
Questa faccenda degli orsi che annegano ha toccato i cuori di molti (ovviamente, visto che si tratta di animali grossi e molto pelosi). Però è stata affrontata in maniera diversa da vari "commentatori". La notizia in sé avrebbe avuto bisogno di più approfondimento, come fanno notare alcuni negazionisti, come per esempio accertarsi del fatto del vero annegamento (anche se episodi di tal fatta sono già stati denunciati qualche anno fa). Oppure se è vero che "l'istinto li porta verso nord, e non vanno dove c'è più ghiaccio costiero". Ma insomma, mi pare che, al di là dell'episodio particolare, non sia difficile dimostrare che il pericolo per gli orsi polari esiste. Questo post è però una specie di commento tangenziale, un metacommento direi, su un paio di articoli (o, come dicono i miei colleghi, articolesse) generati proprio da quanto accade alla Terra. Il primo è di Francesco Merlo, sulla Repubblica (
l'ho trovato qui, sul sito del PD, ma accontentiamoci). Il buon Merlo, che ovviamente non conosco, attacca paragonando la scomparsa degli orsi a quella dei dinosauri
quando l´acqua ha preso il posto della terra; prosegue poi con ardite metafore, paragoni pindarici, accostamenti curiosi tra gli orsi e la specie umana. Entrambi destinati a morire a causa del riscaldamento. Per andare avanti con
L´Apocalisse del clima prevede infatti che il mare vinca la sua eterna battaglia contro la terra inaridita e soggiogata dagli insetti. E importa poco il conflitto ideologico tra i molti, che se la prendono con l´Occidente che ha fatto industria della Natura, e i pochi altri che ribattono che riscaldamenti e glaciazioni, piccole e grandi, si erano verificate prima dell´avvento del modo di produzione industriale, e che l´eccentricità dell´orbita ellittica della Terra non può essere causata dalle bombolette spray.Soggiogata dagli insetti? Sì certo, gli insetti sono senz'altro milioni, ma che soggioghino la Terra mi sembra un po' troppo. A meno che la poetica di Merlo non assimili gli insetti alla specie umana.
eccentricità dell´orbita ellittica della Terra non può essere causata dalle bombolette spray. Se qualcuno ha mai detto una cosa del genere, si avvicini per favore a quei due signori in camice bianco. L'orbita ellittica è lì da mo', circa 4 miliardi di anni. E le bombolette spray hanno, al massimo, assottigliato lo strato di ozono. Che, sì, agisce come gas a effetto serra, ma non è certo il fattore più importante.
Sono senz'altro notizie orecchiate dal buon Merlo, e risputate nell'impeto della poesia di un pezzo giornalistico.
E conclude:
un orso che rappresenti anche gli umani del prossimo futuro, ridotti dalla catastrofe climatica a vagabondi impauriti, a zingari sempre bagnati e sempre arrostiti, uomini-orsi costretti a sopravvivere nuotando, orsi in fuga per deserti di sabbia ma dentro ghiacciai perenni, con i pesci sui rami degli alberi, le piante di terra radicate in cielo, gli uccelli che diventano rettili e gli orsi che si fanno pesci azzurri.Se qualcuno conosce da chi si rifornisce Merlo, me lo dica, dev'essere roba buonissima. Capisco, ancora una volta, la poesia, l'uso delle metafore, l'arte...
Ma andiamo avanti:
un pezzo dello stesso tenore quello di tale Rumiz sullo scioglimento dei ghiacci artici. Hanno mandato il signore, presumo un romanziere, per vedere come vanno le cose. E lui ha visto
Orsi bianchi, s'intende, che non vanno mai in letargo; armadi ambulanti pronti a divorarsi un uomo. E come ci si difende?
Con gli orsi bianchi, per fermarli, hai bisogno di un cannone a proiettili esplosivi. Se non gli apri un buco nella pancia non smettono di caricare.E cosa trovi attorno alle case?
Vertebre di balena, pinne caudali accatastate accanto a copertoni, barili di petrolio e slitte di legno deformate dal gelo; rostri, pesanti come piombo, accanto a jeep dalle gomme sgonfie; mascelle gigantesche e costole grandi come due uomini adulti abbandonate all'aperto fra marmitte arrugginite e resti di motoslitte. Enormi scheletri di pinne caudali, cioè di zampe posteriori, giacciono impolverati nei cortili tra topolini muschiati e lemming - specie di scoiattoli rossastri a coda corta - che ti passano tra i pedi come saette.Più avanti:
E radici di alberi portati dalle correnti del Pacifico, l'unico legname che esiste in questo mondo senza vegetazioneIl pezzo va avanti così, anche qui con voli pindarici e trovate immaginifiche. Che sono curiose, senz'altro, che però dopo un po' vengono a noia. Ma questo è solo il mio modo di vedere la letteratura.
Le pinne caudali delle balene sono le zampe posteriori? E da quando? Mai visto un mammifero (sì, le balene sono mammiferi) con la coda
E le zampe posteriori?
I
lemming sono scoiattoli? E i topolini muschiati (che credo siano
topi muschiati, che pesano fino a 1 chilo e mezzo) ti passano tra le zampe?
E l'erba bassa della tundra non è vegetazione?
Nel primo pezzo, che sono andato a vedere, c'è questa frase:
Il cielo è segnato ovunque da squadriglie di oche, anatre, gru, e Sand Pipers (bestiole trampoliere dal becco lungo a canna di flauto, di cui non trovo il nome italiano) che vanno in formazione verso il Sudovest dell'Asia e il Sudest dell'America.Per i Sand Pipers era così difficile trovare che sono piovanelli o piro piro?
Quello che veramente è irritante sono gli errori, le marchiane imprecisioni, le stupidaggini messe lì senza alcun costrutto, tanto perché "suona bene".
Non voglio certo riempire i giornali di resoconti scientifici, aridi e noiosi, ma questa eterna persenza di letterati ovunque, di laureati al Liceo classico, che fa tanto cultura, di questi poeti fino al midollo, mi fa capire anche perché l'Italia sta subendo una decandenza senza scampo. Nei media, ma non solo, in qualunque amministrazione e "siti di comando" non ci sono tecnici, idraulici della cultura e della comunicazione, grigi ragionieri dei numeri e dei fatti che dicono le cose come stanno, le controllano e le ricontrollano, non schifano le fonti scientifiche (e che le capiscono soprattutto), non sentono il richiamo delle muse ogni volta che si trovano sul cesso, che sentono la vergogna quando dicono "non so cos'è", che conoscono Google e Wikipedia e sanno scoprire che i Sand Pipers non sono i pifferai della sabbia, ma i piovanelli. Sono stufo di questi poetastri fuori luogo, che invadono qualsiasi angolo della comunicazione, che si vantano di una cultura senza tempo, ma fuori tempo, che nei segni della Terra sanno leggere solo metafore di cui vantarsi. Un approccio quanto meno medievale alla vita degli animali e della natura; un approccio che nell'altro da noi vedo solo un pallido riflesso del nostro io gonfiato come una rana davanti al bue-universo. Voglio che queste cose me le raccontino umili scribacchini professionisti, che si preparano quando vanno in un luogo e si stampano la mappa da GoogleMaps con i punti da toccare. È troppo chiedere un
Quammen in sedicesimo (di cui consiglio
questo libro meraviglioso)?