28 aprile 2008

Un nuovo albero delle bestie

Nel senso degli animali. Grazie a questo post di Pikaia sono venuto a sapere che tra i primi a staccarsi dalla linea degli unicellulari non ci sarebbero state le spugne (qui wiki in inglese), come si pensava fino a qualche tempo fa e come ci hanno insegnato all'università, ma gli Ctenofori. Sono questi ultimi animali molto simili agli Cnidari (meduse e polipi del corallo) solo che invece di avere cnidocisti hanno strutture cellulari ce si appiccicano alla prede e le catturano. Non sono proprio dei mostri di complessità, ma insomma sono certo più complicate delle spugne, che hanno solo un paio o tre di cellule diverse, non hanno sistema nervoso e se sono frullate poi tornano assieme. La notizia di cui sopra dice invece che apparentemente, guardando la struttura del genoma di questi animali, i primi a diventare multicellulari sono stati proprio gli ctenofori. Il lavoro tra altre conclusioni, come quella che "il phylum degli onicofori (Onychophora) è stato confermato come sister group degli artropodi (Arthropoda), status fino ad ora conteso con i tardigradi (Tardigrada); inoltre, i miriapodi (Myriapoda), come i millepiedi, sono risultati più prossimi ai ragni piuttosto che agli insetti. Infine, gli anellidi (Anellida), il gruppo dei comuni lombrichi, costituiscono un clade complesso con nemertini (Nemertea), foronidi (Phoronida) e brachiopodi (Brachiopoda), strettamente imparentato al phylum dei molluschi (Mollusca)" (tutto ciò l'ho copiato paro paro da Pikaia, spero che Andrea Romano non si arrabbi). Per chiare le cose c'è anche questa immagine, che io trovo bellissima (presa dal sito del Boston Globe):

Allora, cosa ci dice tutto ciò. Anche se spesso mi incasino, sono sempre del parere che sia il caso di trarre conclusioni più o meno filosofiche da ogni scoperta scientifica. Specie se va contro il comune sapere, anche quello da università. Ci dice che ancora una volta, il concetto di scala naturae è sbagliato. Non è vero che si va dal più semplice al più complesso, come ha detto una volta anche l'attuale papa (devo trovare la citazione, per ora è una cosa detta un po' così). Le specie, i generi, anche i phyla sono semplici e complicati secondi le necessità contingenti, secondo quel che accade e che supera il crivello della selezione naturale. Come vedete, peraltro, il gruppo di animali cui appartiene l'uomo, i Cordati sembrano un ramo laterale e neanche troppo importante dell'albero. E sono convinto che qui si possa trarre un'altra conclusione dall'illustrazione. Cioè che l'uomo NON è l'animale privilegiato che le religioni (tutte) ritengono essere. E' una specie che, un po' per bravura un po' per culo (e un po' per exattamenti), è arrivata a dominare il pianeta. Con risultati un po' tristi, ma questa è un'altra storia.

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22 aprile 2008

Ci risiamo con il global warming

Nel senso che in alcuni siti, (qui uno nel giornale di destra The Australian da cui ha preso spunto Blondet - quello del primo articolo)e se non sbaglio anche su qualche giornale, si legge che il riscaldamento globale si è fermato, circa dieci anni fa. Le prove? Semplicemente fidatevi di quello che ci dicono, senza mettere grafici o altra roba matematica. Oppure, come fanno i cristiani per l'ambiente (mai ossimoro fu più rivelatore) citando i dati per un solo anno, e dicendo che questo svela come il riscaldamento globale si è fermato. Ebbene, basta un agile articoletto di nove pagine (che trovate qui in formato pdf) per smentire tutte le voci catastrofiste all'incontrario. E qui i grafici, come quello che vedete sotto, ci sono, eccome.

20 aprile 2008

Come sono d'accordo!

Ecco una frase del filosofo e biologo Sahotra Sarkar:
Let us return one last time to the logic of Expelled (and Klinghoffer). Let us suppose for the sake of argument that the theory of evolution really led to some undesirable political consequence, which, as we have seen, is simply not true. From this assumption, it is supposed to follow that evolutionary theory is false and we should replace it with ID. Let us see where this takes us. From the usual rules of chemistry many nations, including the United States, have designed chemical weapons. From this, should we conclude that chemistry is false and we should replace it with Intelligent Alchemy? From the principles of molecular genetics, many of these same nations have designed biological weapons. Should we declare molecular genetics false and replace it with Intelligent Pangenesis? From quantum mechanics came the nuclear bombs that were dropped on Hiroshima and Nagasaki. Therefore, quantum mechanics is false and should be replaced by Intelligent Ether Theory?
Insomma, se qualcuno dice le cose meglio di me, perché non sfruttarlo?

19 aprile 2008

La scienza della controscienza


Slate è una patinatissima rivista on line (lo so, è un po' contraddittorio, ma insomma). Parla un po' di tutto, dalla cultura al pettegolezzo, dalla politica allo shopping. Ogni tanto ci infila articoli degni di essere letti: questo per esempio, è un pezzo in tre parti sullo "Stile paranoico nella scienza americana". Detto così può sembrare un po' criptico (lo è). Ma leggendolo si capisce che l'autore, Daniel Engber (science editor di Slate), vuole solo spiegare cosa sta accadendo tra certa intellighentzia americana nei suoi rapporti con la scienza. Spesso questi intellettuali provengono dal mondo delle "belle lettere", a volte sono psicologi o storici. Tutti o quasi sono di fede repubblicana, spesso anche religiosi. Leggere l'articolo è interessante per tutta una serie di motivi.
Primo, l'artificio retorico che capovolge il dubbio (il sale dell'approccio scientifico) contro la stessa ricerca - qui un frammento di un libro, da Harper's, scritto da David Berlinski, un matematico anticreazionista. Una specie di "Ma siamo sicuri che tutto quello che dite sia anche solo ragionevolmente vero?". Il che in sé non è male, ma bisogna vedere dove è rivolto, il dubbio. Scavando un po' ma neppure troppo, si capisce che è lo stesso modo di ragionare utilizzato dai negazionisti del riscaldamento globale, dai creazionisti e da coloro che dubitano del legame tra Hiv e Aids (per non parlare delle campagne pro-fumo).
Secondo, non è difficile scoprire come ci sia, come dicono gli stessi americani, un'agenda dietro tutto questo. Una rivolta cioè verso la scienza come onnipotente "spiegatrice" del mondo (in sé più che giusta, ci mancherebbe, o almeno legittima - per quanto sia piuttosto ridicolo pensare che gli stessi che la propugnano usano i principi della fisica più avanzata per diffondere le proprie idee) che però non vuole solo affiancare alle spiegazione scientifica un'altra "interpretazione del mondo", ma vuole proprio sostituirla. La realtà sarebbe quindi spiegata da principi superiori, un po' come ha detto il papa nel post qui sotto, e l'indagine scientifica, travolta dal suo stesso dubbio, collasserebbe come un castello di carte.
Terzo. Un'altra considerazione è la differenza tra le analisi degli statunitensi (per quanto in malafede e di destra) con quelle degli italiani. Anche noi abbiamo i nostri dubbiosi o negazionisti sull'effetto serra o l'evoluzione, ma le idee che portano avanti e l'opposizione che costruiscono è di una beceritudine (?) e di una superficialità che mi fa rimpiangere di non essere in America. le argomentazioni di individui come Ferrara o Zichichi (entrambi, guarda caso, si oppongono al riscaldamento globale di origine antropica e all'evoluzione per selezione naturale) sono scoraggianti quanto a ignoranza, superficialità e malafede. Tutti dicono che, almeno Ferrara, è una persona intelligente. Sono convinto però, per sua preparazione o per sicumera, non sarebbe minimamente in grado di articolare un pensiero anche solo lontanamente simile a quelli dell'articolo di cui sopra (quello di Harper's).
Questo anche perché nessun vero "intellettuale italiano" ,le virgolette sono d'obbligo, ha la più vaga idea di come funzioni o non funzioni la ricerca scientifica e l'elaborazione dei dati propria della scienza. Non dico che tutti dovrebbero avere una "cultura mostruosa" (come Villaggio ai suoi tempi) ma almeno avere la vaga idea di come funziona una visione del mondo che si vuole criticare. O almeno di quali sono le prove (i numeri) portati come giustificazioni di una tale visione del mondo.

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L'ha detto, l'ha detto...

Speravo di aver capito male, ma questa dichiarazione del papa mi ha fatto quasi soffocare:

From the dawn of the republic, America's quest for freedom has been guided by the conviction that the principles governing political and social life are intimately linked to a moral order based on the dominion of God the creator,

Credo che sia difficile infilare più stupidaggini in poche righe. Ma chi è lo scriptwriter del papa?

15 aprile 2008

Ma non avete un bambino...


...cui far vedere queste foto? In questo link si dà notizia di un "cervo" intrappolato nel giardino di casa a Cerchio, piccolo centro della Marsica, in provincia dell'Aquila. Il cervo ovviamente non è un cervo, ma un capriolo (lo si vede qua accanto). Anche un bambino lo saprebbe. Ma, appunto, gli animali sono roba da bambini, gli adulti si occupano di roba più seria, tipo il grande fratello e la formula 1. Ah, già, scemo io a non pensarci.

Guardiamo al futuro

Tanto il presente è più che roseo, quindi non ci preoccupiamo. Sarà un caso ma ultimamente mi sono capitate fra le mani parecchie "cose" che riguardano il riscaldamento globale. Dopo vari post e ripost, in redazione è arrivato un libro che definirei definitivo. Si chiama "a qualcuno piace caldo" (non so se il titolo è dell'autore, ma se lo è complimenti). Allora, lo scrittore è Stefano Caserini, professore (a contratto) all'università - presumo - statale a Milano. Il libro, tanto per essere chiari, è bellissimo, non solo dal punto di vista dei contenuti ma anche o forse soprattutto, da quello dell'approccio. Ho letto della stessa collana anche il libro di Ferrara e Farruggia "Clima, istruzioni per l'uso", che però non ha lo stesso impatto. Caserini usa un linguaggio molto giornalistico, in senso buono, cioè svelto, senza frasi troppo complesse. E poi pieno di citazioni più "basse", da Benni (!) a Pasolini, da Woody Allen all'orrido Ferrara (l'altro). E' anche molto chiaro, e affronta i problemi in modo assolutamente piano, senza perdersi troppo in spiegazioni lunghe e a volte inutili o troppo approfondite. Affronta punto per punto tutto quello che dicono i negazionisti, e lo fa in modo convincente e a tratti leggero. Fa anche i nomi, dai quali si capisce come spessissimo (a parte l'eterno Lindzen) i negazionisti non abbiano un gran che da dire, ma soprattutto non abbiano alle spalle nessuno studio "personale". Di solito sono avvocati, ingegneri, magari chimici, addirittura chimici dell'atmosfera, ma non hanno fatto nessun tipo di studi sul riscaldamento globale. Tutto sommato un libro da consigliare soprattutto ai negazionisti, per non far perdere tempo a chi sta cercando di diffondere nozioni che si sono dimostrate molto solide e ormai quasi inattaccabili



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13 aprile 2008

Una voce autorevole

L'organizzazione meteorologica mondiale (WMO) ha pubblicato un documento in cui dichiara che The long-term upward trend of global warming, mostly driven by greenhouse gas emissions, is continuing; cioè che il trend a lungo termine del riscaldamento globale continua. Poiché però all'interno del documento si quest'anno è stato particolarmente fresco, la Wmo afferma che la responsabilità di tutto ciò è de La Niña, un evento opposto a El Niño nel senso che porta acqua fredda verso l'Oceano Pacifico occidentale, in tal modo sbilanciando il regime delle piogge dell'Oceano stesso e il clima di tutto il pianeta. La Niña sarebbe quindi un'anomalia climatica, che non inficia affatto le previsioni di riscaldamento globale che da anni i meteorologi e climatologi seri stanno portando avanti. Non credo (o spero di no) che Battaglia e company (non dimentichiamoci di Zichichi) siano ora in grado di smentire anche la Wmo; o magari pensano che faccia parte della congiura comunista e anti industriale che porta avanti la "truffa del global warming".
Sotto, da Wikipedia, la circolazione delle acque nell'Oceano Pacifico. La Niña e El Niño influiscono sulla temperatura delle acque tra Perù e Indonesia.

10 aprile 2008

Ho risposto a Morabito

Che ha postato qui una lunga replica al mio post. Io l'ho messa sul suo sito (dove c'è anche la sua replica). Ma la rimetto anche qui.

Morabito
Il riscaldamento globale non c’e': o meglio, se c’e', non sappiamo ancora se sia globale o no, visto che all’IPCC ammettono a denti stretti che le osservazioni del riscaldamento sono quasi tutte europee.
E’ la fine dell’estate, il periodo di massimo riscaldamento. E quindi il momento piu’ probabile perche’ la banchisa si frantumi. Mi sembra un punto rilevante.
In alcuni punti il Polo sud si riscalda, in altri si raffredda. Cosa succeda in Antartide e’ una cosa ancora tutta da scoprire. L’immagine sopra mostra trend dal 1981 al 2007 che arrivano al massimo a +/-0.1C per decade (quindi un totale inferiore a 0.3C. E visto che l’Antartide e’ freddo, non sono quelle differenze a causare granche’ cambiamenti). Ne parlavo giusto ieri, perche’ dalla NASA arrivano informazioni almeno apparentemente contraddittorie, sull’Antartide, incluso il fatto che l’area di scioglimento, nel 2008, e’ stata di 300mila kmq, lontano dalla media storica che e’ 860mila kmq. Il gia’ citato IPCC, poi, sottolinea continuamente come il riscaldamento al Polo Sud si e’ visto chiaramente solo nella Penisola Antartica: guarda caso, proprio’ dov’e’ la banchisa Wilkins.
Le dimensioni dell’iceberg sono minime: minime rispetto all’intera banchisa Wilkins. Non dico di aspettare che si sciolga tutta…ma perche’ preoccuparsi se se ne stacca meno dell’1%? Altri e ben piu’ grandi iceberg si sono staccati dalle banchise antartiche, in passati recenti e remoti.
L’estensione dei ghiacci marini antartici e’ un milione di kmq superiore alla media storica. Io il link l’avevo messo: al famoso sito Cryosphere Today dell’Universita’ dell’Illinois a Urbana-Champaign.
I mesi appena trascorsi sono stati a livello globale fra i piu’ freddi degli ultimi anni. Non ho citato, quello, a riguardo del riscaldamento globale, ma proprio riferendomi alla banchisa Wilkins e al nuovo iceberg gigante. Se si e’ staccato in un periodo freddo, non possiamo certo imputare la sua dipartita al riscaldamento.
Le conferme che la presunta instabilita’ climatica sia da imputare all’uomo non sono “infinite”. Sono tutte nelle pagine del secondo gruppo di lavoro del quarto rapporto IPCC, capitolo 1. A proposito, sono 26.285 conferme, insieme a 3.174 smentite.



Io
(a) Quelle segnalate dall'Ipcc non sono osservazioni sul riscaldamento (che si vede con altri mezzi), ma le conseguenze dello stesso, cioè i cambiamenti nei sistemi fisici e biologici, come estensione del ghiaccio, modifiche agli ecosistemi o al comportamento di piante e animali; i cambiamenti di temperatura si vedono nella stessa immagine, e coprono quasi tutta la superficie del pianeta. Inoltre, e questo vale anche per l'ultimo tuo punto, l'immagine SPM.1. mostra la localizzazione di cambiamenti significativi (Locations of significant changes). I punti che non mostrano cambiamenti significativi non sono smentite, ma non conferme, cioè semplicemente siti dove non ci sono stati cambiamenti. La differenza mi pare significativa. E, se devo dirla, non mi sembra che tu sia del tutto in buona fede.

(b) Il punto non è rilevante perché non è rilevante la notizia. Che si stacchi un pezzo di ghiaccio (grande o piccolo) dall'Antartide non conferma né smentisce il riscaldamento globale. Far derivare dal fatto che alcuni giornali hanno sbagliato i dati della superficie del'iceberg anche la conseguenza che il riscaldamento globale non c'è è altrettanto grave dell'errore dei giornali. Per quanto riguarda la temperatura dell'Antartide, ti rimando a questo post di Realclimate:
http://www.realclimate.org/index.php/archives/2008/02/antarctica-is-cold/
che dice esattamente questo: l'Antartide è freddo? Certo, e i modelli lo avevano già previsto. Quella che si riscalda è in parte la penisola Antartica. Leggi la letteratura, e vedrai che secondo i ricercatori la notizia del distacco dell'iceberg è irrilevante. Così come tutti i tuoi calcoli sulle sue dimensioni e l'estensione dei ghiacci marini.

(c) All'ultimo punto ho già risposto sopra. E confermo quello che ho detto. Le conferme sono moltissime, i punti dove il riscaldamento non si è (ancora avvertito) percentualmente pochi, le smentite nessuna.

Ne approfitto per postare anche un grosso documento (in pdf) dell'IPCC su: Cambiamenti dell'atmosfera e radiative forcing

Musica?

Beh, vedo che ogni tanto qualcuno, anche serio, mette video di youtube su gruppi musicali interessanti. Voglio provarci anch'io (sono gli Earthless):



Il problema è che il video è così pesante che è necessario collegarsi, mettere in pausa e aspettare un po' prima di vederlo. E che non si può sentire a volume basso (non serve a niente) ma neppure alto (vi sbattono fuori di casa, o chiamano i pompieri). Soluzione? Mettete le cuffie.

08 aprile 2008

Differenze

Sotto sotto, alcuni non vogliono (o non possono) accettare che l'attività umana sia poi così importante per il pianeta Terra, e che possa addirittura modificare interi ecosistemi o la biosfera in toto. Le ragioni sono più d'una; si va dalla pura malafede, come coloro che pagati dall'industria fanno di tutto per diffondere dati e analisi completamente false, a coloro che proprio non si rassegnano a fidarsi dei dati degli scienziati perché, se l'analisi sfociasse in una diagnosi, significherebbe diminuire un po' il proprio uso dell'energia e (nella loro testa) anche lo stile di vita. Da ultimo ci sono coloro che vedono ancora la Terra come una fonte illimitata di beni a disposizione dell'uomo (e qui ancora entra anche una piccola componente religiosa, quella che parla di stewardship dell'uomo, un argomento molto interessante che merita un post in futuro). In un modo o nell'altro, tutti diventano negazionisti, e cercano ogni minimo appiglio per, appunto, negare le prove scientifiche. Per contrastare tutti questi approcci, sono necessarie tonnellate di dati; oppure ricerche definitive e assolutamente incontrovertibili, come questa della Purdue university che parla del progetto Vulcan, un metodo per seguire passo passo la generazione di CO2 da parte delle attività umane. Non basandosi su indizi indiretti, ma proprio su quanto gas esce dal terreno, diciamo così. Tanto per essere chiaro, la ricerca non smentisce precedenti lavori, ma chiarisce meglio i punti di fonte del gas a effetto serra. Per ora su tutto il territorio degli Stati Uniti, nel futuro magari su tutta la Terra. La foto sotto, presa dal sito dell'università, si riferisce proprio ai risultati del Vulcan. Che diranno ora Battaglia e Zichichi?

06 aprile 2008

Ho scoperto un disegnatore

Un po' per lavoro un po' per passione conosco abbastanza il mondo dei disegnatori di natura (come quello dei fotografi). Ma questo non lo avevo mai visto. Si chiama Mauricio Anton, ed è spagnolo. Alcuni suoi disegni sul suo sito, come questo, sono piuttosto belli.


Un altro esempio è questo



Si potrebbe dire che sono un po' scolastici, come prospettiva e colorazione, ma a me piacciono, anche parecchio. Per esempio, questo


è molto vivo. Insomma, anche se non è un innovatore estremo, lo trovo molto bravo.

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Now playing: Dire Straits - The Man`s Too Strong (Radio Paradise)
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Un guerrafondaio in meno


Charlton Heston ci ha liberato dalla sua incomoda presenza.

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Now playing: PHISH: "Stash"
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Ultima chiamata

Una delle ipotesi che scagionano l'uomo o le sue attività dal riscaldamento globale dice che l'aumento o la diminuzione della temperatura è indirettamente legata ai raggi cosmici (che provengono in gran parte dal Sole) perché questi farebbero aumentare o diminuire la copertura di nuvole, che a sua volta aumenta o diminuisce la "quantità " di raggi solari che colpiscono la Terra, con ovvie conseguenze per la temperatura.
Ovviamente si sono già trovate prove di "disaccoppiamento" dei raggi solari rispetto alla copertura nuvolosa, che però è anche difficile da calcolare con precisione, specie ovviamente per il passato. E allora, si sono detti alcuni ricercatori della Lancaster, perché non calcolarla per il presente. Quel che vale per il presente vale anche per il passato, o no? In breve: i risultati dicono che non c'è alcuna connessione tra l'attività solare e la copertura nuvolosa. Altra ipotesi contro il global warming antropogenico che va a farsi friggere. Stiamo ancora aspettando una qualsiasi ipotesi che dimostri un accoppiamento tra una causa naturale e le variazioni di temperatura in questi ultimi 200 anni. Nel frattempo consiglio di ascoltare questo podcast, di Michael Oppenheimer, dal titolo The Rapidly Changing Climate System.


L'immagine proviene da qui
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Now playing: Led Zeppelin - Box Set Disk 1-6

05 aprile 2008

Così, tanto per...

Una gran bella canzone. Un gran bel video:



And the banker never wears a mac
in the pouring rain, very strange

E' sabato, ho un po' di tempo...

... e prima di andare a fare un giro in bici (se non fa troppo freddo) inizio a scrivere il post che ho sempre meditato. Allora, se vogliamo essere calendarici, è in ritardo di 4 giorni, perché sarebbe stato un perfetto pesce d'aprile. O forse no, perché tutti li conoscono: insomma, sono uno dei gruppi animali più famosi della zoologia. Molto più noti dei Macroscelidae o dei Cracidae. Per non parlare dei Placozoi. Le bestie in questione sono i Rinogradi, mammiferi estinti qualche tempo fa (circa nel 1956) a causa di un'esplosione nucleare che ha distrutto l'intero arcipelago dove abitavano. In questo sito trovate praticamente tutto quello che c'è da sapere sui Rinogradi. Anche il grande Darren Naish ne ha già parlato qui e qui.
E allora perché ne parlo? Essenzialmente perché mi piacciono, perché in fondo al cuore sono uno zoologo, perché la tassonomia mi incuriosisce, perché come tutte le cose fatte bene sollevano domande e curiosità. E infine perché mi sento un po' responsabile per averlo fatto tradurre, parecchi anni fa, dalla Muzzio, sollecitando Massimo Pandolfi, professore di zoologia e al tempo curatore della collana (e grandissimo esperto di biologia fantastica). Anche se ho messo il link, il libro sembra fuori catalogo. Si può sempre trovare su ebay, spero.
Allora, i Rinogradi (Rhinogradenthia) sono un gruppo (ordine?) di mammiferi di curiosa ascendenza, non dissimili dagli insettivori, ma si contraddistinguono per l'abnorme sviluppo del naso che, con il tempo ha assunto sempre più funzioni. Da organo di sostengo a produttore di muco che cattura le prede, poi divenne anche un organo di locomozione, una struttura per attirare insetti o tentacoli altri animali. Potete vedere parecchi di questi adattamenti al sito francese cui ho fatto riferimento prima. Ma qui ci sono un paio di immagini. C'è anche una buona presentazione sul sito di Focus.it (l'ho fatta io qualche annetto fa, quando lavoravo al sito). Comunque, i Rinogradi sono una delle migliori presentazioni che io conosca di biologia, evoluzione e tassonomia di un gruppo animale. Anche perché, poiché è stato completamente costruito dal zero, non ci sono problemi di parentele con altri gruppi animali.


Comunque i Rinogradi sono solo un esempio, forse il migliore, di zoologia fantastica, quella branca della scienza (sfido chiunque a dire che non lo è) in cui si esercitano a volte gli zoologi,tanto per dimostrare che non è vero che sono sempre così noiosi. Altri esempi sono il recente post di Darren Naish (sempre lui) sugli anfisbenidi come antenati dei mammiferi . Oppure questa paginetta che contiene altri piccoli esempi di animali fantastici; che a sua volta rimanda a questa , sulla fauna di Ugly island. Quest'ultimo è probabilmente ancora più voluminoso dei Rinogradi, ma è tutto online, e perde un po' di fascino.
L'ultimo libro che corona tutto io mondo della biologia fantastica è "La botanica parallela", di Leo Lionni, un illustratore olandese che pubblicò il libro in Italia. On line ho trovato pochissimi richiami al libro stesso, ma in brevissimo (quando lo ritrovo magari riposto qualcosa con qualche scansione) le piante parallele sono quelle che esistono, ma sono difficilissime da vedere se non con la coda dell'occhio. Ci sono vari gruppi, come le artisie o gli arilli, con caratteristiche diverse.
Questa è l'introduzione:
È possibile scrivere un trattato di una scienza inesistente? la botanica
parallela, finto manuale scientifico, che si legge come un romanzo uscito
dalla biblioteca di babele, ci dà una risposta, affermativa, a questa
domanda.
leo lionni è l'inventore, il cronista e l'illustratore di questa nuova
scienza immaginaria, di cui qui racconta le origini, le prime scoperte, le
teorie più rappresentative, gli sviluppi attuali. da poco più di dieci anni,
racconta lionni, vari scienziati, in varie parti del mondo, sono venuti in
contatto con piante dalle proprietà stranissime: la solea, il giraluna, la
sigurya, il tirillo e altre ancora. l'antropologia e la biologia, l'ecologia
e la matematica fanno convergere i loro sforzi per render conto delle
inquietanti caratteristiche di queste piante «amateriche» ed esistenti
soltanto nell'immaginazione. con una sottilissima ironia, che pervade ogni
riga del testo, lionni ci conduce in un viaggio appassionante nell'
immaginario, rovesciando lo schema del manuale di zoologia fantastica di
borges: qui non si tratta di ritrovare i ricchi materiali fantastici
nascosti negli anfratti di una scienza reale ma di esporre un materiale
totalmente fantastico nella forma di un manuale scientifico dall'aria
plausibile.
su questo libro così scrive l'autore: «la botanica parallela non è
facilmente classificabile. non è un romanzo, non è una collezione di saggi.
e non è certo un libro di fantascienza. come il burattinaio giapponese, mi
presento sulla scena senza trucco e senza costume per avvertire il lettore
che si tratta di una finzione, di piante che "prima di essere piante sono
parole". il soggetto del libro, in fondo, non è una flora fantastica ma la
fantasia stessa alla quale ho tentato di dare, attraverso il racconto di una
vegetazione inesistente, una sua solidità poeticamente misurabile, e alla
quale anch'io ho finito per credere».

04 aprile 2008

Bala l'urs


La mia attività danzereccia non poteva che spingere a utilizzare l'espressione che ho usato per il titolo. Ma, quasi a smentirmi, ecco che arriva un filmato in cui alcuni individui di Ursus americanus, l'orso nero, e di grizzly (Ursus arctos) si esibiscono in delicate danze, oltretutto a tempo, sfregandosi contro gli alberi. Non fatevi ingannare, sono proprio orsi, non uomini travestiti. Insomma, il sito è qua.
Non credo si possa utilizzare embedded. Non solo, qui c'è anche la pagina del progetto che studia gli sfregamenti degli orsi. I gan bon temp.

03 aprile 2008

Leggere tra le righe

Su segnalazione del titolare de L'estinto, ho letto con attenzione (e un po' di fatica) questo testo . E' un pdf di un paio d'anni fa, che racconta l'interazione tra i composti di distruzione endocrina, l'epigenetica e l'evoluzione. L'ho fatto perché un altro blog, questo, segnala che questo lavoro scientifico mostra che contrariamente agli assunti di darwin, l'ambiente non serve solo da selezionatore delle mutazioni "migliori" e "casuali", ma addirittura induce una diversa espressione del DNA. Insomma: la vita sulla terra non è mutata solo a salti, ma anche a piccoli passi indotti dall'ambiente... come se ci fosse un disegno dietro.... Dove il titolare del blog, che mi pare un bioetico a senso unico (indovinate quale), abbia trovato queste cose mi è perfettamente ignoto. E' vero che il lavoro non è molto facile, come tutto il campo dell'epigenesi, ma capire che l'ambiente induca mutazioni lamarckiane da questo articolo, interessante ma non definitivo, mi sembra dimostrare due cose:

a) la ricerca non è facile, specie per campi esoterici e in gran parte teorici come l'epigenesi. Anche il libro "Evoluzione in quattro dimensioni", che peraltro trovo molto interessante, non si dilunga in grandi esempi, tanto che una delle autrici - Jablonka - sta preparando una lunga review piena di esempi.
b) i creazionisti et similia partono con una tesi preconcetta e cercano a tutti i costi le pezze giustificative per poter dire "avete visto, avevamo ragione". Bellieni scrive come se il pezzo desse ragione ai creazionisti, o almeno a una parte del condo mondo cattolico che ha questo pensiero contorto: "Se trovo un articolo in cui si dimostra che Darwin ha torto, significa che la sua teoria è falsa, e di conseguenza abbiamo ragione noi". Se anche si dimostrasse che Lamarck aveva ragione (in soldoni che l'ambiente induce mutazioni mirate alla generazione di un determinato tratto) questo non significhebbe che avrebbero ragione i creazionisti, ma solo che aveva torto (in parte, permettetemi) Darwin.

Insomma, quanto a contorsione mentale, non c'è male.

P. S: Ho fatto qualche correzione di grafia, ma credo che il significato si capisse anche prima.

P. S. 2 L'estinto, dopo avermi provocato, mi dà anche dell'evoluzionista. Non c'è limite all'arroganza di certe persone 8-)

02 aprile 2008

Vediamo se mi riesce...

Come pesce d'aprile, è senz'altro il più costoso e meraviglioso (anche se non batte quello di tupaia per inventiva e fantasia). Guardate questo filmato:



Ci hanno pensato quelli della Bbc. Che, senza ombra di dubbio, sono dei geni.

La scala naturae non muore mai

Stavo leggendo una chiarissima comunicazione di Marco Ferrazzoli, capo ufficio stampa del Consiglio nazionale delle ricerche, che rigurda la diossina nelle mozzarelle di bufala compana. Le sue affermazioni sono assolutamente fondate, mi pare, e tranquillizanti. E' un po' il suo mestiere, ma direi che lo fane. Purtroppo ho sempre le antenne "inconsce" alzate quando si parla di evoluzione (è un grosso difetto, lo so, ma non posso farci niente) e mi sono fermato su questa frase direi peculiare:
La prova indiretta di tale possibilità ci viene fornita dalle ricerche sulla proteina AhR, un recettore presente nelle nostre cellule con un alto grado di conservazione durante l'evoluzione del mondo animale, vale a dire che esso è presente in tutti gli animali, dall'uomo fino a scendere giù nella scala del regno animale (il grassetto è mio). L'accenno al grado di conservazione fà notare che l'estensore del testo è ferrato nell'argomento evoluzione, ma la parte evidenziata ci svela che allo stesso tempo Ferrazzoli non ha ancora capito che non si può parlare di su e giù nella scala del regno animale. E' il concetto di scala naturae (qui una lunga trattazione dall'enciclopedia della storia delle idee). A mio parere è un giudizio di valore, che evidenzia soprattutto la divisione tra un sopra (l'uomo) e un sotto (le altre specie). Probabilmente a partire dallo scimpanzé giù giù fino all'ameba. Cosa c'è di sbagliato? Come dicono gli evoluzionisti, uomini, sequoie e amebe hanno alle spalle gli stessi 3,8 miliardi di anni di storia evolutiva. Che una specie sia più "complessa" di altre (in termini di strutture, o di numero di geni, o semplicemente di capacità) non può essere una scusa per considerarla inferiore. Dire semplicemente che la proteina è conservata in tutti gli animali (uomo compreso) sarebbe stato molto più corretto, ma forse molto più difficile da accettare.
Qui accanto una chiara illustrazione (in inglese) della scala naturae di Aristotele (da questo sito).

01 aprile 2008

E questi cosa vogliono?


Una strana petizione si aggira in rete. Si trova qui, e spinge i futuri governanti del nostro Paese (la destra, per essere chiari) ad adottare una politica energetica fortemente volta alla promozione del solare. Lasciando perdere i combustibili fossili, per queste ragioni:

* I combustibili fossili si vanno rapidamente esaurendo.
* Il loro uso causa gravi danni all’ambiente e alla salute dell’uomo.
* C’è una forte disparità nei consumi energetici delle varie nazioni.

L'unica soluzione sta nell’energia nucleare e nell’energia che proviene dalle fonti rinnovabili. La prima è inopportuna per molti e ben fondati motivi. Invece Incentivare il risparmio energetico e l’uso delle energie rinnovabili (in particolare, dell’energia solare) è la strada maestra per condurre il mondo sulla via della pace e per lasciare in eredità ai nostri figli un pianeta più vivibile.
A parte Nebbia e pochi altri, non conosco la maggior parte dei professori e studenti che hanno firmato l'appello. Trovo però alcuni errori in tutto ciò. Il primo è che la spiegazione dei fondati motivi per rinunciare al nucleare è breve e semplicistica;: mi piacerebbe avere più dati, tanto più che chi vuole il nucleare ribatte con valanghe di numeri. L'altro è che ci sono pochissime ragioni di appoggio al solare e al risparmio energetico; anche qui, più dati. Non c'è niente sul riscaldamento globale,per esempio,la ragione più importante per rinunciare ai combustibili fossili. Tutto sommato, l'appello, che io trovo ragionevole potrebbe sembrare anche solo una mossa politica dei soliti professori comunisti. Insomma, a mio parere anche in questo caso l'accademia pecca nella comunicazione, non nelle idee.

Una speranza


Lo so che tupaia è più brava di me in questo, ma per una volta voglio dare una notizi che riguarda un animale. Ed è questa; sembra che un diavolo di Tasmania (Sarcophilus harrisii), uno solo per ora, sia risultato immune, o resistente, a un cancro facciale che sta sfigurando prima e uccidendo poi moltissimi animali. Il diavolo di Tasmania è il più grosso predatore marsupiale, e oggi vive solo... guarda caso, nell'isola di Tasmania. Da una decina d'anni, le popolazioni di questo animali sono colpite da un "tumore trasmissibile", che wikipedia definisce addirittura parassitico. Non si sa benissimo quali siano le casue, se un virus o una mutazione che ha reso alcun cellule, oltre che tumorali, anche trasmissibili. Il fatto è che in alcune zone della Tasmania fino al 50 per cento degli animali sono stati colpiti, e mi pare di capire che la mortalità è vicina al 100 per cento. La notizia della Bbc dice che un individuo, chiamato Cedric, è risultato resistente alla malattia. Alcuni ricercatori gli hanno iniettato il tumore, e lui è risultato produrre anticorpi alle cellule estranee. Questo non succede negli altri individui perché la variabilità genetica della specie è piuttosto bassa, e quindi i corpi non riconoscono come estranei i geni delle cellule tumorali (che fra l'altro sono anche simili a quelle dell'animale). Come da titolo del blog, una speranza per un'intera specie.

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