30 settembre 2008

Non posso farne a meno


Il grafico sopra, che viene da qui, è assolutamente fantastico. E ha ragione, eccome se ha ragione.

Risvegliato dal sonno dogmatico

A volte la spinta a comunicare qualcosa attraverso un blog è vanificata da avvenimenti molto più importanti e gravi. Insomma, mi sembrerebbe di sprecare anche soltanto qualche minuto scrivendo osservazioni e battutine su argomenti "miei", pur importanti. A volte però ti tirano proprio per la giacchetta. Il sito cattolico tradizionalista Zenit (che non è il sito della squadra di San Pietroburgo) ha pubblicato, per fare chiarezza sulla questione Darwin e la Chiesa (!!!) un'intervista a Rosa Alberoni, in cui la signora reitera tutte le sue giaculatorie contro la scienza, Darwin, l'evoluzionismo e a favore della creazione, dell'arte e della bellezza della natura. Beh, sinceramente, non mai letto in una pagina Internet (neppure nei siti dei più biechi negazionisti) una tale manica di... scempiaggini. E' anche inutile riportare passi dell'intervista perché farebbero tutti ridere; per non parlare del distillato di malafede e poca professionalità con cui il "giornalista" fa le domande. Se volete, leggetevela qui. Se non avete lo stomaco, o pensate che la rettitudine intellettuale e la conoscenza di un argomento siano prerequisiti per discuterne, lasciate perdere.

27 settembre 2008

Ci risiamo con la CO2


Non ho ancora letto proprio tutti i quotidiani on line, e in quelli che ho letto non sono andato oltre la prima pagina, ma mi pare che nessun organo di stampa abbia messo il rapporto del Global Carbon Project (il link - difficile da raggiungere, c'è già un sacco di gente che scarica - rimanda a un summary). Eppure tra le polemiche della presenza della Granbassi as Annozero e la morte di Paul Newman, magari un piccolo accenno al fatto che ci vorrebbe un po' più di attenzione all'ambiente ci stava. Allora, secondo i blog e gli organi di stampa esteri che hanno seguito e commentato il rapporto, la reazione dei ricercatori è: "Siamo fregati". Nel senso che hanno calcolato il budget del carbonio sul pianeta Terra, budget che comprende anche le nostre emissioni. Che, secondo questo rapporto, sono aumentate del 3,5% l'anno, invece del 2,7% che l'IPCC ha predetto per il "worst case scenario" e dello 0,9% degli anni 90. La classifica degli emettitori è cambiata, rispetto a qualche anno fa:

10 anni fa: USA, Cina, Russia, Giappone.
Oggi: Cina, USA, Russia, India.

Ricordiamo che India e Cina sono ancora fuori dal protocollo di Kyoto, quell'inutile documento che impone una diminuzione ridicola delle emissioni di CO2.
L'efficienza di assorbimento degli ecosistemi naturali, che ricordo stiamo distruggendo con estrema allegria, è diminuita solo del 5% - ma è diminuita.
Qui e qui alcuni commenti al rapporto. Ma andiamo a vederci gli scatti del calendario Pirelli, piuttosto. Oppure cerchiamo di convincere l'Europa che l'Italia pagherebbe troppo per diminuire le proprie emissioni, specie perché ne andrebbe della competitività dell'industria italiana (una delle più competitive del mondo, come dimostra il caso Alitalia, Air One e company). Lo dice tale Ronchi, ministro di ???, riportato qui. Quindi, mentre il mondo si scalda, un ministro dice che non possiamo permetterci di spegnerlo sennò i (suoi) padroncini non hanno soldi per il Suv del figlio 18enne. Che appena in possesso del mezzo si farà tutta la coca del mondo e investirà una vecchietta (meglio, niente pensioni da pagare) un rom (meglio, meno furti) e una paio di bambini (meglio, nella sua classe ci sono già troppi alunni).
Qualcuno mi indica un negozio di lanciafiamme?

L'illustrazione sopra viene da qua

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26 settembre 2008

Inutile? Un po'


Mi rendo conto che con tutto quello che sta succedendo nel mondo (specie nel mio piccolo mondo, dal quale sono stati bruscamente tolti direttore e vicedirettore nel giro di una settimana) un post in un blog è meno importante di un granello di polvere nell'universo, ma d'altronde se non lo faccio questo frammento di informazione si perderà.
Allora, il sempre attento supplmento della Stampa, Tutto scienze, rivolge la sua augusta attenzione agli Ogm. Non è la prima volta, ma in questa occasione ci si mette d'impegno. Ci sono due articoli molto approfonditi e appassionati, in entrambi i quali, nel secondo "Il Pianeta "bolle" e noi dobbiamo cambiare le piante" un po' meno, si dice che la salvezza per l'umanità è proprio nell'infilare geni di altre piante o di altre varietà nelle piante coltivate. Tutto bene, tutto vero, se non fosse che alcune informazioni sono carenti o addirittura scorrette. Nell'immagine che accompagna l'articolo, per esempio, i geni inseriti nella pianta nuova sono visti come frammenti di Dna puri e semplici, senza alcuna connessione con il resto del patrimonio genetico. Ma questo è ancora poco. Nel primo articolo, "Il riso salvavita ammazzato dall'ignoranza" si parla di ostacoli all'utilizzo del golden rice che avrebbero avuto come conseguenza la morte di migliaia di bambini indiani. E tutto a causa di? Ecco la frase Nessun ecologista (aridaie! n.d.b.) è mai riuscito a indicare un rischio concreto per l'ambiente proveniente da una pianta di riso che contiene pochi microgrammi di carotenoidi nell'nedosperma. Eppure, fino alla primavera 2007, non ci era permesso condurre test in molti Paesi asiatici. Cioè? Questo vuol dire che gli ostacoli dai test sul campo vengono dagli ecologisti? Il resto dell'articolo è altrettanto appassionato e veemente, con una difesa degli organismi geneticamente modificati. Tra i quali, è vero, ci sono anche quelli che contengono un gene per proteggerli da alcuni insetti, in particolare se ricordo bene piralidi. Ma ci sono anche quelli che contengono un gene che li protegge da un eccesso di pesticidi. Che ovviamente possono essere sparsi sul campo a piene mani (anche se sono molto più labili).
Ma insomma, il tutto potrebbe essere rubricato sotto "non parlo certo male della mia ricerca". Giusto; peccato che alle spalle ci sia un giornalista che rivede il tutto. E che, guarda caso, non si è accorto di questo abstract:
A study by scientists from the Nairobi-headquartered international research centre Icipe, in collaboration with the French Institut de Recherche pour le Développement (IRD) has established that bees have the potential to mediate the escape of transgenes (genetically engineered material) from crops to their wild relatives over several kilometres.
Il tutto è uscito su Pnas il 9 settembre, qualche giorno prima dell'uscita di Tuttoscienze. Vogliamo dire che si è trattato di una dimenticanza; vogliamo dire che può essere sfuggito all'autore del testo? Ma vogliamo anche dire che il redattore che si occupa delle pagine forse avrebbe potuto lavorare meglio?


La foto sopra viene da qui

21 settembre 2008

Evoluzionismo sotto gli occhi di tutti


E specialmente della Chiesa Cattolica. Tanto che anche loro si stanno dando da fare per accogliere i 150 anni dell'Origine delle specie e i 200 anni di Darwin. E lo fanno veramente in pompa magna con un convegno che si preannuncia piuttosto importante. Si chiama L'evoluzione biologica: fatti e teorie. Una valutazione critica 150 anni dopo "L'origine delle specie". Qui c'è la pagina iniziale del convegno.
Il convegno, basta guardare i relatori, è sicuramente interessante; ci sono Lynn Margulis, Francisco Ayala, Simon Conway-Morris, Douglas Futuyma, Elliot Sober e, tra gli italiani, Ludovico Galleni e Fiorenzo Facchini tra gli altri (nella pagina relatori li trovate tutti, con link alle pagine personali). Ovviamente si devono andare a vedere alcuni angoli nascosti per capire quale sia l'approccio della Chiesa al convegno. Prima di tutto (e lo si vede anche nei filmati di presentazione della conferenza, tenuti da Ravasi), mi sembra che la chiesa abbia un approccio meno Schoenborniano. Abbia in fondo abbassato un po' le arie e non voglia più inglobare la ragione pura e semplice in quella che il papa definisce la ragione più ampia, quella della fede. Sembra quasi che, almeno Ravasi voglia dire che, in fondo anche la teologia abbia bisogno della scienza (per ripulirla dalla superstizione, dice). Fin qui, un passo avanti che sembra sia stato accolto bene dalla comunità scientifica (basta guardare i relatori).
Ma leggendo con attenzione le pagine del Tema o dello Scopo, si scoprono interessanti angoli di lettura. Prima di tutto il titolo. Perché "fare la festa" a Darwin dopo 150 anni parlando di "fatti e teorie". Quali altre teorie si conoscono che spiegano l'evoluzione biologica? A leggere il resoconto della conferenza stampa di presentazione mi pare di capire che la Chiesa ritenga ancora quasi valida l'ipotesi lamarckiana. Che è si complessa e molto diversa da quella che c'è scritto sui libri, ma che ha alcuni difetti (presenti anche in Darwin) che ne fanno una specie di relitto. Altre teorie non ne conosco, a meno che non si voglia per l'ennesima volta ritirare fuori Teilhard. Che può andare bene alla chiesa, ma che dal punto di vista scientifico vale quanto quello che dico io (poco). Spiace per Mancuso, ma Teilhard può essere un tentativo di unire la religione all'evoluzionismo, ma dal punto di vista scientifico è poco rilevante; l'evoluzione NON può essere direzionale. Qui un commentino sull'articolo stesso.
Poi c'è il sottotitolo "Una valutazione critica 150 anni dopo "L'origine delle specie". Ricordo che critico deriva dal greco crino, che significa giudicare, quindi ha un valore più ampio di quello che usiamo oggi. Ma non penso che qui la critica sia così ampia. No, no, si vuol proprio criticare. Il parere è tutto mio. Non mi sembra un bell'approccio per festeggiare qualcuno.
Lasciamo poi stare alcune affermazioni che a me sembrano un po' sciatte, come il fatto che: L'Origine delle Specie sarà la pietra angolare dell'attuale teoria sintetica dell’evoluzione, o “neodarwinismo”, con l’apporto delle leggi di Mendel nel campo della genetica e della teoria delle mutazioni di Hugo de Vries.
Dice* tale Mayr: "the term neo-Darwinism for the synthetic theory is wrong, because the term neo-Darwinism was coined by Romanes in 1895 as a designation of Weismann's theory.".
Ecco un'altra frase criptica: Tale discussione va condotta in modo razionale, provando a determinare con la più grande esattezza possibile ciò che spiega e ciò che ancora non spiega detta teoria, confrontandola serenamente con altri tentativi di spiegare i meccanismi dell’evoluzione. Sempre in questa prospettiva prettamente scientifica, va poi studiato ciò che sappiamo della comparsa dell’uomo.
Quali sono gli altri tentativi di spiegare i meccanismi dell'evoluzione, per esempio? Mi pare di capire che ci si affidi molto all'epigenetica (considerata da molti come anti-darwiniana, cosa non vera) o i meccanismi di auto-organizzazione (ecco perché c'è Kaufmann).
La parte finale è meno comprensibile (per me). Frasi come: solo un’adeguata riflessione filosofica può articolare, senza confonderli, i piani della scienza da una parte, e della fede o della teologia dall’altra. Quella filosofica deve quindi precedere logicamente la riflessione teologica sul fatto dell’evoluzione come sulle varie teorie che provano a spiegarlo. Ancora una volta si parla di "varie teorie"; ma da nessuna parte, né nel programma né nella presentazione, si dice quali siano queste altre teorie.
Nel programma stesso dopo un paio di sessioni diciamo così normali, sulle prove dell'evoluzione (perché insistono a chiamarle evidenze, una brutta traduzione dall'inglese?) sia paleontologiche che biomolecolari, si passa al punto che preme di più, cioè l'evoluzione umana. E qui si comincia con la commistione tra scienza e filosofia con l'intervento di Facchini; che si intitola "Approccio paleoculturale nell'ominizzazione e possibili implicazioni filosofiche". L'accusa della chiesa agli evoluzionisti di usare indebitamente il darwinismo anche come approccio filosofico qui si palesa, ma dall'altra parte. Anche se è ovvio che sarebbe meglio giudicare dopo aver ascoltato, conferenze che si chiamano Senso metafisico della creazione e dell’evoluzione o Background storico dell’"Intelligent Design" accanto a una di Philip Sloan, che si intitola Il concetto di specie mi sembrano strane. Insomma, non giudicare il libro dalla copertina, dicono gli inglesi, ma qui la copertina è se non altro sospetta.

*La citazione è da What is Darwinism Today? PSA: Proceedings of the Biennial Meeting of the Philosophy of Science Association, Vol. 1984, Volume Two: Symposia and Invited Papers (1984), pp. 145-156

Il prossimo padrone del mondo


Quando (non se) ci sarà McCain come presidente degli Stati Uniti, ricordiamoci del suo record nell'ambiente. Ecco un articolo su salon.com. Che comincia:
Few politicians in history have more successfully sold a phony image about caring for the environment than Sen. John McCain. Leggete e capirete che se Bush ha fatto disastri perché era eterodiretto, questo li farà perché è profondamente contro l'ambiente. Anche il suo parere sulla riforma sanitaria: Opening up the health insurance market to more vigorous nationwide competition, as we have done over the last decade in banking, would provide more choices of innovative products less burdened by the worst excesses of state-based regulation.
Vuole fare alla riforma sanitaria quello che il capitalismo ha fatto all'economia.
Auguri, mondo
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20 settembre 2008

Un dizionario per veri fighi

Un link che vi porterà in un mondo strano e oscuro, allo stesso tempo illuminato e indefinito, inafferrabile e inesistente, olistico e femminile, ricco di fluidi e di altri lati. E' il Fashionable Dictionary, il dizionario cioè del postmodernismo. Capisco solo una parte dei riferimenti, ma quelli che afferro sono decisamente divertenti.
Come E=mc2, cioè
Probably a sexed equation, the product of a male obssession with speed. 'Is e=mc2 a sexed equation?...Perhaps it is. Let us make the hypothesis that it is insofar as it privileges the speed of light over other speeds that are vitally necessary to us. What seems to me to indicate the possible sexed nature of the equation is not directly its uses by nuclear weapons, rather it is having privileged what goes the fastest...' [Luce Irigaray, Le sujet de la science est-il sexue?]

Il resto è altrettanto divertente. E si capisce perché la scienza funziona in alcuni Paesi, e in Italia no.


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16 settembre 2008

E un bel chissenefrega?


Proseguendo nella sua lotta contro l'evoluzionismo, il Corriere della Sera ospita un'accozzaglia di pareri sulle cosiddette "scuse" che la Chiesa anglicana ha rivolto a Darwin per non aver capito la sua teoria. Da questo spunto, interessante se non curioso (alcuni successori di Darwin si sono un po' arrabiati per il tono "familiare" della lettera) l'articolista parte per intervistare esponenti del mondo cattolico che in un modo o nell'altro hanno "toccato" l'argomento Darwin. Il primo è un teologo, tale Mancuso, che ne approfitta per dire che oltre che le scuse a Darwin la Chiesa ne dovrebbe approfittare per riabilitare Teilhard de Chardin. Il che potrebbe avere anche una logica, ma con Darwin non c'entra niente. Anche se lo spunto è la teoria dell'evoluzione, le differenze tra Darwin e Teilhard de Chardin sono talmente evidenti che il tutto (riabilitazione et similia) si configura come una specie di polemica interna che con i rapporti tra scienza e religione ha pochissimo a che fare.
Il secondo intervistato è Facchini (qui una serie di articoli che ne parlano), un paleontologo cui Darwin va bene finché non si parla di uomo. Da quel punto in poi, come ha scritto nei suoi libri entra la mano del signore del piano di sopra (un pilota di elicottero? chiede Temperance Brennan). E in ogni caso la biologia non può affrontare "fondamentali domande di significato"..."cui si può rispondere solo ponendosi su un piano differente, di carattere filosofico e religioso". Chissa perché, ma fino a questo punto sono opinioni di religiosi, non direttamente sull'evoluzione. Da lì in poi si precipita nel baratro dei giudizi "a ca&&o". Per esempio lo storico Roberto de Mattei, presidente della Fondazione Lepanto (un specie di think tank retrocattolico, "un'istituzione no-profit fondata a Washington D.C. nel marzo 2001 in difesa dei principi e delle istituzioni della Civilità Cristiana".) Il signore in questione, profondo conoscitore della teoria dell'evoluzione (!) dice che "L'evoluzione è solo un'ipotesi filosofica, che non ha trovato un serio supporto da parte della ricerca empirica". Creo che basti questo per dire del potenziale intellettivo di questo defensor fidei e nemico dei Turchi. Ma lui prosegue, dicendo in poche parole che nazismo e comunismo sono derivati dal darwinismo (a dire la verità, afferma che la teoria ha avuto "traduzioni catastrofiche" sul piano politico). È curioso, a questo punto, che nessuno di questi giganti del pensiero dica mai che anche il capitalismo ha avuto origine (o almeno, giustificazione teorica) dal darwinismo. Forse perché il capitalismo fa loro comodo ed ènelle loro corde, per così dire.
Ma proseguiamo. Dopo de Mattei (che rifiuta l'idea di riabilitare Teilhard de Chardin perché è una "tipica espressione del modernismo novecentesco") ecco la storica Lucetta Scaraffia. Nota per aver fatto a pezzi Darwin e il giornalismo obiettivo in una serie di trasmissioni radiofoniche di pessima fattura, la Scaraffia si presenta stavolta obiettiva (once in a lifetime). Dice infatti che "bisogna distinguere tra le sue [di Darwin] teorie scientifiche dall'uso antireligioso che ne è stato fatto dalla propaganda area".
Il pezzo si conclude col botto, intervistando uno dei peggiori e più faziosi giornalisti italiani, quel Blondet che, invelenito da non si sa chi, ha scritto ridicoli pamphlet contro Darwin, come "L'uccellosauro e altri animali" (già il titolo è tutto un programma). Secondo il livido e paranoico Blondet "La teoria dell'evoluzione viene tenuta in piedi dalla corporazione dei biologi [ohibò, dove si compra la tessera? NdB], ma è smentita di continuo dalle scoperte della paleontologia e della genetica".
Commenti? Non si capisce perché il Corriere continui ad ospitare personaggi quanto meno squalificati, ultraconservatori, ignorati da tutti o tutte le cose insieme. Secondo, questi geni della scienza continuano a confondere l'evoluzione con la spiegazione di Darwin, cioè la selezione naturale. Il primo è un fenomeno accettato da tutti, sulla seconda (almeno fino alla Nuova Sintesi) c'erano molti dubbi. Che, infine, si continui a dire che è un complotto dei biologi e che le prove sono tutte contro sta cominciando a stufare. Chiedere al Corriere di smetterla? Potrebbe esse un'idea.

Nomen omen


Ricordo che Palin, in greco, vuol dire "all'indietro"...

15 settembre 2008

Niente di più intelligente...

ho visto negli ultimi 6 anni. Questo è John Cleese, lo scienziato che ha scoperto un gene che...

11 settembre 2008

L'intelligenza del pianeta è costante...


... e la popolazione aumenta. Ma alcuni, quando è stata distribuita l'intelligenza, erano a giocare a biliardo. Oppure io non capisco la metaironia. O tutte le cose insieme. Insomma, per farla breve, dalla rivista satirica The onion si viene a sapere che sul muro di una casa di Dayton (Oh) è apparso il ritratto di Darwin, e che numerosi evoluzionisti si sono precipitati sul luogo per venerare e toccare la sacra effige, come per esempio la madre che dice "I brought my baby to touch the wall, so that the power of Darwin can purify her genetic makeup of undesirable inherited traits". Chi conosce gli evoluzionisti (miscredenti senza dio, peraltro) sa benissimo che se anche succedesse una cosa del genere nessuno si scomoderebbe per andare a toccare un po' di muffa sul muro (di questo si tratta, come quando appare Gesù, la Madonna o qualsiasi santo). Qui un commento dell'ottimo Turone.
Invece... Invece, in un sito ben fatto e ben costruito che mi è stato segnalato dal solito professor Formenti leggo questo post. In cui si accusano gli evoluzionisti di fervore religioso, non molto diverso da quello che accade a Medjugorje. E si conclude con questo commento :
Non male per degli adepti del metodo scientifico. Attenzione al lessico; gli adepti sono di solito quelli che credono o seguono una determinata religione, non gli scienziati.
I commenti sono altrettato candidi. Uno dice:
Le ipotesi sono due: o stavano facendo della pura ironia, oppure della scienza non hanno capito un c***o.
Che delusione, che delusione…

Per poi procedere alla demolizione della teoria di Darwin e seguagi con motivazioni che potevano andare bene nel secolo scorso o nell'America più rurale. Tipo:
Scusa Nailor, ma quali fossili hai visto? Hai visto quelli delle scimmie e poi quelli degli ominidi, ma poiché i processi evolutivi sono lunghissimi, dove sono tutte le fasi intermedie?
O ancora:
Da questo a dire che da un cane possa venirne un volatile mi pare ne corra di buon senso. Anche perché di cani-qualglia, poi cani-quaglia-quaglia ed infine cani-quaglia-quaglia-quaglia, fossili non ce ne sono.
In fondo, Joe Silver conclude:

The Onion e’ un giornale satirico che pubblica notizie fasulle.
Per il resto, se uno e’ cosi’ “gnocco” da cascare in burle di questo genere, non mi meraviglio che consideri l’Intelligent Design una “teoria” “non priva di qualche interesse”

Non ho curiosato attorno nel blog, mi sono basato solo su questo post. E mi sembra che ancora una volta gli oppositori a una scienza già consolidata e con pochi dubbi si dimostrino piuttosto... creduloni. Ma in fondo, sempre religiosi sono.

10 settembre 2008

Ancora orsi


Questa faccenda degli orsi che annegano ha toccato i cuori di molti (ovviamente, visto che si tratta di animali grossi e molto pelosi). Però è stata affrontata in maniera diversa da vari "commentatori". La notizia in sé avrebbe avuto bisogno di più approfondimento, come fanno notare alcuni negazionisti, come per esempio accertarsi del fatto del vero annegamento (anche se episodi di tal fatta sono già stati denunciati qualche anno fa). Oppure se è vero che "l'istinto li porta verso nord, e non vanno dove c'è più ghiaccio costiero". Ma insomma, mi pare che, al di là dell'episodio particolare, non sia difficile dimostrare che il pericolo per gli orsi polari esiste. Questo post è però una specie di commento tangenziale, un metacommento direi, su un paio di articoli (o, come dicono i miei colleghi, articolesse) generati proprio da quanto accade alla Terra. Il primo è di Francesco Merlo, sulla Repubblica (l'ho trovato qui, sul sito del PD, ma accontentiamoci). Il buon Merlo, che ovviamente non conosco, attacca paragonando la scomparsa degli orsi a quella dei dinosauri
quando l´acqua ha preso il posto della terra;
prosegue poi con ardite metafore, paragoni pindarici, accostamenti curiosi tra gli orsi e la specie umana. Entrambi destinati a morire a causa del riscaldamento. Per andare avanti con
L´Apocalisse del clima prevede infatti che il mare vinca la sua eterna battaglia contro la terra inaridita e soggiogata dagli insetti. E importa poco il conflitto ideologico tra i molti, che se la prendono con l´Occidente che ha fatto industria della Natura, e i pochi altri che ribattono che riscaldamenti e glaciazioni, piccole e grandi, si erano verificate prima dell´avvento del modo di produzione industriale, e che l´eccentricità dell´orbita ellittica della Terra non può essere causata dalle bombolette spray.

Soggiogata dagli insetti? Sì certo, gli insetti sono senz'altro milioni, ma che soggioghino la Terra mi sembra un po' troppo. A meno che la poetica di Merlo non assimili gli insetti alla specie umana.
eccentricità dell´orbita ellittica della Terra non può essere causata dalle bombolette spray. Se qualcuno ha mai detto una cosa del genere, si avvicini per favore a quei due signori in camice bianco. L'orbita ellittica è lì da mo', circa 4 miliardi di anni. E le bombolette spray hanno, al massimo, assottigliato lo strato di ozono. Che, sì, agisce come gas a effetto serra, ma non è certo il fattore più importante.
Sono senz'altro notizie orecchiate dal buon Merlo, e risputate nell'impeto della poesia di un pezzo giornalistico.
E conclude:
un orso che rappresenti anche gli umani del prossimo futuro, ridotti dalla catastrofe climatica a vagabondi impauriti, a zingari sempre bagnati e sempre arrostiti, uomini-orsi costretti a sopravvivere nuotando, orsi in fuga per deserti di sabbia ma dentro ghiacciai perenni, con i pesci sui rami degli alberi, le piante di terra radicate in cielo, gli uccelli che diventano rettili e gli orsi che si fanno pesci azzurri.
Se qualcuno conosce da chi si rifornisce Merlo, me lo dica, dev'essere roba buonissima. Capisco, ancora una volta, la poesia, l'uso delle metafore, l'arte...
Ma andiamo avanti: un pezzo dello stesso tenore quello di tale Rumiz sullo scioglimento dei ghiacci artici. Hanno mandato il signore, presumo un romanziere, per vedere come vanno le cose. E lui ha visto
Orsi bianchi, s'intende, che non vanno mai in letargo; armadi ambulanti pronti a divorarsi un uomo.
E come ci si difende?
Con gli orsi bianchi, per fermarli, hai bisogno di un cannone a proiettili esplosivi. Se non gli apri un buco nella pancia non smettono di caricare.
E cosa trovi attorno alle case?
Vertebre di balena, pinne caudali accatastate accanto a copertoni, barili di petrolio e slitte di legno deformate dal gelo; rostri, pesanti come piombo, accanto a jeep dalle gomme sgonfie; mascelle gigantesche e costole grandi come due uomini adulti abbandonate all'aperto fra marmitte arrugginite e resti di motoslitte. Enormi scheletri di pinne caudali, cioè di zampe posteriori, giacciono impolverati nei cortili tra topolini muschiati e lemming - specie di scoiattoli rossastri a coda corta - che ti passano tra i pedi come saette.
Più avanti:
E radici di alberi portati dalle correnti del Pacifico, l'unico legname che esiste in questo mondo senza vegetazione
Il pezzo va avanti così, anche qui con voli pindarici e trovate immaginifiche. Che sono curiose, senz'altro, che però dopo un po' vengono a noia. Ma questo è solo il mio modo di vedere la letteratura.
Le pinne caudali delle balene sono le zampe posteriori? E da quando? Mai visto un mammifero (sì, le balene sono mammiferi) con la coda E le zampe posteriori?
I lemming sono scoiattoli? E i topolini muschiati (che credo siano topi muschiati, che pesano fino a 1 chilo e mezzo) ti passano tra le zampe?
E l'erba bassa della tundra non è vegetazione?
Nel primo pezzo, che sono andato a vedere, c'è questa frase:
Il cielo è segnato ovunque da squadriglie di oche, anatre, gru, e Sand Pipers (bestiole trampoliere dal becco lungo a canna di flauto, di cui non trovo il nome italiano) che vanno in formazione verso il Sudovest dell'Asia e il Sudest dell'America.
Per i Sand Pipers era così difficile trovare che sono piovanelli o piro piro?
Quello che veramente è irritante sono gli errori, le marchiane imprecisioni, le stupidaggini messe lì senza alcun costrutto, tanto perché "suona bene".
Non voglio certo riempire i giornali di resoconti scientifici, aridi e noiosi, ma questa eterna persenza di letterati ovunque, di laureati al Liceo classico, che fa tanto cultura, di questi poeti fino al midollo, mi fa capire anche perché l'Italia sta subendo una decandenza senza scampo. Nei media, ma non solo, in qualunque amministrazione e "siti di comando" non ci sono tecnici, idraulici della cultura e della comunicazione, grigi ragionieri dei numeri e dei fatti che dicono le cose come stanno, le controllano e le ricontrollano, non schifano le fonti scientifiche (e che le capiscono soprattutto), non sentono il richiamo delle muse ogni volta che si trovano sul cesso, che sentono la vergogna quando dicono "non so cos'è", che conoscono Google e Wikipedia e sanno scoprire che i Sand Pipers non sono i pifferai della sabbia, ma i piovanelli. Sono stufo di questi poetastri fuori luogo, che invadono qualsiasi angolo della comunicazione, che si vantano di una cultura senza tempo, ma fuori tempo, che nei segni della Terra sanno leggere solo metafore di cui vantarsi. Un approccio quanto meno medievale alla vita degli animali e della natura; un approccio che nell'altro da noi vedo solo un pallido riflesso del nostro io gonfiato come una rana davanti al bue-universo. Voglio che queste cose me le raccontino umili scribacchini professionisti, che si preparano quando vanno in un luogo e si stampano la mappa da GoogleMaps con i punti da toccare. È troppo chiedere un Quammen in sedicesimo (di cui consiglio questo libro meraviglioso)?

03 settembre 2008

Ma la Scaraffia...

... che sproloquia di morte cerebrale è la stessa che pensa che il Dna sia un problema per l'evoluzionismo?
E che prodotto il peggior esempio di divulgazione scientifica in Italia?
Qualcuno dice ancora che capo del governo non ci sono lo psiconano ma la garavaglia e il papa?


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A lezione di fonti


Allora, il post sull'orso ha generato qualche risposta. Interessante, mi dico, non tutti sono d'accordo, quindi c'è qualcosa su cui discutere. Magari io continuerò a pensarla come prima, cioè che anche un orso ogni 15 anni potrebbe aiutare a costituire una popolazione (anche considerando il fatto che col riscaldamento globale magari d'ora in poi capita un orso ogni 10 o 7 anni). Poi alla fine arriva questo messaggio:
L'orso polare a cui si scoglie il ghiaccio sotto ai piedi è un'icona algoriana di successo. Tutti oramai temono per le sorti degli Orsi polari. Quello che nessuno sa però è che gli Orsi polari sono fortemente aumentati, passando da 5.000 a 20.000 esemplari in pochi anni e non corrono assolutamente pericolo di estinzione, a fronte del 90% del ghiaccio artico tuttora presente. (fonte: intervista a Sterling Burnett, titolare degli studi su clima e ambiente al National Center for Policy Analysis di Dallas, rilasciata alla Stampa di Torino del 3 febbraio 2006 e riportata nel libro: Che tempo farà - Falsi allarmismi e menzogne sul clima; di Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari, Piemme 2008).

Beh, mi dico, un tipo deciso, con dati chiari e definitivi. Allora faccio quello che fa ogni giornalista di buona professionalità (non che io lo sia, sono piuttosto modesto, ma qualche trucco l'ho imparato).
Primo problema: c'è una sola fonte, cioè questo Burnett, che afferma senza tema di smentita che gli orsi sono andati da 5000 a 20000 in pochi anni. Chi è, e come fa a saperlo? Uno zoologo esperto di orsi polari, un ecologo nordico? Una piccola ricerca mi fa scoprire niente di tutto questo; è un fellow (una specie di collaboratore) del National Center for Policy Analysis, dove si occupa di politica ambientale e delle armi. E il National Center for Policy Analysis cos'è? Un think tank conservatore che si occupa di diffondere "soluzioni provenienti dal libero mercato per problemi odierni". Interessante; e chi li paga? Tra l'85 e il 2005 ha ricevuto 8.499.850 di dollari in 1651 grant da, fra gli altri: Daimler Chrysler Corporation Fund, El Paso Energy Foundation, ExxonMobil Foundation, Eli Lilly and Company Foundation, Lilly Endowment, Procter & Gamble Fund. Noterete la presenza di Exxon (465.900 dall'ExxonMobil dal 1998 fonte http://www.exxonsecrets.org/. I dati sono pubblici e ufficiali, non smentibili diciamo) e Daimler Chrysler, che producono petrolio e automobili, fra le altre cose. Non i più disinteressati tra i finanziatori. Già questo è sospetto, ma andiamo a vedere i numeri veri e propri; può darsi che gli orsi polari siano veramente aumentati.
Ho chiesto a qualcuno nella comunità zoologica, e mi ha indirizzato verso Andrew Derocher, che è capo del Polar Bear Specialist Group dell'IUCN/SS. Insomma un esperto di orsi, che li conta dall'elicottero. Ecco la risposta che ho trovato sul suo sito, proprio a proposito dell'aumento da 5000 a 20000 che è stato diffuso da organi televisivi come la Fox: The bottom line here is that it is an apples and oranges issue. The early estimates of polar bear abundance are a guess. There is no data at all for the 1950-60s. Nothing but guesses. We are sure the populations were being negatively affected by excess harvest (e.g., aircraft hunting, ship hunting,self-killing guns, traps, and no harvest limits). Insomma, si sapeva che gli orsi non erano tantissismi perché gli sparavano anche dalla finestra di casa (come dice Fulco Pratesi, i Nembrotte sono ovunque). Ma non c'era assolutamente nessuna stima affidabile. Dopo il divieto di caccia alcune popolazioni sono aumentate, altre diminuite, ma nessuno sa da dove si partiva. Insomma, la percentuale di aumento è completamente inventata. Ma, per esempio, nella Hudson Bay occidentale previously sustainable harvests cannot be maintained as the reproductive and survival rates have declined due to changes in the sea ice. Cioè, non si possono più cacciare perché la sopravvivenza è diminuita a causa dei cambiamenti nel ghiaccio marino. Conclude Derocher Look at the messengers: lobby groups for big business say there is no problem.
Seconda affermazione: il 90% del ghiaccio artico è ancora presente. Lo dice sempre Burnett, che ovviamente non svela le sue fonti. E anche con un bello sforzo, non sono riuscite a trovarle neppure io. Però ho scoperto che il National Snow and Ice data Center ha detto, la settimana scorsa, che Sea ice extent has fallen below the 2005 minimum, previously the second-lowest extent recorded since the dawn of the satellite era. Will 2008 also break the standing record low, set in 2007? We will know in the next several weeks, when the melt season comes to a close. The bottom line, however, is that the strong negative trend in summertime ice extent characterizing the past decade continues. Cioè che l'estensione dei ghiacci è andata sotto quella del 2005 (il secondo anno più "sghiacciato", e solo alla fine di quest'anno sapremo se il 2008 batterà il record del 2007, l'anno con meno ghiaccio da quando sono iniziate le misurazioni.


Per concludere con questa immagine.

Figure 1. Daily Arctic sea ice extent for August 26, 2008, fell below the 2005 minimum, which was 5.32 million square kilometers (2.05 million square miles). The orange line shows the 1979 to 2000 average extent for that day. The black cross indicates the geographic North Pole.


Bene, ora la fonte secondaria. La Stampa (da cui proviene l'intervista, la leggo tutti i giorni) è famosa, o meglio lo era, per il suo approccio negazionista. Ha pubblicato parecchi articoli in cui, visto che non poteva negare l'opinione degli scienziati, cercare di instillare qualche dubbio intervistando tizi di dubbia (scusate...) fama, come questo Burnett. Che sarebbe come intervistare Fede sul conflitto di interessi.
I due autori del libro citato sopra, infine, sono docente e direttore del Master in Scienze ambientali del Pontificio Ateneo Regina Apostolorum e collaboratori di “Avvenire”. Sono famosi per alcuni libri in cui denunciano le bugie degli ambientalisti, tacciandoli di tutte le colpe della Terra, dal nazismo al comunismo al femminismo. I libri sono delle vere fetecchie, non hanno un dato preso da una rivista scientifica, ma solo interviste provenienti da giornali o trasmissioni televisive. Nessun ricercatore compare mai, se non come oggetto di scherno o fonte di frammenti di interviste che gli fanno dire tutto e il contrario di tutto. I due autori sono infine legati al mondo cattolico tradizionalista, e i libri in cui denunciano le "bugie" degli ambientalisti sono addirittura tre. Ecco la presentazione sul sito della casa editrice del libro di cui sopra:
Mentre da più parti si levano prepotenti le voci dei nuovi “profeti di sventura” della climatologia, una breve storia di tale disciplina – recente e passata – mette in luce le mille domande sul clima che ancora attendono risposta.
Le pretese di verità accampate dai movimenti ambientalisti, che nel nome della salvezza del pianeta prefigurano scenari apocalittici, altro non sono che tecniche di marketing per favorire gli interessi speculativi di grandi gruppi economici. Le testimonianze, i documenti e gli studi statistici qui raccolti mostrano che le previsioni di surriscaldamento della terra sono inattendibili. Fondate sulle manipolazioni dei pochi dati scientifici certi, queste false teorie fanno del mutamento del clima un “mito” creato a tavolino, con l’unico scopo di spargere timori infondati e di sostenere, di riflesso, il business dell’energia rinnovabile.
Un’inchiesta approfondita che racconta i casi, sfata i pregiudizi e denuncia i falsi allarmismi.

No comment.

La foto dell'orso sopra è di Ansgar Walk, ed è in licenza Creative Commons

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Now playing: The Animated Egg - Sippin' And Trippin' (Technicolor Web of Sound (www.techwebsound.com))
via FoxyTunes

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