29 febbraio 2008

Nucleare sì o no?

Un giorno o l'altro dovrò pur informarmi sulla storia del nucleare si o no, specie in Italia e specie adesso che B. ha detto che lo farà (in pochi anni, spazzando via le energie alternative) . Le idee ce le ho ho molto chiare, ma derivano da dati ormai assolutamente obsoleti. Può darsi che adesso le cose siano cambiate del tutto. Il problema è che qualsiasi documento è già schierato all'inizio. I favorevoli dicono che non emette CO2 (ho qualche dubbio, ma certo ne emette meno di una centrale a carbone) e che non ci sono problemi di approvvigionamento di combustibile. E che in ogni caso, quando sarà finito l'uranio, ci saranno le centrale a fusione. I contrari dicono che non è sicuro (anche se certo lo è più che ai tempi di Chernobyl) e che l'uranio finirà molto prima di quanto sarebbe necessario. Troverò nella rete un documento obiettivo (il link è a un pdf)?

28 febbraio 2008

La guerra degli scimpanzé

Allora, gli scimpanzé comuni (Pan troglodytes) si stanno velocemente avvicinando all'umanità. Nel modo peggiore, ovviamente. Dopo essere stati osservati mentre usano strumenti per far ogni cosa, dal cacciare termiti all'infilzare galagoni, ora sembra che la frequenza di caccia stia aumentando (non ho trovato la fonte originale). O magari, come dicono alcuni, semplicemente sono aumentate le osservazioni. In ogni caso l'uso degli strumenti da parte degli scimpanzé non sembra essere limitato a poche istanze; né si verifica la solita trita ipotesi che siano i maschi a usare gli strumenti (qui il "collega" Carl Zimmer elucubra sopra il fatto; l'articolo è dell'anno scorso). La prossima mossa, già preconizzata da qualcuno, è l'utilizzo degli strumenti come lance affilate nelle "guerre" che si svolgono tra le varie tribù. A questo punto possiamo accogliere la specie tra quelle "evolute"...

26 febbraio 2008

Un'altra risorsa di classificazione...

...che spero non faccia la fine di altri "scheletri" che punteggiano Internet, a parte il benemerito Tree of life, che però è partito con ben altre prospettive, molto più modeste. Il sito Encyclopedia of life dovrebbe prima o poi accogliere pagine e pagine su tutte le specie viventi sulla Terra (adesso il numero di forme descritte si ferma a 1,8 milioni). Anche se, mentre scrivo, il sito è irraggiungibile credo per eccessive richieste, il progetto si presenta bene, molto ricco e articolato. Per ora, secondo la Bbc, ci sono online 30.000 pagine (che sono già molte) ma nel giro di alcuni mesi il tutto dovrebbe aumentare di dimensioni. Sul sito, se riuscite a raggiungerlo, c'è anche tutta la storia e i finanziamenti del progetto.

Chissà chi se accorge per primo

Ho guardato alcuni siti dei grossi quotidiani italiani, ma nessuno rilancia la notizia che These findings suggest that, compared with placebo, the new-generation antidepressants do not produce clinically significant improvements in depression in patients who initially have moderate or even very severe depression, but show significant effects only in the most severely depressed patients. I new generation antidepressant sono gli inibitori dell'uptake della serotonina, insomma il Prozac. Che, secondo questa ricerca, pubblicata su Plos medicine, da cui ho tratto la frase precedente, serve a poco o niente, a parte che per coloro che si stanno per suicidare. Il giro d'affari di questi antidepressivi è di miliardi di dollari l'anno e se la notizia fosse anche solo in parte vera si scoperchierebbero sepolcri e uscirebbero innumerevoli scheletri dagli armadi di psichiatri e medici.

23 febbraio 2008

A fare collegamenti...

Sentendo un podcast americano (gli unici scientifici che val la pena di ascoltare) mi è saltato alla mente un collegamento attualità-ambiente che mi sembra piuttosto peregrino. E quindi da esplicitare. Allora, il ciccione teo-con vuole una moratoria sull'aborto, in modo che i bambini mai nati possano nascere e popolare la Terra. Purtroppo però i bambini mai nati adesso, se le cose vanno avanti in questo modo negli affari del pianeta, se il cepuglietto sostenuto dallo stesso ciccione proseguirà la sua politica e soprattutto se i compari del ciccione avranno la stessa noncuranza per l'ambiente che dimostrano adesso, i bambini mai nati dicevo si ritroveranno in un mondo quasi invivibile (non faccio collegamenti a notizie scientifiche perché sarebbero infinite). Insomma, per ruini, ciccioni e binetti, l'importante è mettere al mondo tutti i figli possibili. Poi alla loro sopravvivenza, che siano malati, ecologicamente disastrati o economicamente a terra, ci penserà la provvidenza (credo). Il che non significa (ti ho visto, te, con quell'aria furba in terza fila) che io affermo che si debba abortire tanto tutti prima o poi moriremo. Ma che uno sforzo comparabile a quello della moratoria sull'aborto dovrebbe essere messo anche nella salute del pianeta, perché sono le prossime generazioni che ci vivranno. E che non hanno la possibilità di votare.
Allora, ecco alcune moratorie indispensabili, in nessun ordine particolare:

Moratoria di cinque anni sulla pesca dei grossi predatori oceanici (tonni, pesci spada e squali)
Moratoria eterna sull'uccisione delle balene
Moratoria quasi eterna sull'abbattimento delle foreste tropicali
Moratoria eterna sulla distruzione delle barriere coralline
Moratoria eterna sull'emissione di CO2
Moratoria eterna sull'espansione delle città nel primo mondo
Moratoria eterna sulle dighe di grosse dimensioni

Se me ne vengono in mente altre le posto. Intanto chiedo all'Onu.

19 febbraio 2008

Guarda chi si vede...


Secondo questo comunicato stampa, proveniente da una fonte quasi segreta, il papa e l'attuale presidente degli Usa, tale Bush, si vedranno il 16 aprile per "continue discussions, which they began during the President's visit to the Vatican in June 2007, on their common commitment to the importance of faith and reason in reaching shared goals". Che sarebbero? (gli shared goals, voglio dire): esportare la democrazia a schiaffoni in giro per il mondo e creare stati confessionali un po' ovunque. Nazinger e Cespuglietto sono come due piselli in un baccello. Allora, la fede e la sua ancella terrena, la ragione, sono i metodi, anzi, le basi, per diffondere le credenze (e anche un po' le ribaltine) religiose, in giro per il mondo. Dio li fa e poi li accoppia, insomma.


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Altro rimando

Sto cominciando a pensare che i blog (questo almeno) servano solo a rimandare ad altri blog, ad articoli, ad altri contributi e che in fondo in fondo non contribuisca per niente all'aumento di conoscenza nel mondo. Anche perché se va avanti così i blog che pubblicano qualcosa di veramente rilevanti diventeranno sempre meno; altri si occuperanno di fatti personali, di storie e di vittorie e sconfitte. Una specie di selezione naturale di blog, per cui pochi saranno collegati alla fonte di energia conoscitiva, e tutti gli altri saranno parassiti. Fino a che non ne rimarrà che uno. Io, per intanto, vi consiglio di leggere questo post di John Wilkins (già citato qua e altrove). Spiega la non necessità , e forse la negatività del concetto di progetto in biologia. Chi lo usa, dice, è ancora legato a ciarpami teologici Ottocenteschi. Anch'io lo pensavo, ma certo non avrei saputo dirlo così bene. E perciò parassitizzo il blog. C'è anche da dire che i parassiti non uccidono, né poco né punto, il blog o l'articolo parassitato. E anzi contribuiscono alla sua fitness, memeticamente parlando. La differenza quindi è notevole, e la similitudine è solo questa, un'analogia (un po' stirata) non un'omologia. Ed ecco che me ne sono uscito con un pensiero mio... smentendo tutto quello che ho detto prima. Alla faccia del principio di non contraddizione, interpretato a modo mio.

17 febbraio 2008

Quando gli Ogm sono spiegati da chi li fa...

Sono stato al Darwin day (dal sito si può anche cedere lo streaming degli eventi, quando possibile) a Milano, nel pomeriggio, quando si parlava di Ogm (essenzialmente). Le prime due comunicazioni (Chiara Tonelli e Roberto Defez) sono state "cavalcate" pubblicitarie a favore degli Ogm, senza alcun dubbio: sembravano pagati dalle industrie, tanto che Defez ha insistito molto sull'aspetto economico, citando anche sentenze di varie corti europee e il Wto come favorevoli agli Ogm: secondo queste sentenze non c'erano prove che gli Ogm facciano male, quindi l'onere della prova deve ricadere su coloro che si oppongono, non su coloro che propongono la nuova tecnologia. Senza gli Ogm, in definitiva, il mondo andrà in rovina, perché gli Ogm non hanno effetti collaterali, anzi sono più "salutari" di quelli da agricoltura biologica. Ha inoltre terrorizzato il pubblico contro l'agricoltura biologica, i Verdi e tutta la politica dell'Europa, parlando di fumosine e veleni vari, presenti SOLO negli organismi NON Ogm. Dal punto di vista della comunicazione l'operazione mi è sembrata molto scorretta. Hanno entrambi ignorato tutti i dati contrari.
Mi è sembrato più equilibrata la presentazione di Manuela Giovannetti di Pisa, che ha presentato la prospettiva da parte dei microrganismi del suolo, fortemente impattati dalla presenza degli Ogm.
Marcello Buiatti invece ha posto gli Ogm in un contesto generale; la sua presentazione si chiamava "La variazione darwiniana nell'antropocene". La tesi? L'Homo sapiens ha cambiato l'ambiente. Il progetto, proprio della nostra specie, cambia tutti gli ecosistemi. E quindi ciò porta una concezione macchinistica del mondo. Tutto risiede nel Dogma centrale della biologia molecolare, che dice, secondo Buiatti, che siamo un computer fatto di programmi. Allo stesso modo, il neodarwinismo ha la visione di una selezione fondata solo sul cambiamento delle frequenze alleliche, come se ogni gene facesse a sé. Sotto questa luce gli Ogm non sono altro che una visione estremizzata della visione meccanicistica. Con la nuova biologia però dovrebbe tornare il valore positivo della variabilità e della luce del dubbio (chiaro riferimento alle presentazione dei due primi conferenzieri).
Tutto sommato, molto interessante. Se non altro per capire quali sono le strategie pro-Ogm

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13 febbraio 2008

DD


Non posso non unirmi al plauso della blogosfera scientifica (come parlo bene!) per festeggiare i Natali del vecchio con la barba bianca (lui, la sua barba ed il resto era vuoto...).









Charles Darwin a 51 anni (Wikimedia Commons)

12 febbraio 2008

Darwin? Che ha fatto?

Chissà perché, cado sempre su questo blog. Che stavolta mi coglie un po' di sorpresa, ma che finisce benissimo. Leggetelo, poi sappiatemi dire



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Ddt e altro

Mi sono precipitato in un dibattito forse senza fine (e certo senza senso), quello sui danni del Ddt sugli ecosistemi e in particolare su alcune specie di uccelli rapaci, aquila marina dalla testa bianca in specie. Seguire il dibattito, se avessi tempo, sarebbe una bella lezione di giornalismo, anche e soprattutto per me. Le voci americane, quelle più direttamente interessate (tutta la contestazione al Ddt è partita negli anni '60 dagli Stati Uniti) al problema sono chiaramente divise in due schieramenti. Quelli che dicono che è tutta una bufala, un mito e una truffa per imbavagliare il "mercato", e quelli che affermano che ci sono gli studi scientifici che supportano la conclusione che il Ddt assottiglia le uova degli uccelli rapaci. Questo post, in particolare, cerca di chiarire la cosa. Attenzione però, perché come al solito la fonte è importante. Proviene infatti, pur citando correttamente alcuni studi che confermano l'influenza del Ddt sulle uova dei rapaci, dal sito della rivista Reason, che ha come motto Free minds and free markets. Quando vedo le parole "mercato libero" mi vengono subito in mente Tremonti e Martino, e il fatto che a loro non affiderei neanche un orologio rotto. Comunque l'articolo cita correttamente tutto, i pro e i contro, per concludere che "Chi se ne frega dei falchi, il Ddt fa bene ai poveri bambini africani, e allora usiamolo". Conclusione lecita, anche se io non sono d'accordo. Altri siti, come per esempio jun*science (niente link, prego) sono invece in perfetta malafede, e non vale la pena citarli. Rivolgiamoci quindi alla scienza, magari quella più moderna (nell'articolo citato uno degli intervistati dice infatti che "Poiché il legame tra Ddt e assottigliamento dell'uovo è piuttosto staqbilito, si sono fatti pochi studi dagli anni '60 in poi"). Allora, in questo link una tesi di un'università svedese afferma che "Embryonic exposure of domestic fowl to o,p´-DDT or EE2 resulted in persistent malformations of the reproductive organs of both sexes, with eggshell thinning and reduced semen production as a consequence. The results provide a possible explanation for how eggshell thinning may be induced in wild birds and show that also male birds may suffer from reduced reproductive success due to oestrogen-like pollutants." Non ho visto o letto TUTTA la tesi, ma le conclusioni sono piuttosto chiare. Questo file pdf (ancora svedese) mi sembra che sia piuttosto chiaro, e cita anche questo sito, con un rapporto sugli endocrine disruptor, cioè sostanze che sconvolgono l'equilibrio del sistema endocrino, non solo negli uccelli, ma anche in pesci e altri animali. Anche in questo articolo di New Scientist (fonte secondaria, me ne rendo conto, ma cita le primarie) non si sollevano dubbi sull'assottigliamento. Da altre parti, trovi questo articolo (notare il suffisso .com nel link), che afferma che il Ddt ha salvato la vita a molti prigionieri dei campi di concentramento (che c'entra, direte voi? Che ne so, dico io). Insomma, non ho trovato un solo articolo scientifico di fonte diretta (cioè non riportata da altri articoli) che andasse contro il "mito" del Ddt come causa dell'assottigliamento delle uova dei rapaci. Attenzione, ho detto rapaci, perché sembra che su altri gruppi di uccelli (galliformi, per esempio, come i polli) questo effetto non ci sia). Conclusioni? Due. La prima che non ci ho messo abbastanza tempo nella ricerca (giusto, ma prometto di andare avanti), la seconda che il Ddt causa veramente l'assottigliamento delle uova di alcuni uccelli; oltre alle aquile infatti ci sono anche i falchi pellegrini e i pellicani. Come ultima considerazione, gli articoli che smentiscono il "mito" sono tutti piuttosto recenti. Non ne ho trovati prima della metà degli anni '90. Ci sarà una ragione?

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10 febbraio 2008

QED

Come volevasi dimostrare (vedi anche questo messaggio), si moltiplicano le voci di un pericolo biofuel. L'articolo in questione proviene dalla rivista Science (anche se qui posto solo un messaggio di Scienceblog). La frase fondamentale è questa: "The carbon lost by converting rainforests, peatlands, savannas, or grasslands outweighs the carbon savings from biofuels. Such conversions for corn or sugarcane (ethanol), or palms or soybeans (biodiesel) release 17 to 420 times more carbon than the annual savings from replacing fossil fuels, the researchers said."
Cioè, per sintetizzare etanolo si distruggono foreste che producono (cassato il 19 febbraio) assorbono, nel processo, molto più carbonio di quello risparmiato con l'etanolo stesso. Ci sono altri processi, come l'etanolo da scarti, ma non sono ancora così efficienti. E se cominciassimo a smettere di usare "le cose"?



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Now playing: Lovin' Spoonful - Daydream
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09 febbraio 2008

Quando sento parlare di "cultura industriale"...

Guardo questo filmato.



E' lungo circa un'ora, è in inglese (americano), è non ci sono effetti speciali. Eppure la presentazione della storica Naomi Oreskes sulle similitudini tra "guerra dei produttori di tabacco al legame tabacco-cancro" e quella dei "produttori di energia al riscaldamento globale" è impressionante. Stessi argomenti, stesse menzogne, stesse persone, paro paro. Questa è la cultura dell'industria, non quella blaterata dal prossimo presidente del consiglio. Cos'avete capito, non è Berlusconi, ma Montezemolo.

08 febbraio 2008

Vie d'uscita? Mah...

Sto cominciando a pensare che come spesso accade Jared Diamond abbia ragione. Nell'ultimo libro, Collasso, parla dei rimedi che la civiltà occidentale (ma in fondo tutte le civiltà) facciano sempre più danni di quelli causati dalla tecnologia che aveva "portato" ai rimedi. Gli esempi sono sempre più presenti. Per esempio per rimediare al danno dei carburanti derivanti dal petrolio, uno dei metodi è quello dei carburanti verdi, o no? No, perché per crearli è necessario utilizzare territori che dovrebbero essere usati per coltivare cibo, o addirittura abbattere le foreste brasiliane o quelle indonesiane per coltivarci palma da olio. Inoltre pare che le coltivazioni per produrre etanolo usino più petrolio (in generale, per sintetizzare fertilizzanti e pesticidi, oltre che per far andare le macchine) di quanto non se ne ricavi in termini di energia. Anche se questa analisi soffre di qualche pecca - nel senso che potrebbe non essere del tutto corretta - è l'idea stessa di sostituire un danno con un altro che mi sembra particolarmente diffusa. Nel mondo occidentale, dico, anche se sono certo che India, Cina e Brasile seguiranno allegri.

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Now playing: Mamas & Papas - I Saw Her Again

04 febbraio 2008

Anche i pipistrelli, adesso

Moltissimi chirotteri stanno morendo, negli Stati Uniti, apparentemente per un fungo che cresce loro sul naso. Ma, dal comunicato stampa, sembra invece che i morti o morenti lo siano per estrema debilitazione durante l'ibernazione. Sono deboli perché hanno usato tutto il grasso che NON erano riusciti ad accumulare prima di entrare in ibernazione. Sono migliaia di animali, importanti per gli ecosistemi e per sé. Cosa volete, mi pare un problema molto più grosso di quello che si sta dibattendo adesso in Italia, la storia dei feti da salvare anche se hanno pochissime speranze di vita, e che, una volta salvati, condurranno una vita d'inferno solo per far piacere a qualche cattolico sadico. Come il papa, per esempio.

03 febbraio 2008

Sempre più chiaro

Questo post di un filosofo australiano chiarisce molte delle idee che girano sulla compatibilità della scienza (lui dice addirittura di tutte le scienze) e della religione, specie di quella cattolica. Non avrei potuto dirlo meglio.

Tu quoque fauste

In occasione della dichiarazione dei medici ginecologi romani, che affermano come un bambino nato vivo da un aborto deve essere tenuto in vita (opinabile ma molto medico), l'ex presidente della camera (tale bertinotti) dice "rispetto [nei confronti delle affermazioni del Papa] perché da tutte le cattedre religiose vengono delle sollecitazioni su temi etico-morali che le grandi componenti laiche, un po' sopraffatte dall'idea mercantile e scientista, hanno dimenticato. Ma questa non è una buona ragione per ascoltare queste parole con una dipendenza". A parte la chiusa che si salva un po' in corner, vorrei proprio sapere da dove viene l'idea mercantile e scientista delle componenti laiche. La presenza dei laici sui mezzi di comunicazione di massa è quasi inesistenti, quella degli scienziati assolutamente nulla. Mettere poi insieme l'idea mercantile (tipica fra gli altri di religiosi come Marcinkus, o di cardinali che strillano contro l'abolizione dell'abolizione dell'Ici) con lo scientismo è segno di ignoranza assoluta dell'etica della scienza. E ancora, considerare la religione l'unica fonte dell'etica è quanto meno medievale. Non sa il buon berto che esiste anche un'etica laica, che la scienza stessa sta compiendo enormi passi avanti nello studio dell'etica nel mondo animale non umano? No, non lo sa.

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Now playing: PHISH: "David Bowie"

Assolutamente ectopico

L'altra settimana abbiamo visto "Io non sono qui", un film circa sulla vita di Dylan. L'idea era carina, con alcuni attori che rappresentavano momenti diversi nel percorso del cantautore. Ma era così pieno di riferimenti chiari e oscuri, così diverso negli stili di recitazione e così insopportabilmente intellettualoide che mi ha irritato profondamente. Per non parlare della continua ostentazione delle sigarette, che dopo un po' diventava insopportabile. Sono quasi convinto che le fabbriche di sigarette paghino profumatamente per convincere le case di produzione a girare film sugli anni '40-'50-'60, per poter far fumare furiosamente gli attori. Non è possibile che ogni attimo della vita di Dylan lo passasse con la sigaretta in bocca.

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Now playing: Cream - The Clearout [Demo Version]

01 febbraio 2008

Ho scoperto un altro blog

Mi dimenticherò senz'altro di metterlo nell'home page, ma questo blog mi sembra interessante. Non conosco l'autore, e gli argomenti che riguardano la biologia sono un po' poco approfonditi. Ma l'impostazione mi sembra buona. Seguirollo.

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