Leggo su repubblica.it che il segretario generale dell'Onu "ha autorizzato Staffan de Mistura a presiedere la Commissione di ispezione voluta dal ministro dell'Interno, Giuliano Amato, per verificare le condizioni all'interno dei Centri di permanenza temporanea". Se è lo stesso Staffan de Mistura che ha guidato per un certo periodo il Wwf Italia, con risultati abbastanza risibili, non voglio pensare cosa possa essere la fine della commissione. Qualche viaggetto in loco, magari il capino dentro un Cpt, e poi una bella relazione che costerà all'Onu qualche migliaio (o più magari), di dollaroni anche nostri.
Bene, andiamo avanti così, continuiamo a farci del male.
Blog di scritti, pensieri, ruminazioni su scienza, ambiente, giornalismo e variazioni sul tema.
29 giugno 2006
18 giugno 2006
Un esempio di buona, anzi ottima comunicazione scientifica è la presentazione Examining Natural Selection in Humans. L'argomento è estremamente interessante e fino a qualche tempo fa molto "contestato", con argomentazioni del tipo "L'uomo è sfuggito alla selezione naturale". I due ricercatori, del Broad institute of Mit and Harvard, dimostrano invece, con una presentazione di "son et lumiére" (cioè diapositive commentate) che anche la nsotra specie è tuttora sottoposta alla selezione naturale, come e quando ciò accade. La rete usata al meglio, anche se il tutto è ovviamente un po' freddino e in inglese. Ma le diapositive aiutano moltissimo.
Marco Ferrari
P. S. Lo stesso messaggio lo si trova anche sul sito di Pikaia. Voglio solo fare un paio di prove sui diversi html tra i siti.
Marco Ferrari
P. S. Lo stesso messaggio lo si trova anche sul sito di Pikaia. Voglio solo fare un paio di prove sui diversi html tra i siti.
Comincia qui un elenco dei migliori podcast scientifici. Secondo me almeno; magari ce ne sono altri che non conosco, e che informano meglio sulle novità e le discussioni sul mondo della scienza e della ricerca, specie quella biologica ed ecologica.
Il mio preferito si chiama Science Friday. E' prodotto da Ira Flatow, un giornalista scientifico statunitense di grande valore, che riesce ad essere sulla notizia senza esserlo banalmente. Appena c'è qualche novità nel campo della fisica, della biologia, dell'evoluzione e dell'ambiente, Ira intervista il o i protagonisti, molti dei quali sono chiaramente molto contenti di essere intervistati, perché riescono, nel tempo della puntata, a spiegare meglio i loro punti di vista. La durata della puntate va da un quarto d'ora a un'ora, con interventi esterni (ovviamente chi ascolta il podcast non può intervenire...). Quasi ogni puntata merita di essere ascoltata, anche quando parla di argomenti di non grande interesse per l'utente. Nel sito ci sono anche tutte le puntate precedenti, e una serie di pagine collaterali, come quella per i bambini. In assoluto il migliore podcast di commenti scientifici.
Il mio preferito si chiama Science Friday. E' prodotto da Ira Flatow, un giornalista scientifico statunitense di grande valore, che riesce ad essere sulla notizia senza esserlo banalmente. Appena c'è qualche novità nel campo della fisica, della biologia, dell'evoluzione e dell'ambiente, Ira intervista il o i protagonisti, molti dei quali sono chiaramente molto contenti di essere intervistati, perché riescono, nel tempo della puntata, a spiegare meglio i loro punti di vista. La durata della puntate va da un quarto d'ora a un'ora, con interventi esterni (ovviamente chi ascolta il podcast non può intervenire...). Quasi ogni puntata merita di essere ascoltata, anche quando parla di argomenti di non grande interesse per l'utente. Nel sito ci sono anche tutte le puntate precedenti, e una serie di pagine collaterali, come quella per i bambini. In assoluto il migliore podcast di commenti scientifici.
10 giugno 2006
Non c'è niente da fare, ho la radio di Winamp sempre collegata a LivePhish, la radio che ritrasmette in continuazione concerti dal vivo dei Phish e di Anastasio. Il gruppo si è sciolto circa due anni fa, ma la musica continua a entusiarmarmi. Scaricate Winamp e collegatevi a LivePhish con Shoutcast.
La più grande minaccia alla sopravvivenza dell'umanità? Non c'è dubbio che sia il terrorismo mediorientale, Al-Qaeda e compagnia cantante. O no? No. Non credo di peccare di eccessiva fantasia quando dico che i governi occidentali sono da ringraziare per lo stato in cui hanno ridotto il pianeta. Ma qundo persino un ex-presidente degli stati uniti (Al Gore) comincia ad accusarli, c'è da pensare. Cosa dice Gore? Che il pianeta ha solo il 10 per cento di probabilità di farcela. Meglio, non il pianeta, noi. Che gli orsi bianchi sono fregati e che il suo buon presidente Cespuglio è il responsabile di tutto ciò (ma questo lo dico io). E cosa fanno i giornali italiani? Gli dedicano una notiziola accanto agli ultimi litigi del governo Prodi (Prc e altri che se la prendono se il capo gli dà dei folkloristici). Siamo fregati? E' vero, ma almeno divertiamoci, sembrano dire tutti. Intanto, qui si può vedere una buona dose di materiali sul film.
04 giugno 2006
Adesso, dopo genoma, proteoma eccetera, arriva il microbioma. E' l'analisi della flora batterica, formata da batteri veri e propri e da Archea, che abitano il nostro intestino (anche lo stomaco, ma sono molto pochi). Ci danno una mano a digerire sostanze, come molti carboidrati, che noi non possiamo degradare. Secondo un articolo su Science del 2 giugno, l'analisi del genoma dei microbi (ecco il microbioma) potrebbe servire a capire come stiamo e quali possono essere i rimedi nel caso stiamo male.
Non posto il link all'articolo perché, come molte riviste scientifiche, è a pagamento.
Accontentavei di quello che vi dico.
Non posto il link all'articolo perché, come molte riviste scientifiche, è a pagamento.
Accontentavei di quello che vi dico.
Sarà anche vecchio, avrà cambiato idea migliaia di volte, le sue nuove canzoni saranno anche uguali a tutte le altre, ma sto ascoltando Living with war (il link è alla recensione di All Music) , il nuovo disco di Neil Young, e continua a piacermi. Per la musica, per il messaggio, per la semplicità dell'analisi (a volte il semplicismo, ma va bene così). Mi piace più di Prairie wind, è immediatissimo, quasi un instant record. Ascoltatelo, c'è anche sul suo sito.
Il problema di molti post (tutti?) è che quando si scrive viene il dubbio che tutto sia già stato scritto, e quindi sia perfettamente inutile ripetere concetti che, nell'era di Internet (vedete? questo è già stato scritto), si trovano nella rete con facilità. Basta fare un po' di ricerca. Ma poi penso che in fondo non posso saperlo, che il blog è scritto da me per me, e quindi ecco che scrivo.
Una delle più belle riviste che si trovano on line si chiama Plos biology, cioè la rivista che tratta di biologia della Public library of science, un tentativo di spezzare il monopolio delle riviste scientifiche a pagamento, spesso moolto a pagamento. Non solo è gratuita, ma vi si trovano anche ottimi articoli, come il primo che voglio raccontarvi. Si intitola Resistance Evolution to Crops: Predispersal Mating of European Corn Borers, cioè Evoluzione della resistenza al Bt* di un parassita del mais, l'Ostrinia nubilalis. Secondo l'articolo, si pensava che l'insettuccio, una farfallina che parassitizza il mais, potesse sviluppare la resistenza al mais che produce la tossina Bt. Alcuni campi sono stati quindi lasciati liberi dal mais geneticamente modificato (l'ho detto che la tossina era prodotta da mais GM, che contiene un gene che esprime la tossina stessa? No? Lo dico ora). Insomma, se lasci un certo numero di campi (rifugi) col mais non GM, lì non si svilupperà la resistenza, e con un'elevata dispersione di individui nelle zone in cui invece la resistenza potrebbe svilupparsi (i campi con OGM) allora i genomi per la resistenza saranno "diluiti" da quelli che non contengono il gene per la resistenza. Considerando anche che spesso la resistenza implica fattori negativi, per così dire, che deprimono i portatori di questi genomi; gli insettini non sono depressi perché hanno la resistenza, ma perché spesso un nuovo gene non ha una facile integrazione nel genoma. Purtroppo, il lavoro su Plos dimostra che le femmine si accoppiano spesso (non sempre) con i maschi che trovano nel campo in cui sono nate. E che quindi la dispersione non è una tattica molto usata prima dell'accoppiamento. E che, se maschi e femmine rimangono nel campo di OGM e si accoppiano fra di loro, è più facile che si sviluppi la resistenza. Questo non avviene sempre, ma solo in certe condizioni ben descritte dall'articolo, ma insomma, ecco l'ennesima dimostrazione che una strategia perfettamente pensata dall'uomo potrebbe essere vanificata dalla natura.
Ecco il link all'articolo.
* Bt sta per Bacillus thuringensis, un batterio che produce una tossina che ammazza i lepidotteri (farfalle). Ecco qualche notizia sul suddetto.
Una delle più belle riviste che si trovano on line si chiama Plos biology, cioè la rivista che tratta di biologia della Public library of science, un tentativo di spezzare il monopolio delle riviste scientifiche a pagamento, spesso moolto a pagamento. Non solo è gratuita, ma vi si trovano anche ottimi articoli, come il primo che voglio raccontarvi. Si intitola Resistance Evolution to Crops: Predispersal Mating of European Corn Borers, cioè Evoluzione della resistenza al Bt* di un parassita del mais, l'Ostrinia nubilalis. Secondo l'articolo, si pensava che l'insettuccio, una farfallina che parassitizza il mais, potesse sviluppare la resistenza al mais che produce la tossina Bt. Alcuni campi sono stati quindi lasciati liberi dal mais geneticamente modificato (l'ho detto che la tossina era prodotta da mais GM, che contiene un gene che esprime la tossina stessa? No? Lo dico ora). Insomma, se lasci un certo numero di campi (rifugi) col mais non GM, lì non si svilupperà la resistenza, e con un'elevata dispersione di individui nelle zone in cui invece la resistenza potrebbe svilupparsi (i campi con OGM) allora i genomi per la resistenza saranno "diluiti" da quelli che non contengono il gene per la resistenza. Considerando anche che spesso la resistenza implica fattori negativi, per così dire, che deprimono i portatori di questi genomi; gli insettini non sono depressi perché hanno la resistenza, ma perché spesso un nuovo gene non ha una facile integrazione nel genoma. Purtroppo, il lavoro su Plos dimostra che le femmine si accoppiano spesso (non sempre) con i maschi che trovano nel campo in cui sono nate. E che quindi la dispersione non è una tattica molto usata prima dell'accoppiamento. E che, se maschi e femmine rimangono nel campo di OGM e si accoppiano fra di loro, è più facile che si sviluppi la resistenza. Questo non avviene sempre, ma solo in certe condizioni ben descritte dall'articolo, ma insomma, ecco l'ennesima dimostrazione che una strategia perfettamente pensata dall'uomo potrebbe essere vanificata dalla natura.
Ecco il link all'articolo.
* Bt sta per Bacillus thuringensis, un batterio che produce una tossina che ammazza i lepidotteri (farfalle). Ecco qualche notizia sul suddetto.
03 giugno 2006
Dovrei dire a questo punto perché mi sono messo a pubblicare quello che penso in un blog. Credo però sia noto a tutti che chi crea e pubblica un blog lo fa più per se stesso che per gli altri: ne sono sintomo le decine di blog senza commenti (come finirà anche questo, temo...). Ho necessità, non proprio bisogno (perché in casa ho già chi mi ascolta) di dire qualcosa che riguarda il lavoro che faccio (diciamo divulgatore scientifico), e di avere spazio per scrivere quello che non va sui mezzi di comunicazione su cui scrivo (universo Focus e Geo, tanto per essere chiari). Che non va nel senso che non ha spazio. E che non va anche nel senso di fatto male; parlare male dei colleghi si può? Sì, se si ci sono le giustificazioni e non si scade nel pettegolezzo.
La periodicità? Come tanti altri blog, un po' come capita. Ma poiché in un blog che avevo iniziato qualche tempo fa (e che è morto senza un perché), scrivevo ogni paio di giorni, poco o tanto. Spero di mantenere lo stesso ritmo. A risentirci presto. Forse tra una mezz'oretta.
Marco F
La periodicità? Come tanti altri blog, un po' come capita. Ma poiché in un blog che avevo iniziato qualche tempo fa (e che è morto senza un perché), scrivevo ogni paio di giorni, poco o tanto. Spero di mantenere lo stesso ritmo. A risentirci presto. Forse tra una mezz'oretta.
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