27 luglio 2007

Dissonanza cognitiva

Un interessantissimo podcast su Science Friday parlava della dissonanza cognitiva, quel fenomeno per cui si cerca di giustificare o addirittura negare atti compiuti per non incorrere in contraddizioni interne. Un esempio è il cercare di evadere le tasse; sappiamo che è sbagliato, ma lo giustifichiamo dicendo che lo stato usa male i soldi, che sono troppo alte eccetera (vi ricorda qualche alto - ehm, basso - personaggio del passato politico?, sì, beh, ho fatto apposta). La dissonanza cognitiva spiega un sacco di comportamenti che sembrano contraddittori, ma soprattutto l'insistenza nell'autogiustificarsi dopo aver fatto un errore. La guerra in Iraq è un classico esempio; ma anche il cosiddetto "errore del Concorde", secondo me, perché un'intera società va avanti a spendere soldi su un progetto inutile e costosissimo anche se si sa che è inutile e costosissimo. Una conclusione di tutto ciò mi sembra anche il fatto che il mondo segue principi religiosi; immersi in un clima religioso fin da piccoli, riuscire a negare il tutto, e praticamente tutta la propria vita fino a quel momento, è quasi impossibile. Si entrerebbe appunto in dissonanza cognitiva. Chissà che ne dice Elliot Aronson, autore del libro Mistakes Were Made (But Not by Me) (Sono stati commessi errori; ma non da me). Sarà il caso di articolare l'ipotesi, anche se vedo già qualche buco.

26 luglio 2007

Un'isola di indifferenza

Sempre più ci si accorge, in giro per il mondo, dell'importanza della biodiversità e della protezione dell'ambiente per la sopravvivenza degli ecosistemi (anche se bisogna dire che è "per la sopravvivenza dell'uomo", ma insomma...). Eppure in Italia tutto sembra sopito; nessuno ne parla, nessuno discute della perdita di biodiversità e in generale dei problemi dell'ambiente. E quando dico discute intendo proprio a livello di polemica sui giornali, o addirittura trasmissioni televisive. Gli unici esempi sono di profondo squallore; una trasmissione a ore minuscole con Mentana (imbecille se ce n'è uno) che ha dapprima trasmesso "The great global warming swindle" (nel link il commento di Real Climate, il migliore dei blog sul clima), poi ha invitato in studio a commentare due emeriti sconosciuti. Anzi no, un personaggio televisivo, tale Giuliacci, meteorologo che ha affermato cose del tipo "Sì, va beh, qualcosa cambia, ma non preoccupiamoci del futuro", e un biometeorologo - di cui ho dimenticato il nome - che ha cercato di spiegare, con poco successo, al colto e all'inclita che accade. Mentana ha fatto la figura del giornalista italiano, ignorante e vanaglorioso, felice di esserlo.
Ma non è finita. Due darling della sinistra, cioè l'Annunziata sulla Stampa e Maltese sul venerdì di Repubblica, fanno notare che il Live Earth, il concerto organizzato il 7-7-2007 (mio anniversario di matrimonio...), è stato solo una grande kermesse senza conseguenze e, anzi, un po' vuota. Nessuno si è preso la briga di fare ricerche, perché avrebbe scoperto che l'intera organizzazione ha messo in piedi più di un sito, il più importante dei quali è The alliance for climate protection, che consente di sottoscrivere un pledge (insomma, un giuramento) per dedicarsi alla protezione del clima. E questo io l'ho scoperto in minuti 2. Anche perché scarico regolarmente i podcast che si occupano di ambiente. E lì se n'è parlato.

18 luglio 2007

Nuova rubrica

Inauguro oggi una nuova rubrica di arrabbiature, che chiamerò "Bomba atomica". Che cos'è lo capirete quando vi dico a cosa si rivolge; al sito a small world, di cui non mi sogno neanche di dare l'url. E' un sito in cui fighetti e fighette figli di papà che fanno di finta di fare gli imprenditori o di gestire la società (non quella del papà, la mia società)si trovano per scambiarsi opinioni sui migliori locali per fare l'happy hour o altre attività di cui la specie umana non può fare senza. Purtroppo il sito è solo virtuale, ma se si trovassero i server dove alloggiano questi inutili parassiti della società, credo che una piccola bomba atomica (dicendo a coloro che ci lavorano di togliersi di mezzo, magari sono gente normale), non glie la toglie nessuno. Mi ricordano i colonizzatori della Terra sulla trilogia (in cinque libri) di Douglas Adams. E chi non sa a cosa mi riferisco, si fotta.

02 luglio 2007

Biologia. Scienza o no?

Un ottimo post di un blog che non conoscevo (Northstatescience) parla a lungo dell'approccio che fisici, ingegneri e medici hanno della biologia. Biology is just stamp collecting, disse quel cretino di Lord Rutherford, e l'idea non è ancora del tutto scemata. Tra le file dei creazionisti per esempio di sono molti ingegneri e qualche medico. Così come parecchi fisici hanno idee strane sulla biologia e l'evoluzione, e non riescono a mandare giù l'idea di caso e mancanza di scopo dell'evoluzione naturale. Un altro blog, Biology in science fiction (credo sia un blog, ormai le cose si confondono) ha questo post in cui richiama anche un ottimo articoletto del biologo e consulente cinematografico Jack Cohen. Anche il potente PZMyers ha linkato questo post, e si è sviluppato un interessante discussione. D lì si può partire per altri lidi. Un giorno o l'altro, da questi post, scriverò anche un lungo messaggio mettendo le mie idee sul tema. Chissà che non siano tanto chiare da essere accettate da qualche blog vero o giornale...

Share it

Sociable