
Lo so, l'ha detto anche Novacek che è importante, che in suo onore c'è
un sito, un libro (
The Link), un programma di History channel e numerosi commenti a blog più vari. Ma a me questa storia del
Darwinius masillae non mi ha convinto, per una serie di ragioni che hanno più a che fare con la comunicazione che con la scoperta in sé. Ho letto a lungo solo il pezzo presente su Tuttoscienze della Stampa e quanto dice
Repubblica on line. Sull'edizione cartacea del Corriere non ho trovato niente di rilevante.
Il fossile in sé non è affatto una bufala, premettiamo; è ottimamente conservato (circa il 95%), ha anche l'outline della pelle, forse della carne e il contenuto dello stomaco - era frugivoro. Ma farne una specie di
pivot ttorno al quale ruoterà tutta la scienza evolutiva successiva mi sembra sinceramente troppo. Le ragioni sono in parte tecniche; per esempio
qui si legge perché l'analisi filogenetica lasci piuttosto a desiderare. In breve, essendo un adapide può in effetti darsi che sia alla base del ramo che ha portato poi agli ominidi, ma la maggior parte dei primatologi sono convinti che questo compito spetti agli omomidi. In questo caso gli adapidi sarebbero più simili a tarsi e lemuri. Ecco cosa dice Wilkins
nel suo blog:
So-called plesiomorphic traits, or underived traits, are no indicator that the specimen is a member of an ancestral species, only that it is a member of a group of species, one of which was the ancestor.Inoltre, e qui si va più sulla comunicazione che sull'analisi tecnica, chiamarlo "anello mancante" (in inglese
missing link) è un gravissimo errore che, come dice ancora
Wilkins, puzza di
Scala naturae e di Grande catena dell'essere. Cioè di concetti che avrebbero dovuto sparire qualche decennio fa. E questo accade nella comunicazione che si è svolta nei siti e nei blog anglosassoni, più attenti dei nostri alla precisione scientifica. Ecco cosa è invece successo in casa nostra.
La Stampa porta un articolo lunghissimo, di Glauco Maggi, in cui si affastellano concetti sbagliati, nome scorretti e idee curiose (a dir poco). Posso capire che un giornalista generico si perda nella massa di dati che gli evengono presentati, ma scrivere (
qui online):
La proscimmia promette d’essere l’«anello mancante» capace di portare l’orologio della preistoria indietro laddove non s’era mai spinto, 20 volte più lontano rispetto all’ultima data conosciuta per gli esseri viventi, bipedi mammiferi, che la teoria di Darwin ha censito quali nostri antenati.Ancora, anello mancante? Proscimmia (un taxon parafiletico se ce n'è uno)? Ultima data conosciuta per gli esseri viventi, bipedi mammiferi? Cosa vuol dire, per dio? Poi prosegue:
È questa convergenza che porrebbe Ida alla radice dell’evoluzione che è arrivata fino a noi, collegandoci con i primati.
Convergenza? Collegandoci con i primati (e noi cosa saremmo)? Il massimo però è questo:
L’analisi fossile ha rivelato che si tratta di una giovanissima femmina, con le dita e le unghie dei piedi al posto delle zampe a «dimostrare» che è una pre-umanoide.
Un animale con le dita al posto delle zampe? È un animale con dei problemi. E finisce:
È l’epoca in cui i primati cominciarono a evolversi in due specie: le proscimmie e gli antropoidi.In compenso Repubblica parte con:
Ida, 47 milioni di anni fa. "Anello tra primati e mammiferi"Il fossile di questo animale chiamato Adapide, scoperto nella cava Messel, in Germania, è stato presentato al Museo di Storia Naturale di New York come un passaggio fondamentale per comprendere gli sviluppi dell'evoluzione umana.Tra primati e mammiferi? Come tra topi e roditori, o delfini e cetacei? Ora, capisco la fretta, ma scrivere che Ibra ha segnato un magnifico canestro nella porta indifesa dei Diavoli di Cortina non verrebbe in mente neppure al peggior giornalista sportivo, neppure dopo aver fumato qualcosa di molto forte. Perché non affidare gli articoli di questo tipo a chi sa che non esiste l'anello mancante? Che i primati siamo noi, che l'evoluzione umana non risale a 47 milioni di anni fa, ma se vogliamo a molto più in là, o molto meno.
Spesso mi rimprovero perché fare le pulci a un collega è sempre sbagliato. Ma qui le pulci si fanno a un responsabile che affida un articolo importante (anche, ma non solo, dal punto di vista della paleontologia) a un perfetto incompetente, che scrive come farei io un articolo sulle rughe per un femminile. O su X-factor (mi dicono sia uno spettacolo molto seguito).