
La notizia è breve, quasi una curiosità, ma vale la pena riportarne i punti principali. Il titolo è: Il dramma degli orsi naufraghi: "Il loro iceberg si è sciolto". In sé la cosa è già accaduta altre volte, ma questi sono (erano) nove, tutti insieme, e stanno morendo uno a uno. Allora, un iceberg dove stavano alcuni orsi polari si è sciolto, e loro hanno cominciato a nuotare per trovare il ghiaccio o la terraferma. Però La terra più vicina era a una distanza raggiungibile per questi instancabili animali: un centinaio di chilometri più a sud. Ma l'istinto li ha spinti a muoversi in direzione opposta, verso nord,. E allora, anche se sono ottimi nuotatori, non ce la fanno. Ecco il primo punto: non so se lo facciano per istinto o per abitudine, certo è che nuotano verso un posto dove da migliaia di anni c'è ghiaccio, cioè il Polo nord. Solo che adesso non c'è più. La causa, molto probabilmente, è il riscaldamento globale, a sua vola provocata dalle attività umane (a questo punto astenersi negazionisti). Tra le attività umane più "colpevoli", c'è l'estrazione e quindi l'uso del petrolio. E' quindi piuttosto ironico che: L'avventura degli orsi sperduti tra l'Alaska e il Polo è così presto diventata una tragica odissea per tornare a casa, filmata, fotografata e seguita dagli specialisti del governo americano e delle compagnie petrolifere che operano in quella desolata. Il grassetto mio. Cioè, prima togliamo loro la terra (il ghiaccio) di sotto i piedi, poi andiamo a filmarli per cercare di salvarli. Questo la dice lunga sulla psicologia dell'uomo: la visione generale non cambia assolutamente quella particolare e singola; che IO come petroliere sia la causa prima e diretta della morte di un'intera specie, non mi impedisce di cercare di salvarne alcuni componenti. Perché l'orsetto bianco in sé è carino, la specie in sé non la vedo. Se fossero coerenti, i petrolieri (che per filmare gli orsi hanno dovuto spendere dei soldini, non credo che gli elicotteri volino gratis), dovrebbero sparare alle bestie in acqua. Ma questo non si fa, poi passi per il cattivo di turno; molto meglio una lunga agonia che una caritatevole fucilata. E questo vale sia per la specie che per il gruppo di individui.
Ma proseguiamo: Sempre più spesso capita che arrivino a nuoto, o su piccoli iceberg, fino all'Islanda, dove la popolazione locale peraltro li uccide a fucilate appena raggiungono la riva. E così, anche l'Islanda si è giocata la mia vacanza (nel senso che non ci vado più; non che potessi farlo, ma almeno adesso ho una scusa per non andarci, olgtre alla caccia alla balena...). Insomma, la nazione nordica, che passa per ecologista, ammazza gli orsi appena arrivano stremati sulla spiaggia. Poi cerca di salvare il pianeta (forse meglio, le sue chiappe) andando verso un'economia dell'idrogeno, non usando più petrolio e compagnia cantante.
Ovviamente si potrebbero soccorrere in qualche modo, ma costa troppo ed è molto difficile (gli orsi sono bestioline di qualche quintale, e soccorrerli anche se sono deboli in mare non è le cosa più facile del mondo). Ma qualcuno ci tenta, anche se sarebbe molto meglio tenere quei soldi per fare campagne contro il riscaldamento globale. Insomma, un groviglio di contraddizioni.
La foto sopra viene da qui


.jpg)

