
Nella mia lotta contro la "cultura industriale" mi imbatto spesso in analisi approfondite su quanto accade negli Stati Uniti. Nella maggior parte dei casi però sono faccende per così dire amatoriali, fatte magari bene ma da individui singoli che hanno seguito la sorte di questo o quel documento, di questa o quella commissione. Ora ho scoperto un
post in un blog di un comunicatore che racconta di un vero articolo scientifico (difficile da leggere,
costa anche 22 $. Anche se a questo link è possibile leggere
una prima analisi in pdf)) che ha seguito con rigore la nascita di molti libri negazionisti dalla metà degli anni '70 ad oggi. L'articolo dice brevemente che il 90 per cento dei libri di "scettici" ha radici o finanziamenti nei cosiddetti
think tank, cioè strutture di pressione politica e sociale che, in questo caso, sono finanziati da varie associazioni o industrie, come American Petroleum institute, Exxon o Greening earth society. Il risultato, ottenuto, è stato quello di ritardare qualsiasi applicazione anche blanda del principio di precauzione nel caso del clima. Non è stato possibile infatti negli Stati Uniti porre nessun tipo di limite alle emissioni di composti del carbonio. Qui
un post interessante che spiega come sono nate alcune posizioni negazioniste, sempre negli Stati Uniti.
Mi sono chiesto a questo punto se sia possibile rintracciare qualcosa di simile anche in Italia. A parte istituti come il Bruno Leoni (niente link, no), un'associazione iperliberista che si oppone al riscaldamento globale di origine umana con motivazioni abbastanza ridicole, non trovo molto. I libri pubblicati contro il riscaldamento globale, o contro le
cosiddette "Bugie degli ambientalisti" (o "Che tempo farà") sono ancora più superficiali, e pensare che ci sia qualcuno che dà i soldi per questi fogliacci mi fa un po' ridere. D'altronde ci sono mezzi più sottili, come articoli sui giornali (La Stampa si caratterizza per questo filone) o interventi alla televisione (come alcuni di Roberto Vacca, di cui però non trovo traccia). Ovviamente qualche spintarella in questo senso c'è, specie ora che la confindustria è al comando del Paese, ma pensare a teorie della cospirazione anti
global warming qui in questa nazione di straccioni mi sembra eccessivo. Anche perché le voci più ascoltate, da Luca Mercalli in poi, sono studiosi seri che "certificano" il
global warming antropogenico. Ma magari mi sbaglio; cercherò di seguire la faccenda.
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