30 aprile 2009

Sempre contro l'industria

Non leggo quasi più i quotidiani, perché sono spesso letture irritanti. E allora mi affido alla Rete, che mi conferma ancora una volta che non ci si può fidare dei marcegagli di tutto il mondo. Ecco il pezzo che mi ha fatto pensare, anche perché prende spunto dall'alto post di qualche giorno fa:

Memo to Media: Industry Spin on Climate is Still Deceiving You

Dice tutto lui.

26 aprile 2009

Kultura industriale?

E rituffiamoci nell'altro argomento di questo blog, cioè il riscaldamento globale. Alcune notizie mi hanno rallegrato in questi ultimi giorni. Per esempio le dichiarazioni di colui che si candida a vero clown dell'intero circo mediatico comandato dal gran visir di tuc i pajas. Allora, in occasione del G8 sull'ambiente, da cui non è sortito assolutamente niente, l'unica voce che ha pubblicato qualcosa è stata lo zichiccone nostro. Con un articolo su una rivista peer reviewed, il giornale con la g maiuscola (proprietà, chiedete? sempre lui). In questo mirabile pezzo di scienza (non metto link perché ho paura si sporcare gli elettroni della mia pagina), Zichichi fa una serie di affermazioni probabilmente corrette, come il bilancio della CO2, i concetti di pompe e serbatoi e altro. Niente di che insomma. A un certo punto, colpo di scena:
Ed ecco una novità su cui imperversa il silenzio dei media. Nessuno finora aveva pensato che potessero partecipare al bilancio dei gas-serra anche le calotte polari. Trovare che sotto le calotte polari i batteri possano essere attivi a 40 gradi sotto zero è una assoluta novità.
Ohibò, che accade? Due scienziati americani hanno scoperto che sotto le calotte polari ci sono batteri che dormono, ma nel frattempo continuano a produrre anidride carbonica e metano. E la scoperta apre un fronte nuovo nella ricerca delle sorgenti naturali di gas-serra. Primo scoop dello Zichichi.
Il secondo riguarda il fatto che:
un gruppo di specialisti americani e francesi dimostra che nell’ultimo inverno le correnti marine - dopo avere circolato sulla superficie atlantica scaldandosi - ritornano a inabissarsi nelle acque fredde della Groenlandia
Il meccanismo dell'inabissamento si è rimesso in moto dopo che era scomparso senza che se ne sapessero le ragioni. La sua scomparsa potrebbe spiegare il global warming e la sua ricomparsa l'inverno freddo.
Il nostro conclude con la più immonda leccata di culo che si sia mai vista. Eccola:
Quando il presidente Berlusconi invitò la Comunità Europea a una seria riflessione sulle origini del Global Warming forse conosceva già queste
novità scientifiche.

Al di là dell'omaggio genuflesso al potente di turno (che secondo lui leggerebbe i giornali scientifici - questa è impagabile), vediamo su cosa si basano le argomentazioni di Zichichi: il primo è un lavoro di Vladimir Romanovsky e Nicolai Panikov (hanno nomi russi ma sono statunitensi). Non è difficile andare a controllare cos'hanno fatto i signori; hanno studiato, anche grazie a grant della National Science Foundation, il comportamento di alcuni batteri psicrofili che vivono nel permafrost alaskano. I primi esperimenti risalgono al 2000 - alla faccia dello scoop - e hanno scoperto che questi batteri sono in grado di metabolizzare anche a -40 °C. Il primo fatto è che i batteri non sono sotto le calotte polari (sotto quella artica c'è acqua, in gran parte), ma nel permafrost. Che è qua a destra. Ma non sottilizziamo. L'altra cosa importante è che gli studi dei due sono, al contrario di quello che dice Zichichi, una diretta conferma del riscaldamento globale, anche secondo i ricercatori. Qui la notizia da Bbc news (è del 2005); ed ecco una frase rivelatrice:
The discovery raises concerns that the activity of these bacteria, once thought inactive at such extreme temperatures, could be making a considerable contribution to greenhouse gas production. . Cioè, i batteri potrebbero produrre molto più metano e anidride carbonica se la temperatura si alzasse. E siccome si alza, non sono loro la causa del riscaldamento globale. Il permafrost stesso è sempre stato considerato un pozzo del riscaldamento globale, ma se la temperatura si alza potrebbe iniziare a produrre più gas a effetto serra e diventare una fonte. Quindi una notizia del 2005, a essere caritatevoli, è riciclata nel 2009 facendole dire l'opposto di quello che era in originale. Ma Zichichi magari non sa leggere le date, e quindi non poteva sapeva a quando risaliva la notizia. Una piccola ricerca mi fa capire che il nostro è anche, a suo modo, ecologico; infatti ricicla nel 2009 una notizia del 2005, che lui stesso ha scritto su Famiglia Cristiana (con lo stesso errore nel nome di uno dei due ricercatori - Romanosky e non Romanovsky - vuol dire che ha copincollato il pezzo per il giornale; e magari se l'è fatto pagare due volte. Squallido). Fra l'altro nell'articolo di FC lo zicco fa affermazioni che fanno capire come abbia una nebbiosa comprensione del fenomeno:
Sotto le calotte polari i batteri che oggi si trovano in stato di "sonno" potrebbero diventare sempre più attivi, se è vero che si va verso un aumento della temperatura terrestre.
Ma se sono la causa del riscaldamento, come mai sembra che inizino a produrre CO2 e metano proprio adesso?
E la Corrente del Golfo che ha ripreso a inabissarsi? Questa è più nuova, risale infatti al novembre 2008. Ma cosa dice? Che è tornata a livelli di circa un decennio fa il mixing convettivo delle acque dell'Oceano Atlantico, che contribuisce a trascinare (o spingere) le correnti marine che formano la circolazione termoalina e ad assorbire una buona quantità di CO2. Questo blog dice che non tutto è chiaro, però:
For example, the return of the convection may be tied to the massive transfer of ice from the Arctic Ocean to the North Atlantic last summer — an event widely thought to be tied to global warming itself. So which way things will go in the future is a big mystery.
Da nessuna parte si dice che La scomparsa dell’inabissarsi delle correnti oceaniche potrebbe spiegare il Global Warming come afferma lo scienziato di regime. Anzi:
Indeed, the reduced convection reports had suggested to some climatologists that climate change was already wreaking havoc. Insomma, come al solito il buon Zichichi capisce Roma per toma. E se capisce bene quello che c'è scritto, è in perfetta malafede. Scegliete voi.
Il titolo del post si riferisce invece a un paio di notizie apparse sul New York Times. Gli argomenti sono i soliti, salute e riscaldamento globale. La prima dice che le industrie che formarono la Global Climate Coalition (un gruppo di pressione pagato dall'industria che si presentava come una voce imparziale nel dibattito sul riscaldamento) avevano a disposizione documenti stesi dai loro stessi scienziati che confermavano la realtà (o almeno l'alta probabilità), del riscaldamento globale. E hanno totalmente ignorato proprio gli studi da loro stessi pagati, evidenziando i dubbi che ancora oggi esistono, anche se non nella entità che gli industriali vogliono far credere. Se il comitato degli industriali non poteva certo dire ai capi (che cacciavano la grana) che le cose stavano come diceva l'IPCC, aveva almeno affermato che:
The contrarian theories raise interesting questions about our total understanding of climate processes, but they do not offer convincing arguments against the conventional model of greenhouse gas emission-induced climate change.
La Global Climate Coalition ha smesso di esistere nel 2002, anche se alcuni membri continuano a fare azione di lobby contro tutto ciò che riguarda le limitazioni di emissioni di CO2. Fra l'altro quasi tutti i documenti che inchiodano l'industria sono stati ottenuti e resi pubblici durante una causa tra l'industria automobilistica stessa e lo stato della California. Là durante le cause tutti devono produrre tutti i documenti; e se sono contro le loro tesi, ci dispiace.
L'altra notizia, sempre dal New York Times, afferma che il fumo probabilmente ha una responsabilità anche bel cancro al seno, non solo ai polmoni. E questo mi ha fatto tornare alla mente che l'indutria del tabacco ha usato per anni le stesse tecniche dell'industria del petrolio per smentire il legame fra fumo e tumori. marcegaglia, questa sarebbe cultura industriale?

23 aprile 2009

Dove sbaglia Dawkins

Hronir (blessed his soul, direbbero gli amici al di là dello stagno) ha scovato all'interno di una serie di lezioni incomprensibili questo dialogo che ha anche fare con la religione e, in un modo o nell'altro, con l'irrazionale. La tesi del tipo è che spesso l'irrazionale batte il razionale; per molte ragioni. Una è che nonostante il comportamento sia in apparenza irrazionale, dal punto di vista darwiniano "vincono loro" perché semplicemente fanno più figli. L'altra è una curiosa interpretazione del rasoio di Ockam, per cui nella battaglia per spiegare il mondo vince la costruzione mentale più semplice, non quella con meno "enti". E la spiegazione è che l'ha fatto un ente superiore inconoscibile. E accontentatevi, che sennò questo ente vi fulmina pure.
Il dialogo ha provocato in weissbach (nomi normali come pino e gianni no?) una risposta che ha tirato in ballo anche Dawkins, con la strafamosa citazione del ripudio della tirannia del gene almeno per quanto riguarda il comportamento umano più complesso. E questo (unito al fatto che sto leggendo La cattedrale di Darwin di Sloan Wilson) mi ha fatto pensare a un paradosso. Il fatto cioè che proprio in virtù del fatto che Dawkins conside(va) i geni come parte centrale, anzi perno di tutti i comportamenti, si è trovato in difficoltà a estendere proprio a tutti i viventi, anche quelli con i comportamenti più  complessi e in apparenza inspiegabili, la spiegazione genocentrica ed egoistica.
Sono soprattutto i comportamenti altruistici che confliggono con la concezione di Dawkins; al di là di quelli falsamente altruistici, come alcuni che caratterizzano le formiche e in genere le specie eusociali, i comportamenti genuinamente altruistici sono difficile da spiegare, così come non è facile capire la religione, il celibato e forse l'omosessualità. In una specie di dissonanza cognitiva, Dawkins non ha trovato altra scappatoia che eliminare, per una sola specie (che io sappia) questa interpretazione. In fondo, dice, si può (anzi si deve) uscire dalla dominanza del gene egoista; in questo modo negando il suo stesso assunto, che cioè la logica darwiniana sia applicabile a tutto il vivente. Il suo sodale Dennett pensa appunto che l'idea di Darwin sia pericolosa proprio perché universalmente applicabile, per esempio.
Questo negazione delle premesse può essere superata lasciando perdere proprio l'interpretazione che ha intrappolato Dawkins, quella strettamente genocentrica e soprattutto il concetto di gene egoista. Se si inseriscono in questa visione del mondo alcuni piccoli correttivi, come la selezione multilivello o la selezione di gruppo (non quella di Whynne-Edwards, quella di Sloan Wilson e altri) si potrebbe raggiungere quello che a me (come ho detto sopra) è sembrato il vero scopo di Dawkins, cioè un'interpretazione totalmente darwiniana della natura umana. Con tutti i suoi addentellati, tipo cultura o religione (non sempre le due cose coincidono, anzi). Darwiniana non nel senso di Sintesi Moderna, ma in quello più esteso di "applicazione della selezione naturale ad ambiti non strettamente biologici". Se solo Dawkins avesse pensato alle conseguenze, magari non si sarebbe esposto così tanto.







17 aprile 2009

Varie scientifiche

La rivista scientifica Science pubblica ogni martedì le anticipazioni delle notizie che appariranno il venerdì (sì, lo so che lo sapete, ma faccio il riassunto per quel lettore che capita qui per caso). Questo venerdì le notizie sono piuttosto succose, e mi piacerebbe mettere le più interessanti.

1 Per esempio si parla delle cascate di sangue in Antartide (a queste si riferisce la magnifica foto sotto*). Al di là del fenomeno geologico, la cosa interessante è che i serbatoi da cui derivano questi torrenti sono pieni - o meglio ospitano - una comunità di batteri che vive senza fotosintesi o nutrienti da una fonte esterna. I ricercatori dicono che questi batteri vivono in raccolte d'acqua che sono state intrappolate sotto il ghiaccio circa 1,5 milioni di anni fa. L'acqua è anossica, estremamente salina e piena di ferro. Bell'ambientino.



2 Un'altra notizia riguarda lo sviluppo della zampa dell'Ichthyostega, un parente semiacquatico dei moderni tetrapodi (esseri terrestri con quattro - tetra - zampe - poda). I paleontologi hanno stabilito che da piccoli questo pescianfibio aveva una struttura che gli permetteva di "camminare" in acqua, e man mano che cresceva un ossicino si spostava per permettere una migliore camminata sulla terraferma. Il per di cui sopra, per i filosofi in ascolto, non è finalistico o teleologico, ma metaforico o al massimo teleonomico.

3 La terza notizia riguarda ancora la paleontologia e in particolare il fatto che le piante sarebbero arrivate sulla terraferma (e dalli) circa 444 milioni di anni fa, qualche decina di milioni di anni prima di quanto si pensasse.

4 La notizia più interessante riguarda gli onnipresenti neuroni specchio (mi sto chiedendo che ci sta a fare il resto del cervello, ma tant'è). Questo gruppi di cellule cerebrali non solo si illuminano quando vediamo qualcuno fare qualcosa, ma secondo un gruppo di lavoro italo-tedesco:

"encode the distance at which actions are performed with respect to the witness, as well as encoding the actions themselves. In light of these findings, the authors suggest that mirror neurons may not only represent understanding “what others are doing,” but they also might contribute to selecting “how we might interact with them.”
Ma la notizia più bella, secondo me, è la soluzione di uno dei grandi misteri della natura, cioè perché le piante in inverno diventano rosse. Un ricercatore dal nome italiano, Marco Archetti della Harvard University, dice che l'ipotesi di William Hamilton (nientepopodimeno), che afferma come le piante sono rosse per avvertire gli insetti della loro poca palatabilità, sembra sia vera. E come l'ha verificata?  Mettendo delle colonie di afidi su alberi selvatici di melo (che diventano rossi d'inverno - qui accanto, meli selvatici in Kyrgyzstan**) e su alberi domestici (che non lo diventano). Gli afidi sopravvivevano di più sugli alberi dalle foglie verdi. Forse perché, dice Archetti, gli alberi selvatici hanno tossine nelle foglie, o forse perché hanno meno nutrienti. Insomma, il rosso degli alberi di melo avvisa gli insetti di non avvicinarsi.
Non male eh?


*Credit: Benjamin Urmston, da Science
**Credit: Marco Archetti/Harvard University

16 aprile 2009

Questo, in Italia, non c'è (ancora)

Il filmato che vedete sotto è un congressional hearing in cui tale John Shimkus, un repubblicano dell'Illinois, spiega perchè la Terra non può essere modificata dall'uomo:




Dice che siccome nella bibbia c'è scritto che la terra finirà solo quando lo decide il vecchio con la barba bianca, allora il riscaldamento globale non sta modificando il pianeta. Nel nostro parlamento ci sono senz'altro un paio di congressmen che la pensano così (e mi ricordo sempre di chi parlava di sviluppare una cultura ambientale alternativa all'approccio biocentrico o ecocentrico, riportandola su una posizione antropocentrica e teocentrica) ma nessuno finora si è mai presentato alla televisione a dire queste cose. Aspettiamo e vedremo, però.

Una pallottola spuntata

No, niente film demenziali, stavolta parliamo di clima. Un paio di settimane fa, sulla rivista Science è uscito un articolo che parlava del Medieval warm period, un periodo caldo che andò circa dall'800 al 1300 d. C. Fu u periodo particolarmente caldo (ma va?), che si trasformò però in quella che è stata chiamata la Little ice age (Lia - Piccola età glaciale), in cui invece il clima era generalmente più freddo. Il Mwp è particolare perché i negazionisti lo hanno sempre invocato per spiegare come il clima del pianeta sia e fosse estremamente variabile, e che per questo non c'è da preoccuparsi se adesso le cose si stanno mettendo al caldo: è sempre successo, e sempre succederà, nei secoli dei secoli, amen. E allora, smettiamo di combattere il global warming e godiamoci la vita. Il Mwp, e questo lo si sapeva, è stato un fenomeno abbastanza locale, nord atlantico in particolare, e quindi le comparazioni con i giorni nostri sono indebite. Ma i negazionisti hanno (giustamente) bisogno di prove per smettere di blaterare (senza peraltro fornirne di loro, come ha dimostrato Singer un paio di settimane fa insultando il colto e l'inclita al Museo di scienza di Milano). Insomma, i climatologi hanno cercato le prove di un'epoca così strana e, appunto, l'articolo delle scienze sembra averle trovate. Sono un'intricata interrelazione tra Mwp (che loro chiamano Medieval Climate Anomaly (MCA)), Lia, Nao (North Atlantic Oscillation), El Niño e la Niña (che insieme compongono l'Enso). Per farla breve, quando il Medio Evo era calduccio il Nao era positivo, ma lo era anche la Niña. Quando le condizioni sono cambiate e il Nao si è indebolito, è iniziata la Lia - chiaro no? Insomma, è stato un momento di particolare fortuna per il clima dell'Atlantico settentrionale e quindi dell'Europa. Un momento che NON si sta ripetendo adesso, in cui il riscaldamento è globale e l'accoppiamento tra condizioni peculiari non sta avvenendo. Quindi siamo in una situazione mai avvenuta prima. Curiosamente, una delle scuse dei negazionisti è che nessuno ha dati certi prima di un centinaio d'anni, a volte meno. Non si fidano delle ricostruzioni dei climi antichi: però si fidano della ricostruzione del Mwp. Chissà perché?


Ecco la didascalia del grafico sopra, preso da Science.
Proxy-derived long-term NAO reconstruction. (Top) Reconstructed winter precipitation for Scotland and February-to-June Palmer Drought Severity Index (29) for Morocco. Records were normalized over the common period (1049–1995) and smoothed with the use of a 30-year cubic spline. (Bottom) Winter NAO reconstruction NAOms (black curve) is the difference of the Scotland and Morocco records. The gray area is the estimated uncertainty; yellow and red areas are the 10 and 33% highest and lowest values since 1700. The blue line represents the 30-year smoothed Lisbon-Iceland instrumental NAO index series (11)

15 aprile 2009

Non avrei potuto dirlo meglio

Questo articolo di Massimo Pigliucci prende in esame l'immagine pubblica di chi è senza fede, e delle risposte meravigliate di coloro che ce l'hanno alle affermazioni degli atei e degli agnostici. A questo aggiungo anche il fatto che spesso la fede è vista come un dono, e che chi non la possiede è privo di "qualcosa" (come se Babbo Natale fosse venuto per lui e non per me). Io, e molti altri, la considerano invece una specie di nebbia obnubilante che impedisce di vedere l'universo per quello che è. Un peso, più che un dono.

14 aprile 2009

Musica - troppa?

Spinto da indicazioni familiari, ho cominciato a cancellare dal disco fisso - troppo pieno - tutta la musica che posso ottenere con altri mezzi (per esempio vinili e cd già esistenti in casa). E mi sono messo a ragionare se e come mi sarebbe stato possibile ascoltate tutte le centinaia di mega accumulati in anni di uploading. Ovviamente non mi sarebbe stato possibile, anche perché mi sono poi reso conto che l'offerta musicale (Bach non c'entra) è quasi sterminata. A parte appunto i cd e i vinili già in casa, ci sono i filmati di Youtube - provate per esempio a mettere Cream su Youtube; verrano fuori 62 filmati (alcuni non disponibili), quasi tutti dal vivo, compreso una versione di Sunshine di un tristissimo Jimi Hendrix di oltre 8 minuti). Non parliamo dei Beatles. Ci sono poi i migliaia di file legali e illegali che - mi dicono - siano anche facili da scaricare. Anche album rari e quasi inascoltabili. Per non parlare delle radio on line. Basate su Winamp, meglio Shoutcast, o sul web, come last.fm o Jango, fanno un servizio incredibile, mandandoti ore e ore di musica che assomiglia a quello che vuoi tu. Anche i gruppi più sconosciuti - last.fm mi trova anche chi fa musica simile alla Penguin cafè orchestra. E allora, perché affannarsi ad accumulare centinaia di brani che non ascolterò mai? Forse sindrome del controllo, o sicurezza infantile di aver qualcosa a disposizione, anche se quella determinata macchinina non la toccherò mai. Mah, vai a sapere. Intanto, una compilation dei Pinguini:


Tutti uguali, anche nello spazio?

Una bellissima ricerca, pubblicata per ora qui, ci dice una cosa importantissima. Cioè che l'ordine di abbondanza di almeno dieci aminoacidi può essere predetto termodinamicamente. Le ragioni le si possono capire leggendo l'articolo, che è piuttosto tecnico ma qui e là comprensibile (da me). Gli autori dicono inoltre che gli altri aminoacidi sono stati aggiunti uno per uno allo scheletro di base fino ad arrivare alla struttura che hanno adesso le proteine (in cui se ricordo bene ogni tanto ci sono aminoacidi un po' strani, specie nei batteri). Le conclusioni dell'abstract infine sono queste: This is consistent with theories of the evolution of the genetic code by stepwise addition of new amino acids. These are hints that key aspects of early biochemistry may be universal.
Non solo, ma ci sono anche nell'articolo queste frasi:
Should life exist elsewhere, it would not be surprising if it used at least some of the same amino acids we do. Simple sugars, lipids and nucleobases might also be shared.
Cioè che quello che è accadde sulla Terra ha probabililtà non nulle di accade anche su altri pianeti. E poiché, se ricordo bene, anche la struttura delle proteine è governata dalla sequenza aminoacidica, è probabile che in fondo tutte le strutture "biologiche" dell'intero universo condividano molto. Se poi pensiamo che a un certo momento (a questo punto potrebbe anche essere molto presto) si innesta anche l'evoluzione darwiniana, può darsi che gli alieni non siano così alieni come li immaginiamo. Ciò significa forse che Simon Conway Morris potrebbe aver ragione, e che quindi il potere della convergenza evolutiva sia molto maggiore di quanto pensiamo? Non credo sia così, anche perché ci sono molte altre possibilità di variazioni, dai sistemi di riproduzione alla struttura dei nuclei (i sincizi mi sono sempre piaciuti). Però, bisogna a questo punto rivedere tutto o molto di quello che pensiamo sugli alieni. Bene, questa è la scienza.
Qui c'è una discussione un po' più ampia, da cui ho anche preso i disegni degli aminoacidi.

11 aprile 2009

Buon giornalismo

Un post solo per segnalare questo piccolo articolo online di Luigi Bignami, che parla del terremoto dell'Aquila. Buon attacco, termini tecnici quando ci vuole, un paio di interviste con esperti veri (niente Giuliani, per dire) e citazioni da magazine scientifici serissimi. Gran bel lavoro, ma quanto ci ha messo Luigi?

02 aprile 2009

Quel chi mi sono perso

A parlare sempre di riscaldamento globale e evoluzione mi perdo i post e le conferenze più divertenti. Come questa, documentata da Livio, su un tizio (e che tizio!!) che è andato in Guyana francese a cercare ciclidi (e che ciclidi!). Le foto sono spettacolari.
E io non riuscirò ad allevarne neppure uno. Sob.

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