
Grazie a
Google alert sono venuto a conoscenza dell'esistenza di un curioso convengo, dal titolo
Religious Responses to Darwinism 1859-2009. Curioso perché ci sono eccellenze scientifiche (tra gli speaker ufficiali c'è
Pietro Corsi, che non è l'ultimo dei pirla, e
Ronald Numbers) e persone abbastanza sconosciute. Ora, io non sono certo uno studioso raffinato di rapporti tra scienza e religione, specie nel campo storico, ma mi piacerebbe conoscere alcuni di questi, per chiedere loro chiarimenti su posizioni storiche della religione nei confronti del darwinismo.
Molti speech sembrano piuttosto innocui, ma un paio mi hanno incuriosito trattandosi di italiani. Sono Gennaro Auletta, che parlerà di
The Darwinian Theory of Evolution from the Perspective of a Catholic-Oriented Theology (
ecco l'abstract) e Cesare Catà, con una conferenza sul tema
The Truth of the Mystery. The Fatal Absence of Medieval Culture in Darwin's Scientifc Perspective (
abstract). Auletta è coordinatore scientifico del progetto
Stoq, e Direttore Scientifico della Specializzazione in Scienze della Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Gregoriana. In
questo link ragiona a lungo su una nuova definizione di specie che avrebbe pensato insieme a Padre Rafael Pascual durante una scuola che non ho ben capito cosa fosse (nell'intervista non c'è data). Dopo aver introdotto il problema della specie con questa frase:
Tenga presente che è relativamente semplice distinguere tra clades e clades (tra generi diversi - sic) nella scala discendente, cioè quando si parte dai concetti più generali, tipo animale per esempio, e via via si scende, con livelli decrescenti di generalità, fino ad arrivare alla distinzione in mammiferi, etc.; anche se, va detto, non esistono criteri uniformi generali in base ai quali viene fatta questa classificazione. Sono soprattutto criteri ad hoc, e possono essere quindi criteri genetici, morfologici, etc.. In ogni caso, fin qui si può procedere con una relativa facilità. Ma quando si arriva al concetto di specie, che sarebbe per così dire il genere più piccolo che raccoglie direttamente gli individui, e non c'è niente sotto di esso, si hanno difficoltà enormi. Perché non è più sufficiente vedere la differenza, ma sarebbe necessario avere delle specificazioni positive che individuino quella determinata specie particolare. E questa è una cosa enormemente difficile. Ed è questo il punto che ci ha spinto a fare la scuola, si arriva a una nuova definizione. Che, secondo i due studiosi, è
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un insieme di popolazioni con derivazione comune; qualitativamente discreto, perché secondo noi è molto importante che la specie sia individuata con una differenza qualitativa ben precisa (quindi con caratteri ereditari, che a loro volta sono soggetti a mutabilità): sia genetica, sia dovuta a condizionamento ambientale; fin qui la parte generale. Questo concetto poi viene a coincidere con quello tradizionale, biologico, di specie, laddove vi sia un sistema riproduttivo basato sulla sessualità biparentale.Se devo dire che ho capito, mentirei.
Tornando al convegno, Auletta affronta, almeno nell'abstract gli elementi disturbanti dell'evoluzionismo darwiniano, che sono
• The absence of any “direction” in evolution. • The role played by random mutation and environmental accidentsChe sono anche le cose che secondo me distruggono la coerenza della religione e la possibilità della coesistenza tra religione ed evoluzionismo. Come li risolve Auletta? Il primo ricorre come spesso accade in questi ultimi anni alla Conwaymorrizazione della storia della biologia:
Recent results especially about convergence phenomena in evolution, show that a process that has no finality in itself could be canalized along certain directions.Un processo non finalistico ma che può essere canalizzato? Ho capito bene? Inoltre l'intelligenza è adattativa, e un organismo intelligente controlla l'ambiente meglio di uno non intelligente (andateglielo a dire ai batteri). La seconda obiezione è superata dicendo che la convergenza diminuisce il ruolo del caso (ancora) e l'indipendenza tra ambiente e e organismo fa respingere l'istruttivismo (che io non so cos'è. ndb.). Insomma, fin qui un tentativo di non farsi respingere dall'evoluzionismo. Curioso, forse poco interessante, ma non invadente.
Molto più peculiare l'intervento dell'altro italiano, tale Cesare Catà, dell'università di Macerata e assessore alla cultura e istruzione del comune di Porto San Giorgio (giunta Pdl-Lega). Il tipo, che dev'essere una specie di genio perché fa parte della Rena (Rete per l'eccellenza nazionale) in cui sono raccolti giovani che una volta sarebbero stati definiti rampanti, ha un intervento su
The Truth of the Mystery: the fatal absence of medieval culture in Darwin's scientifc cerspective. Accusa Darwin di aver assunto come sua filosofia il positivismo, e aver respinto il mistero come parte della realtà.
Questo perché:
As many scientist with an initial Darwinian setting acknowledge today, a Positivistic pattern is not applicable for a scientific life-evolution theory. Perché? Mah.
E concude dicendo che:
Specifically, I intend to take in exam the concept of “life-evolution” in Christian Neo-Platonism of Middle Age, as a philosophical response to Darwinism. So far so good, direbbero gli inglesi. Sembra un po' di philosophical mumbo jumbo, ma innocuo. Più interessante vedere com'è riportata la presentazione su un sito italiano (
eccolo) che dice palese palese:
La tesi argomentata da Catà consiste nel mostrare come la tesi evoluzionistica darwiniana non sia una tesi propriamente scientifica, in quanto non risponde ai caratteri del metodo galileiano: non nè verificabile per esperimenti, nè dimostrabile per descrizione matematica. Inoltre, i ritrovamenti di fossili, le ricerche statigrafiche, la datazione di collagene delle ossa dei dinosauri, le più recenti ricerche dei genetisti mondiali, sembrano confutare da ogni
lato l'ipotesi di Darwin.Ah, ecco. Ora si capisce tutto. Il fantasma di Zichichi e dei creazionisti italiani un po' d'accatto torna a sollevare la sua brutta testa. E questi sono assessori alla cultura e vanno ad Oxford...
P. S. Sempre nel solco della letteratura-scienza che non si parlano,
questo tipo dice che le teorie di Darwin rimangono controverse. Ma in fondo è un cinematografaro...