23 settembre 2007

Ecco il primo documento promesso contro il nucleare. A questo indirizzo trovare un Pdf sui costi economici del nucleare, pubblicato da Greenpeace international ma scritto da una serie di ricercatori indipendenti. Dopo averlo letto persino Veronesi potrebbe avere qualche dubbio. E' necessario ora trovare qualche documento a favore. Lo cerco.

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Quando chi sa tace

E' uscito venerdì su Repubblica un lungo articolo di Umberto Veronesi sui problemi energetici dell'Italia. Non è particolarmente approfondito, anzi è piuttosto generico. E dimostra alcuni assunti che hanno a che fare con il giornalismo, la comunicazione, la scienza e l'Italia.
Ecco quello che ne ho ricavato:
1) Per un direttore di giornale, la scienza è tutta uguale. Veronesi è un esperto di tumore al seno, che io sappia, e di comunicazione della scienza (molto forse). Perché a qualcuno debba interessare il suo parere sulla politica energetica italiana, è misterioso. Ecco cosa pensano i direttori di quotidiani; se Veronesi è un esperto di medicina, ne saprà molto anche di altre scienze, se ha fatto il ministro (della Sanità) si sarà informato, se ha fondato un'associazione (credo si chiami ancora Galileo 2000, andate a cercarla se volete) vuol dire che si è circondato da esperti. Si chiama principio di autorità, e nella scienza è respinto a priori.
Se però provassimo a chiedere a Ezio Mauro di far scrivere Fabio Tranquillo sul calcio (parlo di un giornalista che ne sa un casino di basket), Mauro mi direbbe che non ne sa niente di pallone. Allora perché Veronesi scrive di politica energetica?
2) La parola di chi ha ricoperto cariche pubbliche ad alto livello e ha responsabilità notevoli, come Veronesi, è sacra. E questo lo pensa lo stesso Veronesi, ne sono certo. Altrimenti non si presterebbe a un articolo così sconclusionato.
3) Per il lettore, l'esperto è un esperto di tutto. Se a Veronesi risponde Rubbia, come mi hanno detto (anche lui è un fisico, non un esperto di politica energetica, ma qualcosa in più sa) la sua opinione ha lo stesso peso di quella di un medico.
4) Torniamo a Veronesi. Il suo assunto è che chi si oppone al nucleare è antiscienza. Sarebbe troppo facile dire che chi si oppone al nucleare è il mercato, per adesso. E che finora il nucleare ha usufruito di contributi statali oltre ogni limite, sia alla nascita che nel prosieguo della sua avventura. L'accusa di antiscientismo è complessa e difficile da respingere, per varie ragioni. Per esempio spesso si vena di new age e vaccate simili. Ma chi avesse voglia di leggere la letteratura contro il nucleare o gli Ogm, si troverebbe di fronte a documenti approfonditi e ricchi di dati e rimandi. Cosa che non si può dire per la letteratura a favore del nucleare o degli Ogm. Anzi spesso le patetiche bugie delle industrie sono facilmente smascherabili. Un esempio è il sito della Union of Concerned Scientists. Vi si possono trovare documenti di alto livello contro gli Ogm o il nucleare, e a favore di un'ipotesi antropogenica del riscaldamento globale.
5) Sempre sull'antiscienza. Veronesi confonde come spesso fanno i giornalisti, la scienza e la applicazioni pratiche. La conoscenza della struttura dell'atomo non porta necessariamente a sfruttarne le applicazioni tecnologiche. Questa non è scienza, è tecnologia, e come tale è controllata dalla società, attraverso la politica. E se la società non la vuole, non la si fa. Inoltre il dare per scontato che la scienza (non solo la tecnologia) sia sempre buona, mi sempre una posizione quanto meno Ottocentesca.
6) Come al solito, Veronesi attacca i verdi o chi si oppone al nucleare con affermazioni apodittiche: "[Il nucleare] è una forma non inquinante per l'ambiente e no pericolosa per la salute dell'uomo". Le scorie? Ci penseremo, prima o poi "arriveranno soluzioni efficaci".

In conclusione, un articolo che dimostra come anche quelli che in Italia sono considerate grandi menti spesso, appena escono dal loro seminato, fanno grossi danni.
Ovviamente le mie accuse vanno circostanziate. Piano piano lo faccio

15 settembre 2007

Grazie mister Dawkins

Non lo dico io, ma Sean Carroll, un fisico americano - sì, è omonimo del Sean Carroll biologo dell'evo-devo. Il lungo saggio, che proviene dal blog Cosmic variance (e che dimostra come spesso i blog sono meglio dei quotidiani, almeno quanto a commenti) dice che la comunicazione scientifica, che parte dal presupposto del non intervento di una divinità nelle cose umane, dovrebbe essere rispettosa di tutte le confessioni religiose, ma allo stesso tempo non dovrebbe abdicare troppo dalle sue posizioni di rigore scientifico. Insomma, i religiosi intesi in senso lato dicano pure quello che vogliono ma non intervengano su contenuti dei quali non sanno niente e, soprattutto, attorno ai quali presuppongono l'esistenza di una divinità esistente e interveniente. Gli ultimi interventi del papa sono TUTTI in questa direzione, per esempio, e per questo sono così fastidiosi. Non si può partire dal presupposto di una ragione "superiore" e che, appunto per questo, "supera" l'empirico. Ma senza nessuna prova di questa ragione che, data per scontata, è un macigno intollerabile in ogni discussione tra religiosi e non sulla realtà del mondo. Carroll fa riferimento a un recente numero di Time, che si intitolo God vs. Science. Da leggere online, è molto interessante. Così come i commenti al post originale.

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14 settembre 2007

Piccolo, ma ottimo saggio

Navigando qui e là, mi sono imbattuto in questo articolo apparso alla fine dell'anno scorso. Riguarda "la bugia silenziosa" cioè la quaestio ormai dimenticata della popolazione. Sembra che nessuno pensi più che l'eccessiva popolazione è un problema del pianeta tanto quanto i Suv o il riscaldamento globale. Persino gli ambientalisti sembra si siano dimenticati di accennarvi quando fanno uin elenco dei "problemi del pianeta". Leggere il pezzo che critica uno special issue di Scientific American sui problemi dell'ambiente, fa capire quanto sia difficile affrontare il problema. Forse perché vuol dire spostare una parte della colpa sulle spalle dei Paesi poveri e questo è "politicamente scorretto"?

13 settembre 2007

Un rifugio cerca aiuto

Anch'io, nel mio piccolo, cerco di diffondere le richieste di aiuto. C'è un piccolo rifugio della fauna in Bolivia, la cui sede è minacciata di vendita da parte della proprietaria. Qui trovate tutte le indicazioni, anche per fare una donazione. La richiesta è in inglese, e credo sia comprensibile. Ma insomma, vedete voi.

Aridaje

Sono un po' fissato, lo so, ma questa storia che ragione e verità stanno dalla parte della chiesa, e la ragione e la verità degli altri sono, a priori, torto e falsità, mi sta veramente qui. Ancora una volta, l'imperatore palpatine dice che la scienza senza dio distrugge l'uomo. La prima obiezione che ne viene è che a scienza con dio distrugge la natura, perché i più strenui difensori dello statu quo e dello sfruttamento della natura (o meglio, della difesa senza esagerare) sono proprio i religiosi come zichichi o compagnia cantante. Che poi nell'ultima uscita dell'imperatore in Austria abbia detto che bisogna salvare l'ambiente, senza notare la contraddizione con la posizione della SUA chiesa, che invita, come da articolo sopra postata, tutta una serie di scettici e nessuno, dico nessuno, che spieghi ai suoi "legionari di cristo" che la Terra non sta proprio benissimo. E dopo tutto ciò, dopo le contraddizioni così palesi, io dovrei dare ascolto a uno che mi dice: "Io ho ragione, poi, se volete, parliamone"?

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