da due settimane di vera sosta, mi trovo con i siti italiani che letteralmente ribollono di argomenti interessanti. Ne seguo per ora uno solo, quello che è partito, da quel che ho capito, da questo articolo dello storico della scienza David Bidussa pubblicato su l'Altro (giornale che ho scoperto forse in questa occasione). Insomma, Bidussa scrive proprio un bel pezzo sull'anniversario di Snow (le due culture e roba così); dico bel pezzo senza alcuna ironia, è proprio profondo. Peccato che io ne abbia capito ben poco. Un bel po' la colpa è mia, lo so, ma poiché non sono proprio del tutto completamente ignorante (in materia scientifica), credo che la colpa sia anche un po' sua. L'introduzione storica va bene, mi dico, ma una frase come "Credo anche che esista una sovrapposizione tra organicismo di destra e organicismo di sinistra grazie alla quale oggi molte parole e molti concetti sono del tutto interscambiabili tra sinistra e destra", che significa? Da quel che so io, l'organicismo è questo. Perché allora "molti concetti..."? E poi "La scienza diventa “sapere scientifico”. Non se ne parla più in relazione a ciò che fa ma in quanto “discorso”, termine che allude a molte cose ma soprattutto indica la definizione di un rapporto con le scienze del tutto a-scientifico". Perché? Non lo so, non ho capito. Infine "Esistono questione e parole a proposito delle quali la sinistra conserva un’immagine antropizzata e nei confronti delle quali rifiuta a priori un’analisi non legata all’antropologia". Da che so io, antropizzata vuol dire "modificata dall'uomo", come in "ambiente antropizzato". Ma qui sembra che significhi "analisi legata all’antropologia". O forse voleva dire idealistica?
Questi i miei dubbi, ma alla fine la frase "Una cultura che non si oppone alla scienza significa acquisire una mentalità in cui pensare equivale a dubitare, in cui lo scetticismo è superiore alla cultura dell’a priori" credo spieghi tutto o quasi; e anche "Dove il paradigma che fonda il sapere scientifico sia acquisito con la stessa dignità del sapere umanistico, e Darwin cessi di essere visto come un signore stravagante" mi chiarisce molto. Insomma, ho fatto la figura dell'ignorante (anche se non lo sapevo) ma l'articolo mi è piaciuto.
Le risposte sono state innumerevoli, e molte avevano a che fare con proposte marginali, come nucleare o Ogm (marginali rispetto al temo, non in sé). Una delle più interessanti viene da qua (l'articolo credo sia di Luzzato, ma non c'è la firma); il pezzo si scaglia con molta maggior chiarezza contro una sinistra cazzara e terzomondista, postmoderna e profondamente ignorante non solo dei fatti ma anche dei meccanismi della scienza; mi ha entusiasmato perché è proprio la sinistra che ho conosciuto negli anni '70 del secolo scorso, che si batteva contro il nucleare senza neppure sapere come funzionasse una centrale, o una tecnologia perché non era di sinistra.
Alfonso Gianni conclude il trio con questo pezzo che forse mi è ancora più vicino (il peana pro nucleare di Luzzato nel pezzo precedente non l'ho capito). Dice che ci sono (o ci sono state) nella sinistra risorse adeguate a leggere la scienza e farne buon uso (Cini o Nebbia sono i primi esempi che mi vengono in mente) ma che i suoi dirigenti ne hanno fatto strame. Gianni conclude ancora una volta con una parte sugli Ogm, ponendo domande che mi sono posto anch'io e che i sostenitori degli Ogm stessi sminuiscono come "stupidaggini". In questo modo smentendo se stessi sul principio fondamentale della scienza, quello del dubbio.
Insomma, la sinistra ha davanti a sé un mondo che non riesce a interpretare, perché non sa (e non vuol sapere) come funziona e quali regole segue per andare avanti. Tanto che, fa notare Corbellini (credo) l'orrida Scarafia ha scritto sul riformista un articolo contro Marino come scienziato e nessuno se n'è scandalizzato.
Da leggere.
Questi i miei dubbi, ma alla fine la frase "Una cultura che non si oppone alla scienza significa acquisire una mentalità in cui pensare equivale a dubitare, in cui lo scetticismo è superiore alla cultura dell’a priori" credo spieghi tutto o quasi; e anche "Dove il paradigma che fonda il sapere scientifico sia acquisito con la stessa dignità del sapere umanistico, e Darwin cessi di essere visto come un signore stravagante" mi chiarisce molto. Insomma, ho fatto la figura dell'ignorante (anche se non lo sapevo) ma l'articolo mi è piaciuto.
Le risposte sono state innumerevoli, e molte avevano a che fare con proposte marginali, come nucleare o Ogm (marginali rispetto al temo, non in sé). Una delle più interessanti viene da qua (l'articolo credo sia di Luzzato, ma non c'è la firma); il pezzo si scaglia con molta maggior chiarezza contro una sinistra cazzara e terzomondista, postmoderna e profondamente ignorante non solo dei fatti ma anche dei meccanismi della scienza; mi ha entusiasmato perché è proprio la sinistra che ho conosciuto negli anni '70 del secolo scorso, che si batteva contro il nucleare senza neppure sapere come funzionasse una centrale, o una tecnologia perché non era di sinistra.
Alfonso Gianni conclude il trio con questo pezzo che forse mi è ancora più vicino (il peana pro nucleare di Luzzato nel pezzo precedente non l'ho capito). Dice che ci sono (o ci sono state) nella sinistra risorse adeguate a leggere la scienza e farne buon uso (Cini o Nebbia sono i primi esempi che mi vengono in mente) ma che i suoi dirigenti ne hanno fatto strame. Gianni conclude ancora una volta con una parte sugli Ogm, ponendo domande che mi sono posto anch'io e che i sostenitori degli Ogm stessi sminuiscono come "stupidaggini". In questo modo smentendo se stessi sul principio fondamentale della scienza, quello del dubbio.
Insomma, la sinistra ha davanti a sé un mondo che non riesce a interpretare, perché non sa (e non vuol sapere) come funziona e quali regole segue per andare avanti. Tanto che, fa notare Corbellini (credo) l'orrida Scarafia ha scritto sul riformista un articolo contro Marino come scienziato e nessuno se n'è scandalizzato.
Da leggere.
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