Non sono su Facebook, che non riesce a piacermi fino in fondo, e allora mi affido a questo blog per mettere piccole osservazioni, spesso stupide, sul mondo attorno. Per esempio un fatto che mi rallegra tutte le mattine è passare accanto a un piccolo pezzo di verde (credo che anche quello sia dell'Eni) e sentire l'odore della gingko. Dico della perché la pianta è dioica e solo le femmine producono il frutto che per alcuni è puzzolente. Certo, non è un profumo di grande piacevolezza, ma è naturale, molto terreno, e mi ricorda che alcune piante o animali riescono a scappare alla ferrea logica dell'uomo. Che non vorrebbe le femmine di gingko, ma solo i maschi, appunto perché loro non puzzano. Angolini, forse, ma importanti.
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Now playing: TREY ANASTASIO: "Every Story Ends in Stone"
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Blog di scritti, pensieri, ruminazioni su scienza, ambiente, giornalismo e variazioni sul tema.
27 ottobre 2007
23 ottobre 2007
Viaggio alle Seychelles (Prima puntata)
Il viaggio è andato molto bene, sia dal punto di vista umano che da quello naturalistico. Le foto che pubblico sono solo un pallido esempio della bellezza delle isole, che sono molto diverse da quelle che pensavo. Molto rocciose, con un interno quasi selvaggio (che è tornato a esserlo dopo che la maggior parte delle isole sono state praticamente rasate per coltivare il cocco o altro), ci sono alcuni angolo molto belli e la vita animale è ricca, almeno per quanto riguarda gli uccelli marini. I fondali, a parte le tracce onnipresenti di un estesissimo bleaching degli anni '90 (credo) sono decisamente splendidi, con moltissimi pesci e altre specie. Vediamo qualche foto:
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L'arrivo con le montagne sopra Victoria, la capitale

Uno degli invasori, la tortora australiana Geopelia striata

L'interno della Vallée de Mai, dove vive uno degli ultimi gruppi consistenti di Lodoicea maldiviana, il coco-de-mer, la più grande noce di cocco del mondo.

Un enorme ragno del genere Nephila (credo, perché assomiglia molto a quelli australiani).

Un magpie robin (Copsychus sechellarum), specie rarissima, presente solo in alcune isole. E' stata distrutta da predatori introdotti, come gatti e ratti. Ha un interessante comportamento, con gruppi familiari (mi hanno detto che i giovani non sono veri e propri helper, ma quasi) che occupano e difendono un territorio. Sono insettivori, e quindi devono difendere le patch di insetti succulenti di cui si nutrono.
L'arrivo con le montagne sopra Victoria, la capitale
Uno degli invasori, la tortora australiana Geopelia striata
L'interno della Vallée de Mai, dove vive uno degli ultimi gruppi consistenti di Lodoicea maldiviana, il coco-de-mer, la più grande noce di cocco del mondo.
Un enorme ragno del genere Nephila (credo, perché assomiglia molto a quelli australiani).
Un magpie robin (Copsychus sechellarum), specie rarissima, presente solo in alcune isole. E' stata distrutta da predatori introdotti, come gatti e ratti. Ha un interessante comportamento, con gruppi familiari (mi hanno detto che i giovani non sono veri e propri helper, ma quasi) che occupano e difendono un territorio. Sono insettivori, e quindi devono difendere le patch di insetti succulenti di cui si nutrono.
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04 ottobre 2007
Chi l'ha detto?
Ecco una bellissima frase: «Religious suffering is at one and the same time the expression of real suffering and a protest against real suffering. Religion is the sigh of the oppressed creature, the heart of a heartless world and the soul of soulless conditions». E' in inglese perché così l'ho trovata, ma l'originale è tedesco. Chi è l'autore.
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Dove siamo?

Google Earth è una miniera inesauribile di immagini e situazioni. Questo è uno dei posti dove mi piacerebbe andare, anche se non è proprio dietro l'angolo.
Cambio di significato
Non è un gioco enigmistico, ma quello che accade quando si parla di ambiente e di futuro del pianeta. Se si chiede a un ricercatore se pensa che le cose si aggiusteranno, dice che è ottimista, e che quindi i problemi avranno una congrua soluzione. Ma questa non è una posizione ottimista, è realista; considera la realtà, non le speranze. Ecco allora perché se uno dice di essere realista, che così stando le cose non è possibile che i problemi del pianeta si aggiustino, ecco che subito diventa un catastrofista. Anche se parte da un esame assolutamente razionale della situazione. Insomma, gli ottimisti hanno sempre ragione, i realisti sempre torto, perché sono catastrofisti. Quindi nessuno, nemmeno con una pistola alla tempia si proclamerà mai pessimista. Chi lo fa, come Lovelock, è trattato come un vecchio un po' pazzerello. Il fatto che lo sia per altre ragioni non significa che possiamo tranquillamente dimenticare quello che dice.
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